"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La sinistra vorrebbe esami per votare, e lo ripropone ogni volta che perde alle elezioni

Napolitano ex presidente

di Vittorio Sasso

Ci risiamo: la sinistra perde le elezioni da qualche parte nel mondo e di riflesso si scaglia contro il sistema democratico delle elezioni, perché non essendo “meritocratico” permette a chiunque di esprimersi, a detta loro.

Questa volta è toccato all’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano usare duri toni contro il risultato delle elezioni americane: in un commento neanche troppo a caldo a seguito della vittoria di Trump il Senatore a vita propone che gli ignoranti non votino.

A ben vedere le sue esatte parole sono state “La vittoria di Donald Trump è intrisa di molta demagogia, irragionevolezza, carica distruttiva e disgregativa“, e “nasce come reazione di tutti i colpiti e gli insoddisfatti dal processo di globalizzazione e dal ruolo, semplicisticamente demonizzato, di ogni tipo di establishment e di ogni assetto di potere”.

In buona sostanza la vittoria di Trump è dovuta alla reazione di pancia, istintiva, non basata sulla ragione e sulla razionalità, una reazione ignorante quindi. Come lui si sono allineati tutti quanti appartengono a quella che impropriamente si definisce come “sinistra”: da Massimo Gramellini che su La Stampa tuona contro “l’ignoranza al potere” e sul presunto odio che gli ignoranti provano verso coloro che hanno studiato conducendoli così a votare “a destra”, sino a Fabrizio Rondolino, editorialista de L’Unità, che in un tweet afferma, testuali parole, che “Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale”.

Non è una novità nel panorama della sinistra italiana, e mondiale, visto che anche oltre Manica e oltre Oceano la solfa è sempre la stessa, anche se, nel loro caso, forse ha più un valore provocatorio. Chi non ricorda, infatti, gli strali di Umberto Eco contro il popolo “ignorante” quando Silvio Berlusconi vinse le elezioni nel 1994? Oppure il professor Asor Rosa che invocava addirittura un golpe per spodestare quello che definiva “un gruppo affaristico-delinquenziale” regolarmente eletto? E’ davvero strana la doppia visione di questa sinistra salottiera ormai scollata totalmente dal mondo reale: quando il popolo vota e la pensa come loro, allora essi lottano col popolo, parafrasando lo stesso Eco, e quindi le masse sono colte, vanno ascoltate e soprattutto rispettate; se invece le stesse si pongono in antitesi con la loro visione allora giocoforza sono populiste, becere, ignoranti e soprattutto vanno rieducate. E’ proprio questo ultimo punto ad essere preponderante nella loro visione: la necessità di una rieducazione delle masse, o di una maggiore educazione (forse in un Laogai). Come se l’esito del voto elettorale avesse istantaneamente cancellato decenni di istruzione obbligatoria con progressivo innalzamento dell’età scolastica, come se, improvvisamente, questo Paese fosse popolato da una massa di analfabeti funzionali, parole che accoppiate piacciono molto alla nostra sinistra, incapaci di farsi un’idea propria.

Strana questa sinistra che ha sempre avuto tra i propri cavalli di battaglia, giustamente anche, un ampliamento dell’istruzione e poi improvvisamente si scopre circondata da ignoranti. Forse meno strano vederla ragionare in termini di “ignoranza” e non di “intelligenza”, dato che ammettere che alcune persone semplicemente non abbiano la capacità di raggiungere certi obiettivi per natura, non è assolutamente ammissibile nella loro concezione del mondo. Un mondo dove tutti possono raggiungere qualsiasi risultato, o diventare chiunque vogliano essere indipendentemente dalle proprie capacità intrinseche.

