"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

LA SVIZZERA TOGLIE IL BLOCCO AL CAMBIO CON L’EURO E L’EURO PERDE OLTRE IL 30% IN POCHI MINUTI. E’ LA SUA FINE.

BANCA-SVIZZERA

di Max Parisi

ZURIGO – E’ finita. L’euro è crollato, no, non è disceso dei cambi come da più parti si chiedeva in Europa. E’ proprio precipitato a suolo. La Banca centrale svizzera questa mattina senza alcun avviso precedente – se non piccole tracce di discussione che sembravano solo teoriche tra addetti ai lavori – la tolto il blocco del cambio con l’euro, che era stato fissato a 1,2 CHF per 1 euro. Ed è stato come avesse fatto esplodere una bomba sotto una diga: alluvione immediata nel mercato mondiale dei cambi. Immediata, infatti, è stata la reazione sui mercati valutari del Forex, con il rapporto di cambio euro/franco svizzero che scivola -14,17% a CHF 1,0307 e il rapporto dollaro/franco svizzero che collassa anche del -27% a CHF 0,7457.

C’è da ricordare che il tasso minimo di cambio di 1,20 CHF contro 1 euro era stato imposto nel 2011 per proteggere l’economia svizzera dalla crisi dei debiti sovrani dell’Eurozona e difendere i gruppi esportatori da rafforzamento – giudicato letale – della valuta nazionale.

Inoltre, la Banca centrale svizzera ha anche abbassato il tasso sui depositi interbancari a -0,75% dal precedente -0,25%, stando a quanto scritto nel comunicato. “Sebbene il franco svizzero sia ancora elevato, l’eccessiva valutazione è diminuita nel complesso dal momento dell’introduzione del tasso minimo di cambio – ha detto la SNB”. In pratica, non solo il franco svizzero s’è apprezzato in poche ore (al momento, 2 ore…) del 30% sull’euro, ma anche depositare denaro nelle banche svizzere a titolo di mero deposito costerà ben lo 0,75% annuo di interessi negativi!

Scrive la Banca Centrale Svizzera nel comunicato con cui ha annunciato ai mercati la fine del cambio bloccato:”L’economia è stata capace di trarre vantaggio da questa fase per adattarsi alla nuova situazione. È la fine della politica monetaria adottata da inizio settembre 2011 con l’obiettivo di difendere l’economia dagli scossoni della crisi dell’area euro”.

Il cambio euro/franco svizzero era stato bloccato in modo che l’euro non potesse scendere sotto 1,20 franchi svizzeri. Ora le due divise sono sulla parità. Per imporre l’ancoraggio tra le due valute, la Banca Centrale Svizzera aveva dovuto vendere franchi svizzeri e comprare euro. Ora, con la fine del tasso minimo di cambio, la SNB può liberarsi di riserve in euro e tornare ad acquistare franchi svizzeri.

L’istituto centrale elvetico non cercherà più di svalutare la propria moneta per stare al passo con il calo dell’euro e la deflazione dell’Eurozona. Berna (dove ha sede la SNB) non poteva più permettersi di svalutare ulteriormente il franco legandolo all’andamento dell’euro. Ora sarà libero di muoversi sui tassi di cambio come vorrano gli investitori.

E gli investitori ci hanno messo pochi minuti questa mattina a decidere cosa fare: hanno abbandonato in massa l’euro, valuta sbagliata, fragile, pericolosa, per riversare i loro capitali – che erano in euro – nei CHF a che a costo di rimetterci parecchi soldi.

Sì, l’euro sta davvero per finire. Questa di oggi è l’inizio della grande fuga.

Fonte: Il Nord

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  1. vincenzo 2 anni fa

    no, questo è solo l’inizio delle “grandi” manovre valutarie.
    poche semplici domande: quali sono le imponenti esportazioni industriali e/o commerciali che doveva difendere la “Svizzera” ? che cosa importa invece la “Svizzera” da 500 anni a questa parte, e che le garantisce la sua proverbiale “neutralità” ? che cosa ricaverebbe ora da una rivalutazione della sua moneta ?
    la “Svizzera” è da sempre l’unica e principale sede delle grandi orchestrazioni “finanziarie” ed è depositaria della stragrande maggioranza delle (vere) riserve auree mondiali (incluse quelle del Vaticano).
    finora ha sostenuto il corso dell’euro solo per consentire ai suoi “associati” il (proficuo) rientro dai crediti contratti con l’immaginaria moneta della BCE.
    ora che l’operazione si è felicemente conclusa, i tempi sono maturi per il passo successivo.
    lascio a voi indovinare tale passo quale sarà.

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