"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La vendetta di Putin: la lotta per la frontiera

By Mike Whitney *

Abbiamo ricevuto informazioni addizionali che confermano che il petrolio controllato  dai miliziani dello Stato Islamico  entra in territorio turco su scala industriale. Abbiamo tutti i motivi per ritenere che la decisione di abbattere il nostro aereo fu guidata dal  desiderio di garantire la sicurezza delle rotte di consegna di questo greggio ai porti da dove si inviano i camion cisterna”.

-Dichiarazione del Presidente russo, Vladimir Putin, Parigi-30-11-’15

Lo scorso Lunedì, la salma del Tenente Colonello Oleg Peshkov è stata trsferita a Mosca dove è stata accolta dal Minstro della Difesa della Russia, dal capo dell’Esercito e dai membri della famiglia, e da un picchetto d’onore. Peshkov verrà sepolto con tutti gli onori e riceverà la più alta onorificienza della Federazione Russa per il suo servizio contro i gruppi terroristi appoggiati dagli USA in Siria. L’aereo SU-24 di Peshkov era stato attirato in una imboscata da un caccia turco F-16 quando, a quanto sembra, era penetrato nello spazio aereo turco per 17 secondi.

L’attacco di sorpresa che non era stato preceduto da alcun avviso, aveva obbligato il pilota a catapultarsi dall’aereo e mentre planava con il suo paracadute era stato colpito ed era morto nella discesa. Il miliziano che afferma di aver ucciso Peshkov, siviene chiamato, Alparslan Celik, un ultranazionalista turco che è uno dei capi dei “Lupi grigi” una organizzazione terorrista che ha effettuato numerosi omicidi politici fin dagli anni ’70. Il gruppo di Celik fa parte di una delle tante formazioni di jihadisti “moderati” che sono appoggiati dagli USA e Turchia nei loro sforzi di rovesciare il govendo di Bashar al-Assad e smembrare il paese in più parti.

L’abbattimento del Su-24 non ha scatenato la reazione istintiva di Mosca che molti si aspettavano. Invece di questa reazione, Putin si è concentrato sull’obiettivo di sbaragliare il terorrismo in Siria e garantire l’ntegrità e la sovranità dello Stato siriano. Putin ha portato la presenza militare russa da 69 Sukhoi da combattimento a 160 bombardieri ed anche sottomarini e navi nel Mediterraneo. Inoltre è stata rafforzata la difesa aerea installando presso la base di Latiaka il sistema antiaereo S-400 ed è stato ordinato all’incrociatore lanciamissili Moskwa di mantenersi sotto la costa della Siria a distanza di tiro.
L’abbattimento dell’aereo russo ha determinato la decisione di Putin di sigillare la frontiera nord con la Turchia, sbaragliare i terroristi e vincere la guerra in Siria. Appare chiaro che questa non era la reazione in cui Washington sperava.

In parole franche, commentando con i media russi, Putin ha implicato la responsabilità degli USA nell’abbattimento dell’aereo Su-24 indicando che le forze americane erano state informate circa la triettoria del volo e, di seguito, queste avevano passato l’informazione alla Turchia. Questo è quanto ha detto: “abbiamo detto ai nostri soci USA quando ed a che altezza sarebbero andati ad operare i nostri aerei. La coalizione guidata dagli USA, che include la Turchia, era consapevole dell’ora e del luogo dove si trovavano i nostri aerei. Ed è precisamente il punto dove e quando ci hanno attaccato. Perchè condividiamo queste informazioni con i nordamericani? Non controllano i loro alleati o passano queste informazini a destra ed a manca senza darsi conto delle conseguenze. Dovremo avere un colloquio con i nostri soci degli Stati Uniti.

Siria mappa delle forze in campo
Siria mappa delle forze in campo

Le osservazioni critiche di Putin non sono apparse in alcuno dei media occidentali. La censura su queste informazioni è simile all’esclusione dei commenti che Putin aveva formulato due settimane prima al vertice del G-20 in cui aveva annunciato che 40 paesi stanno finanziando l’ISIS tra cui diversi membri del G-20. Questa dichiarazione di Putin era stata sottaciuta dalla maggior parte della stampa occidentale.
“….Ho mostrato ai nostri coleghi le foto prese dallo spazio e dagli aerei che dimosrano chiaramente l’entità del commercio illegale del petrolio e dei suoi derivati. La carovana di autocisterne di combustibile si estendeva per decine di Kilometri così che da una altezza di 4000/5000 mt. la fila si estende più in là dell’orizzonte”. Ha aggiunto Putin paragonando questo convoglio di cisterne ad un oleodotto. (Putin: L’ISIS viene finanziato da 40 paesi fra cui diversi componenti del G-20).