Con questo non vogliamo dire che certe preferenze elettorali denotino un quoziente intellettivo più basso, anzi, se c’è una cosa assolutamente trasversale politicamente parlando è l’intelligenza (o l’idiozia), però per la sinistra nostrana, dal parlamentare sino all’elettore, se uno vota “a destra” o è “fascista” allora si può spiegare solo attraverso la poca intelligenza o l’ignoranza, come dimostra il loro famoso slogan trito e ritrito “Il fascismo si cura leggendo e il razzismo si cura viaggiando”, un concentrato di banalità assoluta: basti pensare a quei personaggi del Fascismo che ancora oggi hanno un peso culturale enorme come Giovanni Gentile, Giuseppe Solaro o Niccolò Giani, giusto per citarne alcuni.

Insomma alla sinistra italiana questo popolo va stretto quando non fa quello che vogliono loro; così dopo la proposta di vietare le piazze ai fascisti o a chi è sprovvisto di certificato di “sinceramente democratico”, ora vorrebbero rilasciare anche “patenti di voto” che certifichino un adeguato livello culturale: quale sia e come sia possibile stabilirlo è un mistero che non intendono svelare però. Questa volta, a differenza della grottesca diatriba sul diritto di manifestare, il rischio è che si giunga ad una oligarchia votante, o per meglio dire ad un “suffragio onorifico”; idea che magari potrebbe anche affascinarci, per certi versi, ma che ha in sé un rischio molto serio: la formulazione di regole via via più limitanti per l’accesso al voto con la finalità di cristallizzare chi detiene il potere, e a questo gioco, con le loro regole, non vogliamo certo giocare.

Fonte: Il Primato Nazionale

 

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  1. Citodacal 3 settimane fa

    Prendiamo per buono che le masse siano ignoranti: sono effettivamente ignoranti (io stesso ignoro un sacco di cose e tuttavia mi considero più colto della media); tralasciamo perfino le parole di Socrate (Platone, Apologia, 21d) (1) – un ometto di passaggio -, e nemmeno azzardiamoci a citare il senso, per certi versi analogo, del De Docta Ignorantia di Cusano (tutto ciò rende piena ragione al prof. Bagnai quando afferma che il piddino antropologico “sa di sapere”, pertanto si limita a una sazietà formale e relativa – che non è affatto conoscenza). Che cosa dunque fa l’attuale sinistra di concreto per ridurre questa ignoranza? A quando pare si limita all’indottrinamento, oppure al sarcasmo, come Lerner in merito ai truffati di Banca Etruria, oppure ancora come Scalfari che definisce i poveri simili ad animali, poiché posseggono soltanto bisogni primari. Verrebbe da riconoscere che i Khmer Rossi, oppure le SS, fossero dopotutto più coerenti e rispettabili: avevano almeno il coraggio di sparare agli indesiderati, e senza circumnavigare attorno alla retorica del rispetto umano.
    Dopodiché il vero razzista sarebbe Trump… (ma, a questo punto – lo fosse pure -, quantomeno non si nasconde nemmeno lui dietro al paravento dell’eguaglianza sociale).
    Se tutto ciò non possedesse tragici risvolti, sarebbe soltanto una ridicola farsa di cui potersi fare beffe.

    (1) “E così, da quel momento, non solo venni in odio a colui, ma a molti anche di coloro che erano quivi presenti. E, andandomene via, dovetti concludere meco stesso che veramente di cotest’uomo ero più sapiente io: in questo senso, che l’uno e l’altro di noi due poteva pur darsi non sapesse niente né di buono né di bello; ma costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere; e mi parve insomma che almeno per una piccola cosa io fossi più sapiente di lui, per questa che io, quel che non so, neanche credo saperlo”.

