"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La vicenda della Grecia smaschera l’oligarchia europea ed i suoi interessi

di Luciano Lago

La vicenda della Grecia, ancora in corso di evoluzione, a prescindere da tutti i suoi possibili sbocchi che deriveranno dallo svolgimento del referendum popolare ( una astuta mossa tirata fuori all’ultimo momento dal giovane Tsipras che ha spiazzato i vertici della troika europea) , acquista un particolare valore davanti agli occhi dei cittadini europei ed in particolare per i cittadini italiani.
Il valore aggiunto di questa vicenda sta nel fatto che è stata tolta la maschera definitivamente all’oligarchia europea che siede nei lussuosi uffici di Bruxelles e Francoforte e gli eurocrati sono apparsi agli occhi dell’opinione pubblica per quello che realmente sono, un gruppo di burocrati ben pagati al servizio del potere finanziario che costituiscono una oligarchia autoreferente, antidemocratica e subordinata agli interessi delle grandi lobby (bancarie e multinazionali).

Così la Angela Merkel, Jean C.Juncker, M. Draghi , Donald Tusk, Pierre Moscovici,Cecilia Malmström e tutti gli altri nei loro rispettivi ruoli dimostrano di essere gli esecutori delle direttive che provengano dai grandi potentati finanziari che incombono al di sopra di tutte le decisioni prese dagli organismi europei.

Viene a cadere tutto il manto di retorica sull’Europa con cui è stata avvolta la realtà dell’oligarchia europea per far credere ai popoli il mito dell'”Europa buona”, sinonimo di “progresso e di sviluppo”, di “integrazione e di solidarietà” fra le nazioni europee. Tutte menzogne della propaganda diffusa dai grandi media che oggi sono smentite dai fatti e dalla realtà di una Europa mai come oggi frazionata, con paesi rivali fra di loro ed in forte competizione, ciascuno geloso di difendere le sue linee di forza a spese degli altri, una Europa incapace di una linea politica unica, imbelle di fronte alle minacce ed ai fenomeni come immigrazione di massa e terrorismo.

Si svela quindi una realtà ben diversa da quella dipinta dai media del sistema: il fallimento della costruzione europea basata sulle banche e sul sistema usuraio che ha imposto misure di austerità per permettere alle banche d’affari di recuperare le perdite delle proprie attività speculative a spese delle classi medie e popolari, affossando l’economia e producendo miseria in paesi, una volta prosperi, come Spagna, Italia, Portogallo, Grecia e la stessa Francia.

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La Troika europea, nonostante tutto, insiste nel ribadire lo stesso disastroso programma economico di austerità, di privatizzazioni dei servizi pubblici, di riduzione di salari e  pensioni, e nel volerlo perseguire ad ogni costo.  Si  tratta di un programma che il celebre economista James Galbraith, ebbe a definire lo “stalinismo del mercato”,  per la sua rigida fiducia nella capacità di autoregolazione del mercato al di fuori di qualsivoglia  intervento pubblico.

Si comprende che dietro questa ostinazione esiste un chiaro obiettivo politico: piegare la Grecia per evitare che impulsi al cambiamento democratico provenienti da altri paesi, come Spagna, Portogallo, Italia, Irlanda e Francia, possano modificare la posizione di vassallaggio di questi paesi verso l’oligarchia finanziaria dominante: primo obiettivo è quello di imporre il principio di autorità.
Dall’ opinione pubblica di paesi che hanno sofferto questa politica che ha arricchito i profitti di pochi speculatori e che ha apportato vantaggi esclusivamente alla Germania, dominatrice del sistema, sorge spontanea la domanda: perchè si deve continuare con questa politica disastrosa?

Piuttosto che rispondere a questa semplice domanda, l’establishment europeo, attraverso i suoi organismi, si è arroccato in una dinamica autoritaria, opaca e ostile ad ogni proclamazione di verifica popolare su tali temi, senza nascondere la propria contrarietà. Esemplare a questo proposito la risposta che Jean C. Junker diede in una intervista a “Le Figaro” il 29 Gennaio del 2015: ….”non ci può essere una opzione democratica contro i trattati europei”; si riferiva a quei trattati che non sono stati votati da alcun popolo e che anzi sono stati rifiutati in alcuni casi sotto forma di referendum per la Costituzione europea e subito vanificati dall’oligarchia europea.