Non cercate questa storia sul New York Times, sul Wall Street Journal e sul Washington Post (come anche sul “Corriere della Sera, su “Repubblica” o su “La Stampa”) No la troverete.
Non è nell’interesse dei grandi media occidentali pubblicare informazioni che suggeriscono che Washington ed i suoi alleati stanno fornendo appoggio materiale alle organizzzazioni terroristiche.

Sembra chiaro che il bombardamento russo sui gruppi jihadisti che operano in prossimità della frontiera russo-siriana preoccupa il presidente turco Recep Erdogan. Infatti Erdogan da tempo si aspettava che quella zona si trasformasse in una zona sicura (no fly zone) che possa offrire protezione ai miliziani sunniti e salafiti impegnati a combattere l’Esercito di Assad in modo che possano ricevere armi, munizioni e rifornimenti dai loro patrocinatori, consentendo loro di muoversi attraverso la frontiera.

Il tentativo della Russia e della sua coalizione di recuperare il controllo della zona e saldare la frontiera, con l’impedire il transito dei terroristi dalla Turchia e dei rifornimenti di armi e munizioni, è quello che ha fatto precipitare l’attacco contro l’aereo da combattimento russo.
Si è trattato di un tentativo disperato, di fronte all’ondata dell’offensiva russa di cambiare il corso della guerra che sta andando decisamente a favore di Assad.

In quanto ai gruppi dei miliziani che operano nella zona, l’analista Pepe Escobar riassume in un recente post su Sputnik News il fatto che si tratta di cecenei ed Usbeki, nonche di alcuni uiguri, con passaporti forniti dalla Turchia, tutti operando in un insieme assortito di bande islamiche estremiste. La maggior parte di questi figuri transitano tra la CIA e le formazioni dell’Esercito Libero di Siria (FSA) e confluiscono nel fronte di Al-Nusra. Sono gli stessi che hanno mitragliato i piloti russi mentre scendevano con il paracadute e che hanno fatto la danza macabra attorno al corpo del pilota uciso gridando “Allah Akbar”. (Per l’Occidente di tratta di “oppositori moderati”).

La Turchia ai fini pratici ha svolto la funzione di un retroterra ed una estensione salafita e jihadista di infrastruttura e di logistica. La Turchia ha offerto le frontiere aperte per il traffico di miliziani jihadisti in arrivo ed in transito da e per l’Europa, facilitato dalla polizia corotta e da un incrocio per ogni tipo di contrabbando e riciclaggio di denaro, di petrolio e di pezzi archeologici rubati in Siria. Come dice Pepe Escobar, Ankara è stata il migliore alleato dell’ISIS senza alcun dubbio.

Il problema che la Turchia deve affrontare ora è che la coalizione russa sta rapidamente distruggendo l’infrastruttura che fornisce finanziamenti per ISIS, (raffinerie di petrolio, campi e trasporto) mentre gradualmente si appresta a riconquistare il territorio che era formalmente controllato da molti gruppi anti-regime o legati ad Qaeda nel nord, ad ovest e in alcune parti centrali del paese. Soltanto negli ultimi giorni , le forze Russe e la coalizione (Siria-Iran-Hezbollah) hanno concluso l’accerchiamento della città più grande della Siria, Aleppo, incendiando un convoglio di oltre 500 camion cisterna di crudo, nelle vicinanze di Raqqa e intensificato il loro bombardamenti sulle montagne turkmene, sui monti curdi e sulle montagne del profeta Giona .

La coalizione Russo-siriano- Iraniana ha spostato le operazioni verso l’estremo nord ad Azaz, lungo il confine turco e ha riconquistato il punto strategico dell’autostrada Aleppo-Raqqa che interrompe completamente la via di rifornimento dell’ISIS ad est a Raqqa. Tutti i recenti progressi arrivano sulla scia dell’aver ripreso il controllo della strategica base aerea di Kuweris, quello che è stato il punto di svolta in 4 anni e mezzo del lungo conflitto. Ora la coalizione russa si è concentrata sulla chiusura del confine, una mossa che servirà a chiudere le linee di rifornimento vitale per le milizie pro-turche che operano in Siria ed a forzare i terroristi a fuggire o ad arrendersi.
Il Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha sottolineato questo punto, la settimana scorsa, quando ha detto: ‘Siamo convinti che, bloccando il confine siriano-turco, per molti aspetti risolveremo le attività per sradicare il terrorismo dal territorio siriano’.