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  2. Umberto 3 settimane fa

    Ad ascoltare le vergognose e assurde – assurde soprattutto perché escono dalla fogna di chi sbandiera valori di cui non conosce nemmeno il concetto teorico, men che meno il significato reale – viene spontaneamente da ridere, ma dopo un istante, rimessi in ordine i neuroni, suscita preoccupazione. A onor del vero, la feccia cui il dottor Morte e quelli come lui, fa riferimento; la massa di animali che costituisce, per tramite del diritto di voto, un pericoloso e destabilizzante assembramento, è proprio l’ elettorato “democratico” e di “sinistra”, che a dispetto della cristallina realtà, si ostina ad oltranza a far finta che tutto sia al suo posto, che tutto funzioni, che i media e i servizi di informazione, insomma, abbiano il sacrosanto dono della correttezza e dicano solo la verità. D’ altra parte, tutti i reietti lavoratori che sgobbano senza arrivare al 10 del mese, i pensionati, la marea di precari, gli imprenditori impiccatisi, i giovanissimi senza un futuro diverso dalla strada di periferia o dalla prostituzione fine alla sopravvivenza, sono solo dei populisti nazisti omofobi oscurantisti medievali che non meritano di vivere e semmai si debbano accontentare, al limite si deportino in “zone di lavoro” dove possano servire alla nostra causa. Questo è Giorgio Napolitano. Il Traditore dei Traditori. Il dottor Morte, lo chiamo io, ricordando quell’ epiteto che Giovanni Falcone e i suoi collaboratori – quelli si non dovrebbero nemmeno essere nominati dalla fogna del figlio illegittimo del figlio di un altro Traditore dei Traditori. La forca sarebbe un lusso per gente come costui.

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    1. Umberto 3 settimane fa

      Dicevo, quell’ epiteto che Falcone e i suoi collaboratori, affibbiavano ad un certo signore che anche re Giorgio conosce molto, molto bene.

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  3. Eugenio Orso 3 settimane fa

    Si palesa quella che i giornalisti prezzolati hanno battezzato come “aristocrazia democratica”, con i suoi disegni del tutto contrari alla sovranità popolare.
    L’espressione è stata usata anche per Monti piazzato dalle élite sopranazionali al governo del paese, se qualcuno lo ricorda ancora. Proprio quel Monti che non molto tempo fa, mi pare in occasione della Brexit, ha detto che non si dovrebbe chiamare il popolo a votare su materie troppo delicate e “complesse”, lasciando intendere che ci vorrebbe uno stop ai referendum su questioni cruciali come i trattati internazionali e le “alleanze”.
    Nessun stupore che Napolitano – per il quale, più che per tutti gli altri, vale il detto “l’erba cattiva non muore mai” – abbia suggerito di limitare il cosiddetto “suffragio universale”, secondo i desiderata delle élite che non gradiscono le sorprese elettorali (Brexit, Trump, fra poco, forse, Norbet Hofer e soprattutto Marine Le Pen).
    Sta accadendo quello che alcuni (fra i quali il sottoscritto) avevano ipotizzato anni addietro: le élite neocapitaliste dominanti terranno in vita la liberaldemocrazia, così com’è ancor oggi, fin tanto che non gli riserverà qualche sorpresa negativa, d’intoppo al raggiungimento dei loro obbiettivi politico-strategici, ma poi ne chiederanno il superamento, attivando giuda collaborazionisti come Napolitano.

    Non si ricorderanno mai abbastanza i trascorsi camaleontici, opportunistici, servili nei confronti del potere imperante, di questo vecchio cialtrone che tanto male ha fatto agli italiani.
    Li conosciamo fin troppo bene: 1941 giovane studente dei GUF, durante il fascismo, che lodava l’operazione Barbarossa di Hitler che avrebbe portato la civiltà in Russia; 1956 giovane dirigente rampante del PCI (gran cambio di pelle e casacca) che inneggiava all’invasione sovietica dell’Ungheria che avrebbe salvato la pace; poi, nel dopoguerra “migliorista” all’interno del Pci e “comunista che ha studiato in America, tacciato (lo ricordate?) di essere spia della Cia; ai giorni nostri, basista istituzionale di quelle élite finanziarie esterne che hanno imposto il Quisling Monti, naturalmente con la fattiva complicità di Napolitano.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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  4. giannetto 3 settimane fa

