"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Turchia sta negoziando segretamente con la Russia e l’Iran per il futuro di Idlib (nord della Siria)

Il presidente turco ha rivelato l’esistenza di negoziati tra il servizio di intelligence turco (MIT) con l’Iran e la Russia al fine di raggiungere un accordo circa il destino della provincia siriana di Idlib (vicina ai confini della Turchia).
Secondo l’agenzia stampa iraniana, il presidente turco ha dichiarato lo scorso venerdì che presto il MIT realizzerà negoziati con l’Iran e la Russia per ottenere un accordo sul futuro di Idlib che attualmente si trova sotto il controllo del gruppo terrorista del Fronte al Nusra, il ramo siriano di Al Qaeda.
Il giornale turco Hurriyet ha scritto in proposito che Erdogan ha lasciato intendere che il passaggio di frontiera tra la Turchia e la provincia siriana di Idlib si manterrà aperto per consentire gli aiuti umanitari ma verrà impedito il transito di armi per i terroristi.

Dopo la liberazione della città di Aleppo ad opera dell’Esercito siriano e delle forze della Resistenza, i gruppi armati oppositori ed i terroristi si erano trasferiti verso Idlib e si sono resi protagonisti di numerosi scontri armati in quella zona, in particolare fra il Fronte al Nusra e il gruppo Ahrar al Sham. La situazione alla fine sembra che si sia risolta a favore del primo.

Il Fronte al Nusra ha minacciato di recente la Turchia in relazione alla possibile entrata di truppe turche nella provincia di Idlib. Secondo vari analisti, la strategia successiva alla sconfitta degli USA in Siria contempla la richiesta fatta da Washington alla Turchia di occupare Idlib per impedire che l’Esercito siriano ed i suoi alleati (Hezbollah e milizie sciite) prendano il controllo della provincia. Questo servirebbe anche ad impegnare l’Esercito turco in una operazione lunga e costosa ed obbligarlo a tralasciare le sue operazioni contro i curdi siriani, quelli che sono alleati di Washington.
Tuttavia il desiderio di Erdogan di impedire ad ogni costo la creazione di una provincia autonoma curda nel nord della Siria da un lato, ed il suo timore che il proceso di riavvicinamento alla Russia venga ostacolato per la possibilità di uno scontro tra truppe russe e turche in Siria, ha indotto il presidente turco ad una estrema prudenza.

Miliziani curdi dell’YPG in Siria

I negoziati di Ankara con l’Iran e la Russia dimostrano che il presidente turco ha compreso il piano USA ed ha deciso di non dover cadere nella trappola tesagli da Washington.

Nota: Queste notizie dimostrano il fallimento della strategia degli USA in Siria: Washington, nonostante le sue minacce ed il miliardo di dollari speso dalla CIA per armare i suoi mercenari jihadisti, non è riuscita a rovesciare il Governo di Bashar al-Assad, non ha ottenuto di piegare la resistenza delle forze siriane e di Hezbollah che si sono coalizzate per respingere ed annientare i gruppi terroristi armati da USA ed Arabia Saudita.

Gli Stati Uniti avevano adottato in Siria il piano B di utilizzare le forze curde contro l’Esercito siriano per smembrare la zona nord della Siria fra una entità curda a Raqqa ed una entità controllata dai turchi a Idlib. Questo con il proposito di far rientrare la Turchia come pedina del proprio gioco. Anche in questo caso il presidente turco Erdogan ha scoperto il gioco degli statunitensi ed si è messo di traverso puntando i piedi: la Turchia non accetta uan entità curda ai propri confini e preferisce una cooperazione con la Russia e l’Iran piuttosto che tornare ad essere la perdina di Washington nell’area.
Uno smacco non da poco per il piano USA di smembrare la Siria e isolare l’Iran.

Fonte: Al Manar

Traduzione esintesi: Luciano Lago

 

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  1. Giorgio 2 mesi fa

    Al Nusra come viene rifornita se la provincia di Idlib è interclusa? Qua qualcuno fa il furbo.

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