Tenete a mente, che Erdogan non è l’unico personaggio che coltivava il progetto sul cosiddetto ‘corridoio Afrin-Jarabulus’ ad est dell’Eufrate. Potenti uomini politici negli Stati Uniti, tra cui John McCain, Lindsay Graham, Jeb Bush, Hillary Clinton e altri, hanno accennato a questa zona come la location più adatta per una no-fly zone. E, nonostante il fatto che Obama si rifiuta di inviare forze di terra statunitensi a combattere in Siria, hanno continuato ad alimentare il conflitto in altri modi meno evidenti.
Appena mercoledì scorso, sotto la copertura della festa del ringraziamento, quando i media era occupati con altre questioni, Obama ha firmato la National Defense Authorization Act del 2016, che fornisce un altro $ 800 milioni in aiuti agli estremisti armati in Siria e Ucraina. La NDAA, che impedisce efficacemente la chiusura del campo di concentramento US a Guantanamo Bay (Gitmo), riflette la volontà di Obama di continuare la politica viziosa di Washington in Siria che ha provocato la morte di più di 250.000 persone e lo spostamento del 11 milioni di profughi.

Questo aiuta a spiegare perché l’offensiva russa ha destato allarme a Washington; si spiega perché il piano USA di stabilire una piattaforma per la gestione permanente dei terroristi in Siria sta rapidamente andando in fumo.
Basato su Bangkok ,il ricercatore di geopolitica e scrittore, Toni Cartalucci spiega esattamente che cosa è in gioco per le parti belligeranti, in un brillante pezzo di Global Research intitolato ” aiuti umanitari’ per stato islamico (ISIS): il terrore dei convogli della NATO fermati al confine con la Siria ‘.
Ecco un Estratto: ‘l’attività militare in aumento della Russia lungo il confine turco-siriano indica le fasi di chiusura del conflitto siriano. Con le forze siriane e curde che tengono il confine ad est dell’Eufrate, il corridoio di Afrin-Jarabulus è il solo condotto rimanente per forniture associate per i terroristi per passare in Siria .. .. Quando questo corridoio viene chiuso e i rifornimenti sono tagliati fuori, ISIS, al Nusra e le fazioni di appoggio NATO- ad esso associate, saranno atrofizzate e destinate a morire mentre l’esercito siriano andrà a ripristinare l’ ordine in tutto il paese…
Con questo supporto tagliato e con la prospettiva di questi militanti di essere debellati, i veri patrocinatori che si trovano dietro questo conflitto si stanno muovendo più direttamente e apertamente per salvare il loro fallito complotto contro lo stato siriano. Ciò che vediamo emergere è quello che si era sospettato ed era persino ovvio per tutti gli osservatori – una guerra per procura iniziata e combattuta per le ambizioni egemoniche occidentali nella regione, alimentando intenzionalmente le forze dell’estremismo, non in lotta contro di loro (come volevano far credere).’ (Humanitarian Supplies for the Islamic State (ISIS): NATO’s Terror Convoys Halted at Syrian Border, Global Research)

Visto in questa luce, la recente richiesta di Obama per la Turchia distribuire ‘30.000 (truppe) per sigillare il confine dal lato turco’, (Vedi: Wall Street Journal) dovrebbe essere guardata con estremo scetticismo. Chiaramente, Washington non ha ceduto nella sua politica del ‘Assad deve andarsene’ a tutti i costi, infatti, Obama ha ribadito lo stesso mantra meno di una settimana fa. Che significa che l’equipe di Obama potrebbe avere la speranza che le forze di terra turche possono riuscire dove la sua guerra per mezzo degli jihadisti ha fallito, vale a dire che verranno utilizzate le 30.000 truppe per sgomberare un tratto di territorio siriano di un 60 × 20 miglia che può essere utilizzato come la proposta “zona sicura” .

Avrebbe bisogno della Turchia è questo sarebbe un pretesto per invadere con un po ‘ di copertura aerea fornita dall’USAF. Non sarebbe la prima volta una false flag venga stata utilizzata per iniziare una guerra.
La conclusione è questa: Putin deve muoversi al meglio e rapidamente prima di Washington e Ankara mettano le loro anatre in una fila ed inizino a mobilitare. Adesso è il momento di prendere il controllo della frontiera.

*Mike Whitney lives in Washington state. He is a contributor to Hopeless: Barack Obama and the Politics of Illusion (AK Press). Hopeless is also available in a Kindle edition. He can be reached at fergiewhitney@msn.com.

Fonte: Counter Punch

Traduzione: Manuel de Silva

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  1. Nicola 2 anni fa
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