    Infatti questi papaveri della ziniztra non pensano affatto al pòpppolo, ma alle loro carriere. Come sempre. Il neapolitanus Napolitanus docet. Lui lo ha fatto cavalcando sempre gli internazionalismi più truci, prima quello staliniano, poi quello globalista. L’uno aveva la faccia proletario-orwelliana, l’altro la faccia capitalista-orwelliana. Ma il “proletario” e il “capitalista” sono dettagli… Spinoza avrebbe detto : sono “i Modi della Sostanza”. La sostanza sta nell’ “orwelliano”, perché la carriera di sta gente è sempre alla corte di Grande Fratello.
    – Ma tutto è perituro, dicono gli apocalittici disseminati in questo sito. Chissà se, per limiti di natura, il nostro ex-presidente è più vicino di molt’altri al congedo da questa valle di lacrime. Ma le vie del SIgnore sono infinite, vale a dire, detto come lo diceva un tempo il popolo, non appena uscito di messa: “L’erba grama non muore mai”.
    – Dunque quel tipo ha scritto: ““Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale”. – E’ vero che neppure io ho molta fiducia nei lumi del pòpppolo, ma da qui solo a pensare a limitazioni del suffragio universale…ce ne corre!… questa sì che sarebbe davvero grossa! Ma è perfettamente comprensibile nella strategia degli attuali orwelliani, compresi quelli di “ziniztra” che da Gramsci a Renzi hanno perfettamente esemplificato l’intera parabola della loro ideologia machiavelliana: il Potere (personale!) come fine, le ideologie come strumento. E son stati TUTTI così. Gramsci fu, forse, ancora il meglio, perché impossibilitato alla prospettiva di carriera personale. Poi, in fondo, non era neppure un marxista, ma un cattolico e un idealista (filosoficamente). Ma non voglio finire nel trooooppo difficccile.
    – Già m’accontento se mi ha capito quell’anima buona (l’unica) che mi dà sempre un (+1). La ringrazia sentitamente questa mia “vox clamantis in deserto” (mi metto a fare il biblico-apocalittico anch’io… perché no?… in fondo è divertente!)

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    1. Citodacal 3 settimane fa

      Nemmeno io ho troppa fiducia nei lumi del popolo (o “pòpppolo”); tuttavia, e mi par di cogliere che sia anche la tua visione (mi scuserei in caso contrario, per averti attribuito un pensiero spurio), la sola possibilità pertinente è quella di educarlo ed educarsi (ogni forma di educazione all’altro richiede una contemporanea forma di educazione a se stessi – e poi chiunque, lo voglia o no, è parte sociale del popolo, nel senso di comunità) perché sia quantomeno consapevole delle scelte che viene chiamato a fare. E col termine “educarlo” intendo, in linea con quanto affermò Buber (“la scelta non è più tra destra e sinistra, ma tra educazione e propaganda”), non certo il modello dei gulag sovietici, o quello dei desaparecidos sudamericani, o il martellante battage consumistico di massa occidentale, bensì quanto una sensata educazione si prefigge come scopo: quello di fornire mezzi adeguati perché il candidato sappia discernere in consapevolezza, o quantomeno possa provare a farlo, anche a costo di ritrovarselo poi dialetticamente avversario. Mi pare che Churchill, che era un tenace figlio di buona donna, affermò d’aver combattuto una guerra perché gli inglesi fossero liberi di rimandarlo a casa: ciò che poi effettivamente accadde nel ’45, quando perse le elezioni.
      L’altrimenti, all’educazione, che abbia un fondamento, e tuttavia impraticabile se portato a conseguenze estreme ed assolute – poiché anche il despota meno stupido ha bisogno di conoscere umori e necessità del popolo che comanda -, consiste nel farsi carico della piena responsabilità di decidere per il popolo, ma ciò significa comunque, se operato coerentemente, il conoscerlo, amarlo, tutelarlo e farlo crescere, ovvero anteporlo a se stessi e ai propri immediati interessi (e torniamo al governo saggio e invisibile del sovrano cui accenna Lao-tze); in questo secondo caso il despota, oppure il sovrano, può non aprire le urne per il popolo, e tuttavia ne ascolta le necessità, immedesimandosi senza coinvolgimento.

