"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La tragedia di due sprovvedute: si erano fidate della “narrazione” dei media

Vanessa e Greta freedom

di Luciano Lago

La vicenda delle due ragazze italiane, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, sequestrate da un gruppo jihadista in Siria e ricomparse in un video trasmesso dai terroristi, dimostra quanto può capitare a chi, ingenuamente ed in modo sprovveduto, crede alla narrazione falsata dei media nostrani, si entusiasma e parte ad arruolarsi come crocerossina per prestare aiuto ai “ribelli democratici” (così descritti dalla RAI e dagli altri media italiani) ed alla popolazione siriana presa in ostaggio dall’Esercito di quello che i media filo atlantisti definivano “il cattivo tiranno” Bashar al-Assad…

Le due ragazze che si facevano fotografare con la bandiera dei ribelli in piazza, sorridenti ed allegre, una volta arrivate sul posto e calate nella realtà del conflitto in corso, dopo qualche giorno le due, idiotizzate dalla propaganda, hanno dovuto toccare con mano quale fosse la realtà della situazione e proprio quei “ribelli democratici” che loro sostenevano, guarda caso, le hanno catturate e sequestrate, probabilmente sottoposte chissà a quale violenze, ed adesso le trattano come preziose prede di un certo valore al fine di ottenere un facile riscatto dall’imbelle governo italiano. Governo, sia detto per inciso, complice di quei gruppi terroristi che combattono in Siria da tre anni e mezzo e che sono stati armati ed appoggiati dagli USA e dalla NATO, per rovesciare il governo legittimo di Assad, colpevole di essere non conforme agli interessi USA.

Le due giovani , nella loro superficiale ed ottusa idea di quel conflitto, convinte dai servizi visti in TV e da “Repubblica” (loro abituale lettura), hanno creduto di schierarsi dalla parte dei “buoni”, di quelli che tutte le fonti occidentali ed italiane qualificavano come i “combattenti della libertà”, magari convinte di trovarsi al cospetto dei famosi “ribelli moderati”, così qualificati da Obama, il premio Nobel per la pace, che da anni investe centinaia di milioni di dollari per armare addestrare e sostenere un esercito di mercenari stranieri, fanatici jihadisti, spietati e senza scrupoli ma utili per le finalità di destabilizzazione del paese arabo, che si propone la strategia degli Stati Uniti.

Questo dimostra quanto sia illusorio e deviante fidarsi delle descrizioni falsate e propagandistiche che i media atlantisti forniscono delle situazioni internazionali dove si confrontano la lotta per la sovranità dei popoli contro gli interessi geopolitici dei dominatori di Washington, artefici della strategia del caos ovunque pongano il loro obiettivo.

I primi sono sempre denigrati e descritti come assolutisti, tirannici ed estremisti mentre gli altri, i veri mercenari al servizio degli interessi dell’imperialismo, vengono dipinti come “liberatori”. Lo avranno imparato adesso a loro spese le due ragazze italiane giovani e di poco cervello, quanto siano affidabili questi “liberatori” le quali ragazze, nel loro generoso slancio di entusiasmo, tipico dei venti anni, hanno avuto fiducia nella RAI e nella” Repubblica” di Ezio Mauro e Scalfari di cui hanno letto i reportage sulla Siria prima di imbarcarsi nell’impresa, sicure di essere “ben accolte” dai “combattenti della liberta”.

Rapite

Di che pasta siano i “liberatori” lo aveva imparato da tempo anche la popolazione siriana che oggi, per ripulsa di questi trucidi jihadisti e delle loro efferatezze, già da un pezzo si è stretta attorno al loro Esercito Nazionale di leva ed al loro Presidente, nel respingere con successo le forze dei terroristi taglia gole armati dall’Occidente.

Adesso naturalmente il conto rischiano di pagarlo i contribuenti italiani, vista la solerzia della Farnesina nel pagare riscatti milionari ai terroristi, come già avvenuto altre volte (vedi il caso dell due Simone), considerando l’alleanza di fatto che lega il nostro governo con la NATO che è la stessa organizzazione che finanzia ed addestra i mercenari infiltrati in Siria, per contro degli USA e dei loro alleati sauditi, del Qatar e turchi, come comprovato da innumerevoli fonti.
Ai nostri servizi basterà consultare i propri alleati e magari andare in uno dei campi di addestramento allestiti in Giordania dalla CIA e dal Mossad, come risulta da decine di inchieste e documentazioni internazionali. Un segreto ormai di Pulcinella quello di scoprire chi muove ed ha mosso da anni le fila dell’esercito terrorista in Siria ed in Medio Oriente.

Magari dalla Farnesina potranno fare una telefonata al senatore USA McCain, visto che questi è apparso nelle foto in riunione con il califfo dell’ISIS, per sapere a chi debbano rivolgersi con precisione, oppure potrebbero chiamare il francese, Henry Bernard Levy, il sionista, tanto amico e frequentatore del gruppo di Al Nusra, che sarebbe proprio quello che detiene prigioniere le due italiane.
Ci potrebbe essere però, a nostro avviso, una terza soluzione: quella di presentare il conto ai proprietari dei giornali e delle TV che hanno manipolato costantemente le notizie ed hanno trasmesso le false informazioni sul conflitto in Siria inducendo le giovani ragazze a credere a tutte le menzogne lette e sentite ed ad arruolarsi e partire. Che paghino loro il conto, gli spetta come minimo, hanno tirato il sasso con le loro campagne di menzogne ed adesso evitino di nascondere  la mano.

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  1. keki 2 anni fa

    A mio avviso non sarebbe giusto togliere il piacere a queste due ragazze di vivere pienamente questa importante esperienza sul campo.La legge,quando si teatta di sfilarci illecitamente denaro,afferma che non si ammette ignoranza,ebbene penso che si possa applicare questa formula in riferimento al caso specifico di cui ci stiamo occupando. Hanno maturato questa decisione autonomamente,senza costrizioni e ora ,come avviene per tutti noi mortali non esposti ai riflettori mediatici,devono pagare le conseguenze delle loro scelte e azioni.

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  2. nessuno 2 anni fa

    gioventù bruciata

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