"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Turchia declina l’offerta di appoggio aereo dagli USA e chiede in sostituzione l’intervento aereo della Russia

La Turchia ha declinato l’offerta di aiuto degli USA per fornire appoggio aereo alle sue truppe in Siria ed ha richiesto, in sostituzione, alla Russia di fornire questo tipo di aiuto, come riferito dai responsabili statunitensi.
Questo episodio costituisce un’altro esempio della sconfitta politica statunitense di fronte alla Russia, che ha guadagnato influenza in Medio Oriente nell’ultimo anno.

Due responsabili militari statunitensi hanno detto che Ankara, che ha sostenuto combattimenti contro miliziani curdi e dell’ISIS dentro il territorio siriano, aveva accettato l’appoggio aereo russo negli scorsi giorni, come segnalato anche dal canale TV USA della NBC il Mercoledì scorso.
I turchi dal canto loro hanno rifiutato l’aiuto della coalizione diretta dagli USA, hanno affermato i responsabili del comando statunitense.


Quando è stata fatta la domanda dalla NBC agli ufficiali statunitiensi se i russi stavano attaccando l’ISIS nella città, quelli hanno risposto :”per adesso lo stanno facendo”-

In Agosto la Turchia aveva lanciato una incursione in Siria, affermando che l’operazione militare era diretta contro le forze curde siriane e contro l’ISIS, lo stesso gruppo a cui aveva fornito appoggio per anni.
Damasco aveva condannato l’intervento di Ankara come una violazione della sua sovranità.

I Ministri turchi mettono in questione la presenza delle forze USA nella base aerea di Incirlik
L’offerta di Washington era avvenuta alcune ore dopo che il ministro della Difesa turco, Fikri Isik, aveva avvisato che la mancanza di appoggio aereo nordamericano stava producendo sentimenti negativi nell’opinione pubblica turca rispetto all’utilizzo di questa badse militare da parte delle forze USA.
“Stiamo dicendo ai nostri alleati che….questo ci sta portando a mettere in questione la loro presenza ad Incirlik”, aveva dichiarato con riferimento alla grande base aerea situata vicino alla città di Adana, nel sud della Turchia.

Da parte sua anche il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva criticato la mancanza di appoggio aereo degli USA nelle operazioni militari della Turchia nel nord della Siria ed aveva messo in questione la presenza di personale USA nella base turca.
“Se voi non ci appoggiate nelle operazioni miltari più significative, allora perchè siete situati nella base aere di Incirlik?, aveva dichiarato il ministro turco.

Nota: questi avvenimenti dimostrano la crescente tensione esistente tra gli USA e la Turchia da quando il presidente turco Recepit Erdogan ha accusato Washington di aver tramato il tentativo di colpo di Stato ai suoi danni, fallito come sembra per le informazioni trasmesse dall’intelligence russo.
Da quel momento Erdogan ha dimostrato di non fidarsi più di Washington e si è appoggiato alla Russia, tanto da voltare le spalle ai suoi vecchi alleati e ventilare la possibile uscita della Turchia dalla NATO.

Conseguenze del cambio di relazioni della Turchia:
1) nei giorni scorsi Erdogan ha firmato l’accordo con la Russia per il passaggio del gasdotto South stream dal territorio turco per portare il gas in Europa bypassando l’Ucraina.
2) Erdogan ha pubblicamente denunciato, pochi giorni fa, che Washington avrebbe di fatto aiutato l’ISIS e che di questa complicità i turchi dispongono di prove, filmati e documenti. In realtà questo era un “segreto di Pulcinella” ma, il fatto che lo riveli ufficalmente l’ex alleato Erdogan, mette l’Amministrazione USA in notevole imbarazzo.
3) Inoltre la Turchia ha concluso accordi con la Russia e con l’Iran per negoziare la pace in Siria, estromettendo di fatto gli USA dalle trattative. La Turchia accusa Washington di appoggiare i curdi del YPG che Ankara considera come “terroristi”.

Queste mosse di Ankara non hanno di certo giovato alle relazioni USA-Turchia e non è escluso che Washington, che segue con preoccupazione il nuovo cambio di politica di Ankara, si sia legato al dito il voltafaccia del governo di Erdogan. La Turchia è un paese troppo importante per trascurare le conseguenze del cambio di politica del suo governo.
Da quando si è registrato il cambiamento di campo di Ankara e si è creata la tensione con gli USA, la Turchia viene scossa da una serie di attentati stragisti dell’ISIS, l’ultimo dei quali, verificatisi ad Istanbul, ha causato 39 morti.
Alcuni osservatori si chiedono se questa sia soltanto una coincidenza.

Fonte: Al Manar

Traduzio e nota: Luciano Lago

*

code

  1. Manente 10 mesi fa

    Che gli attentati in Turchia siano in relazione con il cambio di politica di Erdogan ci sono pochi dubbi. Sembra che perfino il “sultano” abbia finalmente compreso che essere nemici degli americani è pericoloso, ma esserne amici è mortale !

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Giorgio 10 mesi fa

      Pensi alla mantide religiosa!

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Paolo 10 mesi fa

    La politica di erdogan dell’ultimo periodo non credo che porterà “solo” attacchi isis, gli usa si stanno giocando una chiave strategica troppo importante, per quanto mediocri sanno che perdere la turchia equivale ad uno scacco matto. Non sappiamo come stanno realmente le cose ma le evoluzioni dal tentato golpe appaiono alquanto inquietanti.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. nessuno 10 mesi fa

      Pazienza, uomini di poca fede, pazienza tra poco tempo ne sapremo
      un po’ di più…….nel bene o nel male…….

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Umberto 10 mesi fa

    Erdogan ha buone probabilità di essere fatto fuori di qui al 20 gennaio, poi il calcolo andrà al ribasso. Di certo, se ciò accadesse, in Emilia potrebbe rotolare qualche testa. Anzi, forse l’ ultima eventualità arriverà prima.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Andrea 9 mesi fa

    Buona sera a tutti
    Concordo con Umberto; l’attentato di Instabul che ha provocato la morte del console russo è stato un avvertimento diretto a Erdogan: “noi siamo in grado di intervenire come e quando ci pare e in nessun posta sarai al sicuro se farai di testa tua”.
    Per mio conto Erdogan è sempre stato un manichino degli USA dal tempo di Gezi park quando ha deliberatamente sparato liquidi irritati sui manifestanti, cosa che ai sadici Governanti Oscuri USA piace tanto. Dopo di che, piano, piano, ha dato ascolto a Putin.
    Mi da l’impressione che sia come un bambino capriccioso al quale occorre dare un padre che lo direzioni ed educhi.
    Propongo di tenere occhi e orecchie aperte da qui fino al 20 gennaio.

    Rispondi Mi piace Non mi piace