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      1. giannetto 3 settimane fa

        Sono molto d’accordo con quel che dici. Come tu sai, il problema di base si riassume nel noto interrogativo: “Chi educherà l’educatore?” – Per bypassarlo in qualche modo, in parte certo spurio, ho da anni formulato una risposta, che dice: “Educa colui che insegna a pensare”. E questo “colui che” non dev’essere per forza un educatore di professione; può essere qualunque di noi, indipendentemente da razza, ceto, classe, educazione ecc… basta che ti proponga, con la parola, con il pensiero, o con l’opera, qualcosa che ti obblighi (intimamente!) a pensare, cioè a riflettere. Costui è un educatore. Non è poi detto che chi riesce a farti pensare abbia la verità in tasca, e non prenda lucciole per lanterne. Intanto però ti ha fatto… pensare!
        Operazione difficilissima. Io ci provo sistematicamente, ma devo dire che non ne cavo molto. E’ troppo radicato nei più (che io chiamo pòppolo – ma non sono per forza gli humiliores, anzi!!) l’odio, e non immediatamente per quel che tu gli dici, ma per il tuo metodo, per il tuo…. modo di dirglielo, che li spiazza. – Ho una sola consolazione, che non mi manca quasi mai: che tutti i non-convertiti che mi mal-cagano difficilmente riescono a presentarmi una contestazione. Di solito non mi dan neppure risposta di “fin de non recevoir”.- Il mio bazzicare tra i “commenti” di Controinformazione me lo conferma in pieno.
        Diversi altri punti del tuo commento vorrei chiosare. Ma non si può abusare della bontà della Redazione né della pazienza dei lettori. Un sentito grazie per la tua risposta.

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  5. Tania 3 settimane fa

    Ho letto qui il nome di Lerner, quel biechissimo personaggio ricchissimo ebreo sionista implicato nel progetto di sostituzione dei lavoratori italiani con nuova specie a bassissimo costo, Lerner che ha promosso le “primavere arabe”, Lerner che per risolvere il problema invasione dell’Europa senza perdite nel tragitto sui barconi proponeva di andare direttamente a prenderli con navi da crociera, così nessuno che era un “investimento” dei suo padrone Soros sarebbe morto e in più si toglieva il guadagno agli scafisti…
    “Lerner” ecco chi sono quelli che arrivano, gente che odia gli italiani, vomito.

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  6. Tania 3 settimane fa

    Avevo una zia dirigente dell’UDI, donna colta, comunista, ambiziosa, borghesissima, solo che ero ragazzina e non avevo inquadrato bene il personaggio, poi ho conosciuto l’amore, mi sono fidanzata, ho conosciuto i miei futuri suoceri, due napoletani democristiani incalliti, anti-comunisti viscerali, ma proprio all’ennesima potenza, e ho scoperto che mia suocera e mia zia erano uguali! Uguali! E ho fatto le prove, preparavo 10 domande sulla famiglia, sui lavoratori, sulla morale, etc, il risultato era sbalorditivo, la pensavano uguale su tutto, così ogni volta nel meridione uno di sinistra si pensava potesse vincere io pregavo non succedesse, soprattutto ricordo la candidatura della Finocchiaro, già me la vedevo a cena dal “reggente”, dal ricco del paese… non l’ho mai immaginata a casa del siciliano intervistato in tv, senza denti, che diceva come la vita fosse dura, lei la vedevo con i mafiosi a cena.
    Non dico che uno di sinistra debba frequentare solo poveracci, disperati, dico che se anche qualche volta succede che un ricco vada a cena da un povero non è poi una cosa così disdicevole… I ricchi si accompagnano naturalmente ad altri ricchi, è un fatto che è dentro il nostro DNA, l’unico fattore che può fare che un ricco vada a cena da un povero è la cultura del povero, sempre che il ricco sia a sua volta una persona di cultura…
    Giorgio Napolitano è figlio frustrato di Re, già questo nel cervello non gli deve aver dato pochi problemi, ma anche tanti vantaggi… Giorgio Napolitano è un ricco nobile camorrista che dal comunismo ha colto solo la parte che a lui LOGICAMENTE è congeniale, la dittatura, cioè in parole povere e per stringere, Giorgio Napolitano è uno che prima sparisce meglio è per tutti noi. PUNTO.
    Giorgio Napolitano, quello che sistema il figlio come fanno i baroni, e come farei io fossi la moglie di un barone, perché i figli sono piezzi e core, quello che “arrotondava” lo stipendio da parlamentare europeo gonfiando le spese “varie”, quello che a Natale ai disperati diceva porta pazienza, quello che il giornalista del tiggì1 disse con voce commossa che il presidente era andato al cinema con la moglie e AVEVA PAGATO IL BIGLIETTO! Quello che ogni scusa era buona per salvare Berlusconi e le sue leggi ammazza -diritti degli italiani, quello che volle Monti e poi diceva ai lavoratori disoccupati da Monti “porta pazienza”…
    Questo miserevole uomo, questa figura ambigua, cattiva, aveva pagato il biglietto di tasca sua!!!!!! CHE EROE!
    Embè, certo che in questo paese dove una CASTA oligarchica regge il potere, e tutto le è dovuto, questa era una notizia davvero straordinaria…