Tutti i burocrati della Commissione Europea ,come anche i responsabili dei principali governi europei, da Francosis Hollande a Matteo Renzi, a Mariano Rajoy, ecc. sono di fatto schierati con l’ideologia neoliberista e, al di là delle apparenti differenze politiche, appartengono allo stesso partito che si può denominare il Partito neoliberista europeo (PPE in Europa, il PD in Italia) e sono gli esecutori di questa ideologia che caratterizza tutte le scelte dell’establishment europeo.
I più rigidi a difesa delle misure di austerità sono i tedeschi, la Merkel ed il suo ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, i quali ( non si capisce a che titolo) conducono in prima persona le trattative con la Grecia rifiutando la possibilità di un ripianamento del debito. Il rifiuto per paradosso proviene da un paese, la Germania, che, nella sua storia, ha usufruito del ripianamento del suo debito almeno i tre occasioni: nel 1924 (l’epoca di Weimar), nel 1932 e nel 1953. Quello che è stato possibile per la Germania oggi non lo è altrettanto per la Grecia.

La Storia non ha insegnato niente ai tedeschi che ancora una volta vogliono mettere l’Europa sotto il loro tallone utilizzando la forza e l’efficienza della loro economia : la Germania è riuscita ad imporre le sue regole e la sua moneta, il marco travestito da euro, con il risultato di mettere fuori gioco buona parte dell’apparato industriale manifatturiero di paesi come Italia che erano considerati pericolosi concorrenti.

L’apparato dei media ha subito iniziato una campagna per colpevolizzare il governo greco per il fallimento delle trattative e sono iniziate a circolare una serie di menzogne su presunti privilegi di cui godrebbero ancora parte dei cittadini greci, occultando le reali disastrose condizioni sociali in cui è caduta una buona parte della popolazione greca per causa delle misure di austerità imposte dall’Europa. Basta visitare un ospedale in Grecia per accorgersi di quali siano le condizioni in cui si trovano le persone prive di mezzi, di assistenza e di medicinali che muoiono prematuramente nelle corsie e nei corridoi fatiscenti. Nessuno tanto meno descrive la realtà di migliaia di famiglie costrette a vivere per strada e della fame di cui soffrono anche molti bambini greci che svengono a scuola durante le ore di lezione per mancanza di alimentazione adeguata.

Si tratta di una realtà con cui ci si potrebbe presto confrontare anche in Italia dove, grazie alla classe politica servile e subordinata agli organismi dell’oligarchia europea, si nasconde la reale situazione economica derivante dalle politiche di austerità imposte dai governi non eletti ma fiduciari della troika (Monti, Letta e Renzi,) che ha portato al maggior disastro economico dal dopoguerra con la perdita del 25% dell’industria manifatturiera, con la cessione all’estero di buona parte delle eccellenze imprenditoriali italiane, con lo smantellamento dei principali diritti sociali, facendo dilagare disoccupazione e povertà come mai era avvenuto nel recente passato.

Tutto questo è avvenuto mentre dal reddito e dai risparmi degli italiani, mediante una imposizione fiscale abnorme, sono stati sottratti in questi anni centinaia di miliardi di denaro pubblico per versarli nelle banche e nei fondi di stabilità europei (ESM/MES) per adeguarsi ai trattati imposti dall’Europa. Con il doppio effetto di far aumentare il debito pubblico e affossare i principali settori economici del paese, dall’edilizia alla meccanica, al manifatturiero, ecc..

Da notare il ruolo servile svolto in Italia dalla grande stampa e delle TV che, in buona parte, salutarono l’avvento di Mario Monti, il primo fiduciario dei potentati finanziari sovranazionali, nominato da Napolitano, come una “liberazione” e plaudirono concordemente alle grandi doti del “liberatore” che riuscì a versare circa 57 miliardi di denaro pubblico ai fondi di stabilità europei, alla Morgan Stanley ed al Monte dei Paschi di Siena, mentre si negarono i fondi per gli “esodati” e per le famiglie in difficoltà.
Se la costruzione europea dovesse sgretolarsi e mostrare quali erano i suoi veri obiettivi politici e quali interessi erano preminenti, allora si dovranno allestire, suppongo, processi pubblici per tutti coloro che si sono prestati a questo gioco a spese dei popoli.

