"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia vede il bluff del Partito della Guerra

Pepe Escobar

di  Pepe Escobar

La Guerra Fredda 2.0 ha raggiunto un livello di isteria che non ha precedenti. Dalla macchina (da soldi) dei Clinton – sostenuta dal complesso dei think tank neoconservatori/neo-liberal-conservatori – all’establishment britannico e i suoi portavoce nelle corporation mediatiche, gli autonominati “leader del mondo libero” anglo-americani spingono la demonizzazione della Russia e del “Putinismo” alla pura incandescenza [in inglese].

Eppure non scoppierà una guerra vera – prima o dopo le elezioni presidenziali americane dell’8 novembre. Così tanti strati di paura e delirio in effetti mascherano ciò che in realtà è niente più che un bluff.

Cominciamo con la task force navale russa in Siria, guidata da quella che ufficialmente è designata come “l’incrociatore portaerei pesante” Ammiraglio Kuznetsov, che incrocerà nel Mediterraneo orientale almeno fino a febbraio 2017, per dare supporto alle operazioni militari contro le varie formazioni di jihadisti salafiti.

La Ammiraglio Kuznetsov è dotata di sistemi d’arma anti nave, di difesa antiaerea, artiglieria e armamento antisommergibile – ed è in grado di difendersi da una vasta gamma di minacce, diversamente dal naviglio NATO.

Prevedibilmente, la NATO diffonde notizie allarmistiche secondo cui “tutta la Flotta del Nord”, assieme alla Flotta del Baltico, stia facendo rotta verso il Mediterraneo. Sbagliato: è solo una parte della Flotta del Nord, e le navi della Flotta del Baltico non stanno andando da nessuna parte.

Il nocciolo della questione è che nel momento in cui le capacità di questa task force navale russa sono coadiuvate dai sistemi missilistici S-300/S-400 già schierati in Siria, la Russia sta in effetti disponendo di una potenza di fuoco confrontabile con quella della Sesta Flotta USA.

In effetti, come chiarisce questa analisi militare molto completa [in italiano], la Russia fondamentalmente ha “realizzato la propria no-fly zone sulla Siria”; e una no-fly zone americana, così ardentemente promossa da Hillary Clinton, “ora è impossibile da realizzare”.

Questo dovrebbe essere più che sufficiente per mettere nella giusta prospettiva l’impotenza, tramutatasi nell’aperta rabbia mostrata dal Pentagono e dai suoi vassalli neoconservatori.

Si consideri anche la guerra aperta tra il Pentagono e la CIA nel teatro di guerra siriano, dove il Pentagono sostiene i Curdi del YPG, che non sono necessariamente favorevoli al cambio di regime a Damasco, mentre la CIA sostiene la fornitura di altre armi ai “ribelli moderati”, infiltrati da al-Qaeda o ad essa collegati.

russian-forcesAd aggravare il tutto, secondo i dettami della scuola di politica estera dei Tre Marmittoni, marchio di fabbrica dell’amministrazione Obama, le minacce americane sono volate più libere del bastone sfonda-crani insanguinato di Negan nella nuova stagione di The Walking Dead [in italiano].

Il capo del Pentagono Ash Carter, un neoconservatore certificato, ha minacciato “conseguenze”, come quelle di “potenziali” attacchi contro le unità dell’Esercito Arabo Siriano (SAA, Syrian Arab Army) per “punire il regime” dopo che lo stesso Pentagono ha rotto l’accordo di cessate il fuoco Kerry-Lavrov. Il Presidente Obama ha preso un po’ di tempo per considerare le varie opzioni. Alla fine ha fatto marcia indietro.

Dunque toccherà a colei che virtualmente è stata eletta – dell’intero establishment statunitense – Hillary Clinton, di prendere la decisione fatale. Non sarà in grado di imporre una no-fly zone – perché lo sta già facendo la Russia. E se decidesse di “punire il regime”, Mosca ha già telegrafato, tramite il portavoce del Ministero della Difesa russo, il Maggiore Generale Igor Konashenkov, che ci saranno sicuramente delle “conseguenze” all’imposizione di una guerra “ombra”.

Sun Tzu non colpisce per primo

Washington, naturalmente, riserva per sé l’opzione della capacità di un “primo colpo” nucleare, che Hillary Clinton sostiene (Donald Trump invece no, e anche per questo è demonizzato). Se permettiamo alla corrente isteria di diventare nucleare, allora dobbiamo considerare l’argomento portato dal sistema antimissile S-500 – che sigilla efficacemente lo spazio aereo russo; Mosca non lo ammetterà ufficialmente, perché facendolo scatenerebbe una interminabile corsa agli armamenti.

Una fonte nell’intelligence statunitense con collegamenti coi Padroni dell’Universo, ma che contemporaneamente si oppone alla Guerra Fredda 2.0 perché “controproducente”, aggiunge ulteriori necessari dettagli; “Gli Stati Uniti hanno perso la loro guerra agli armamenti, indulgendo in guerre inutili e senza fine da migliaia di miliardi di dollari in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia, e adesso non sono più una potenza globale visto che non possono difendersi con i propri obsolescenti, THAAD, Patriot e con il Sistema di Difesa Balistico Terrestre Aegis, contro i missili balistici intercontinentali russi, e i Russi hanno sigillato il loro spazio aereo. I Russi potrebbero essere avanti di quattro generazioni rispetto agli USA.”