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    1. Citodacal 3 settimane fa

      Hagakure riporta l’aneddoto del signore feudale giapponese che, dopo aver fatto visita a una vecchia contadina del suo feudo, calpestò inavvertitamente un mucchio di riso posto all’uscita dell’abitazione.
      “Fate dunque attenzione”, lo redarguì la donna “quel riso era stato messo lì per voi”, e nel contempo colpì le gambe del signore con una scopa. Costui si scusò e ritorno a palazzo. Colà giunto, diede disposizione perché il nome dell’anziana donna venisse iscritto nel registro di coloro che fossero autorizzati a portare la spada entro i confini del feudo.

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    2. giannetto 3 settimane fa

      Nel mio primo commento credo d’aver dato un’interpretazione “teorica” adeguata dei tuoi ricordi di famiglia.

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  7. Tania 3 settimane fa

    A voler dare retta a questo vecchio imperialista, cosa mi succederebbe? Me lo chiedo cinicamente, furbescamente all’italiana, che ci guadagno, se ci guadagno? Naturalmente consapevole di buttare alle ortiche la mia dignità, la mia libertà, ma si sa, tutto ha un prezzo, benissimo, vediamolo questo guadagno in cambio del diventare una idiota totale.
    Ecco, ci dica questo schifoso cosa ci guadagniamo a fare quello che vuole lui, nero su bianco.

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    1. Tania 3 settimane fa

      Cos’è che fa la differenza? La capacità di controllare le paure, di non lasciarsi travolgere dalle stesse.
      Io credo che questa sia l’UNICA caratteristica comune ai ricchi e ai poveri, per il resto, sono le 2 entità che compongono l’umanità, su questo pianeta funziona così, gli esseri si trasformano in base alle 2 condizioni sociali esistenti, ricchi e poveri.
      Cioè non divido il mondo per colore della pelle, per corporatura, per usi e costumi, ma solo in ricchi e poveri.
      E’ come per le età, un neonato è uguale in ogni angolo del mondo, un adolescente del polo nord vuole, fa, le stesse cose di tutti glialtri adolescenti del resto del mondo, idem gli adulti, gli anziani, i vecchi, così i ricchi di ogni angolo del pianeta sono uguali tra loro, e i poveri anche. Se sei ricco non sei povero, non so se rendo l’idea…
      Quindi è logico quello che questo vecchio ricco vuole, no? Insomma, siamo alla solita eterna guerra del ricco contro il povero, l’eterna guerra delle classi sociali che il ricco ha iniziato, su questo proprio nessun dubbio può esistere.