Nella foto in alto: cittadini greci scendono in strada per appoggiare il governo

Nella foto al centro: una delle tante famiglie di cittadini greci ad Atene accampata in strada

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  1. Piero61 2 anni fa

    salve
    l’Unione Europea ricorda in toto, l’URSS: stessi metodi disumani, ateismo di stato, povertà e fame per il 99% della popolazione, ignoranza, manipolazione dell’informazione, Repubblica-Stampa-Il Fatto Quotidiano-Corsera = la Pravda, disastri economici, totale assenza di cultura e guerre “democratiche”…l’URSS ed il suo blocco disumano, sono durati 80 anni, speriamo, per il bene di tutti, che la UE finisca molto prima e che, chi ha tradito la propria Nazione, venga punito in modo esemplare.
    saluti
    Piero e famiglia

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  2. paolo 2 anni fa

    Sì, bisogna arrestare, processare e punire i colpevoli di tanta miseria dei popoli e di chi lava il cervello ai popoli, come hanno fatto in Islanda, dove hanno arrestato e processato i banchieri colpevoli della recessione. Poi quel paese si è risollevato. Bisognerebbe dunque anche imparare i passi sociali ed economici fatti per tornare a crescere.

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  3. Idea3online 2 anni fa

    Meglio analizzare bene tutto, troppo spesso abbiamo considerato eventi straordinari come essere il frutto del Cattivo contro il Buono, o del Buono contro il Cattivo. I media come in tutte la storie straordinarie dal 2001 sino ad oggi, hanno sempre raccontato quello che appare ma non quello che è. Capire veramente quello che accade in Grecia è difficile. Se dietro la Grecia c’è sempre la solita mano invisibile, la solita legata al capitale globale ed agli accordi con potenze anche rivali con il consenso dei fratelli della Grecia, tutti gli svantaggi li subirà il popolo. Se al contrario dietro la Grecia c’è una mano invisibile che obbliga la Grecia ad una alleanza con l’Oriente perchè ha deciso di indebolire l’Occidente, sicuramente il popolo subirà pochissime conseguenze, perchè la Cina e la Russia daranno una grande accoglienza al nuovo alleato.

    Se tutto è volontà umana sarà la solita storia come le tante dal 2001 ad oggi, se è volontà dello stesso Dio che ha guidato Nabucodonosor prima e Ciro il Grande dopo, lo capiremo nei prossimi giorni e mesi.

    E’ difficile accettare queste verità, ma se Lui volesse farebbe diventare la Terra come la Luna. Questa è la verità, siamo formichette impazzite.

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  4. nessuno 2 anni fa

    Salve, e se spingere il Paese a indire il referendum non fosse altro che una maniera per cambiare il Governo, se vince il “si”? La Grecia così come è non la vogliono,,o fanno come loro dicono oppure
    che se ne vada per la sua strada.. Spremuta è stata spremuta e più di tanto non si può……
    Viva la Grecia , Viva la librtà, Viva la democrazia!

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  5. antonio scotto 2 anni fa

    Completamente d’accordo con Piero.Una domanda ma quante e mail hai?

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    1. Piero61 2 anni fa

      salve
      una sola, marconistalegionario@libero.it (voglio fidarmi)
      saluti
      Piero e famiglia

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  6. antonio scotto 2 anni fa

    D’accordo con Piero.Piero ma quante e mail c’hai?

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  7. keki 2 anni fa

    Un vero leader sa cosa è bene e cosa è male per il suo popolo. Un atto che in apparenza può sembrare democratico(referendum popolare),può assumere il significato di mancanza di responsabilità per una scelta di importanza storica da parte di chi è stato eletto con un programma preciso e che deve guidare il proprio popolo verso la rinascita. La Germania ha un debito di guerra nei confronti della Grecia pari a 200.000 miliardi di euro.Non so se avete capito bene:200.000 miliardi di euro. Perchè Tsipras non ha messo questo punto importantissimo sul piatto delle trattative? Mi auguro di tutto cuore che il premier greco non abbia i soliti scheletracci nell’armadio e che la “culla della democrazia e della cultura” ,si possa rialzare e riesca a trascinare conn sé le altre nazioni che ora sono schiave e prive di dignità.

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