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  8. ALBERTO 3 settimane fa

    Eliminare il suffragio universale non e’ affatto una brutta idea,non puo’ la massa ignorante e servile
    prendersi il lusso del voto,perche’ si crea la dittatura della maggioranza,facendo danni come eleggere
    salvini,grillo,e lo stesso pd;il punto e che questi
    signori pretendono di far votare solo coloro che hanno
    una buona posizione economica,e i ricchi sono piu’ ignoranti e servili della classe media e della plebe
    posmoderna…

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    1. giannetto 3 settimane fa

      Per la tua ultima frase sei da standing ovation. Infatti quel che io chiamo “pòpppolo” non va inteso senz’altro come la classe “vile et mechanica”. Ceti medi e classi benestanti, per quanto più alfabetizzati, sono facilmente più bovini di lei.

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  9. nessuno 3 settimane fa

    Commentando le parole di “questo essere fuori di testa” sulle elezioni, ripeto che
    come già letto: se votare servisse a qualcosa non ci farebbero votate punto e a capo
    In caso in cui il popolo voti male su una questione delicatissima come in usa, la parata
    è pronta, chiarisco il mio pensiero, spero che mi sbagli ma: vedo delle similitudini
    tra l’elezione d Kennedy e Trump, tutti e erano (sono) contro il proseguimento delle
    guerre e la continuazione della politica di ingerenza degli usa nel Mondo.
    Tutti e due avevano contro l’apparato politico-economico-militare
    Tutti e due avevano (hanno) come vice-presidente un uomo che è il loro contrario.
    Cose è accaduto nel 1963 ? Kennedy fu assassinato e il potere (presidenza) fu preso
    dal suo vice Johnson dichiarato guerrafondaio e non per niente il Viet-Nam poi divenne
    la catastrofe degli usa, (Kennedy voleva il ritiro degli usa) per la gioia delle
    multinazionali degli armamenti con annessi e commessi.
    Trump dichiara di avere le stesse intenzioni, e guarda caso il suo vice è un dichiarato
    neocon, (Pence) un guerrafondaio, bugiardo e manipolatore (caso Antrace).
    Leggendo di dichiarate e non velate minacce e di istigazione ad assassinare il Presidente
    Trump non vorrei che dopo il suo insediamento si verificasse la sua eliminazione fisica
    da parte del solito “disequilibrato” (o stile Lee Oswald) e che il suo vice ne prendesse il posto,
    agendo allo stesso modo di Johnson, personalmente ritengo questa possibilità come reale.
    se non si allinea viene sostituito punto e a capo
    Buona domenica

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    1. Alessandro 3 settimane fa

      Commento azzeccato, ogni virgola è al posto giusto

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    2. Tania 3 settimane fa

      Davvero ottima valutazione quella di Nessuno.
      Purtroppo…
      Speriamo non ci azzecchi.

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    3. giannetto 3 settimane fa

      Per esser davvero “radicali” bisogna trovare una risposta al quesito: “E come mai si scelsero come “vice” del personaggi antitetici a se stessi?”

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  10. Citodacal 3 settimane fa

    Il paradosso aberrante di questo “progressismo-liberista” è rappresentabile coll’esempio dell’aver tolto i ceppi agli schiavi, dicendo loro d’essere diventati liberi, per poi dar loro l’occasione di correre in una serrata competizione: e chi non è capace d’arrivare dev’essere, per forza di cose, un lavativo o un inferiore – tanto peggio per lui, poiché la possibilità gli è stata “democraticamente” data e, mostrando di non esserne all’altezza, si qualifica da sé come inadeguato, e pure antidemocratico. Quindi la tanto decantata eguaglianza sociale, ormai divenuta una forma di “egualitarismo” – poiché nessun essere umano è, nella sua unicità, eguale a nessun altro, e anche di ciò occorre tener conto – attiene al fatto che, raggiunto un certo livello di prestigio sociale o professionale ci si consideri eguali tra se stessi e diseguale e inadeguato chi non lo raggiunge (perciò arretrato). Ma ciò, se non vado errando, corrisponde al concetto di oligarchia, peraltro coniugata nel modo peggiore, ovvero seguendo i dettami del darwinismo sociale il più odioso, perché apparentemente motivato dal basso (oltremodo, il concetto di oligarchia va anche bene laddove indichi, nel rapporto reciproco e sociale la presenza di esperti in relazione a coloro che non lo sono; e poiché non si può essere esperti di tutto, ne consegue che si sia sempre reciprocamente oligarchi in qualcosa; dovrebbe unire socialmente la presenza di un patto di lealtà etica, in base alla quale questa reciproca oligarchia venga esercitata per beneficiare l’altro e non per truffarlo).
    Per portare un paradigma desueto ed agli antipodi dell’attuale, in una civiltà tradizionale non era del tutto interdetto l’accesso alla nobiltà guerriera (una oligarchia) nei confronti, ad esempio, di un contadino che avesse mostrato di possedere e praticare le qualità richieste, le quali erano d’ordine pratico, morale e spirituale e non semplicemente economico, tecnico e consensuale verso il potere (la nobiltà del titolo ereditario si introduce successivamente e rappresenta l’albore della propria decadenza); la vicenda, seppur letteraria, di Parzival resta un esempio di ciò e ancora oggi, in India, la realizzazione spirituale viene riconosciuta, qualora effettiva, anche a coloro che non appartengono a nessuna casta tradizionale (anzi, a quel punto li si definisce dei “senza casta”, per indicare che ne abbiano trascesa qualsivoglia forma e contingenza). Pertanto l’appartenere a qualsivoglia oligarchia rappresenta, in ambito tradizionale, un dovere etico, morale e spirituale a svolgere un ruolo, in linea con le proprie caratteristiche esistenziali (non scelte volontariamente all’atto di nascita), che abbia una funzione socialmente – e spiritualmente – utile e non, viceversa, una forma di autoaccreditamento discriminante nei confronti del resto della società: viepiù se dissimulata sotto la parvenza di democrazia.

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  11. Tania 3 settimane fa

    Comunque, mai visto il potere parlare tanto per un referendum, nemmeno per le amministrative Renzi e i suoi media ci hanno messo tanto impegno

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  12. Walter 2 settimane fa

    Insomma, per andare a votare ci vorrà il patentino. Per fare il Presidente del Consiglio, invece, va bene anche uno che non sa mettere in fila tre parole in Inglese, mentre alla Lorenzin basta e avanza il suo diploma di maturità classica per fare il Ministro della Salute, salvo poi confondere una patologia acuta con una cronica. Per fare il Segretario di partito, ci sta bene un Salvini che dopo 12 (dodici) anni fuori corso ha deciso di rimandare la sua laurea in Storia (e gli ultimi 4-5 esami che gli mancano) perchè ora é più urgente dedicarsi alla causa politica. Sorvolo sui parlamentari che hanno la terza media presa a forza di calci nel culo e anche su quelli che si sono comprati una laurea in Albania perchè tanto é un filone di pensiero che non conduce da nessuna parte: in Italia c’é pieno di laureati che non capiscono una sega ma anche di persone di buona volontà che con la terza avviamento hanno costruito quanto c’é di buono nel nostro paese. Non é il titolo di studio a fare la differenza.

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    1. giannetto 2 settimane fa

      Hai pienamente ragione. Noterei soltanto che è un vero peccato che le persone che con la terza avviamento hanno costruito quanto c’è di buono nel nostro paese acconsentano poi a tutti i cialtroni – dei quali tu hai citato esempi insigni – di spadroneggiare sulle loro teste di terz-avviati, e sulle nostre, e sul paese intero. E non solo acconsentono, ma fanno talvolta un tifo bovino. – Come mai? Questo è il quesito “radicale”…. ossia quello che sta alla radice.

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      1. Walter 2 settimane fa

        Non so dare una risposta alla tua domanda; me lo domando anch’io. Se riesci a trovare una spiegazione, ti sarò grato se vorrai condividerla.

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