Inoltre, negli oscuri anditi in cui si pianificano le guerre ombra, il Pentagono sa, e anche il Ministero della Difesa russo sa, che nel caso in cui qualche Dottor Stranamore lanciasse un attacco nucleare preventivo contro la Russia, la popolazione sarebbe protetta dal proprio sistema missilistico difensivo – e anche da rifugi antiatomici nelle città più importanti. Le televisioni russe non sono state inattive nel trasmettere gli avvisi; la popolazione saprebbe dove andare se si verificasse l’evento – terrificante – dello scoppio di un conflitto nucleare.

Inutile aggiungere che la spaventosa possibilità di un primo colpo nucleare americano fa diventare tutte queste esercitazioni, in stile Seconda Guerra Mondiale della NATO in Europa orientale, un mucchio di inutili esercizi di propaganda.

Dunque, come ha fatto Mosca a preparare tutti ciò? Secondo la fonte nell’intelligence USA, “hanno messo fuori dal budget federale pubblico quasi tutte le spese militari, incoraggiando l’Occidente a pensare che la Russia non si potesse permettere un massiccio rafforzamento delle forze armate e che non ci fosse nulla di cui aver paura in Russia, essendo finito il periodo in cui era una grande potenza, e che, per quanto riguardava la CIA, non ci fosse da preoccuparsi. Se Putin avesse mostrato pubblicamente il suo gigantesco rafforzamento militare, l’Ovest avrebbe potuto immediatamente prendere delle contromisure, come hanno fatto nel 2014 quando hanno fatto crollare il prezzo del petrolio.”

Il risultato quindi ci rivela un Pentagono totalmente impreparato ad uno scenario di guerra aperta – anche se quotidianamente minaccia la Russia e tenta di ingannarla coi suoi bluff; “Come ha evidenziato Brzezinski, se è così, vuol dire che gli USA hanno smesso di essere una potenza globale. Gli USA possono continuare a bluffare, ma tutti coloro che ci si alleano non avranno dove andare se il bluff verrà visto, come viene visto adesso in Siria.”

Secondo questa fonte nell’intelligence USA, è inequivocabile che “ha avuto luogo uno dei più grandi rafforzamenti militari della storia sotto il naso del capo della Banca Centrale Russa Elvira Nabiullina e il Ministero delle Finanze russo, mentre la CIA aspettava quello che pensavano sarebbe stato l’inevitabile crollo della Russia. La CIA resterà ad aspettare per sempre e in eterno che la Russia crolli. Questa manovra dell’MGB è puro genio. E dimostra che la CIA, che è così saturata di input da non essere in grado di unire i puntini, dev’essere completamente riorganizzata. In aggiunta, l’intero sistema delle forniture delle forze armate degli Stati Uniti deve anch’esso essere riorganizzato, dato che non può innovarsi se i programmi di nuove armi come l’F-35 richiedono vent’anni di sviluppo e vengono giudicati obsoleti prima ancora che entrino in servizio. I russi hanno un programma di sviluppo di cinque anni per ogni nuovo sistema d’arma, e sono di molto avanti a noi in tutte le aree importanti.”

Se quest’analisi è corretta, va contro la più ottimistica e precisa delle stime russe, secondo cui il proprio potenziale militare è forte, asimmetricamente, ma ancora di gran lunga inferiore alla potenza militare americana.

Analisti occidentali ben informati sanno che Mosca non si vanta mai del proprio rafforzamento militare – ed ha sfruttato con maestria l’elemento sorpresa. Molto più che vedere un bluff, la tattica di Sun Tzu di Mosca sta sconcertando i fanfaroni di Washington.

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Articolo di Pepe Escobar pubblicato su TheSaker.is il 26/10/2016

Traduzione in italiano a cura di Mario B. per Sakeritalia.it

[Le note in questo formato sono del traduttore]

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  1. nessuno 1 mese fa

    Concordo su tutto, specialmente sulla ignoranza degli strateghi usa,sono solo dei “pavoneggiati”
    boriosi e gonfiati, adesso sperando con tentativi futili di recuperare si gonfieranno ancora di più
    proferendo minacce e proclami, nonché restrizioni, spero che come nella favola la rana(usa) volendo
    diventare grossa come il bue(Russia) si gonfi, e che scoppi, una volta per tutte….
    Cordiali Saluti

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  2. Walter 1 mese fa

    Alcuni punti sono condivisibili, altri sono pura fantasia.
    Condivido con l’autore l’idea che non ci sarà un conflitto globale; che le parole di Ashton Carter sono un bluff; che la Russia ha, di fatto, stabilito una (parziale) no fly zone in Siria e, di conseguenza, gli USA hanno perso questa possibilità, pur mantenendo la loro presenza nella parte nord-orientale della Siria e in Iraq.
    Non credo, invece, che il sistema S-500 (che, peraltro, non é ancora pronto) sia in grado di “sigillare lo spazio aereo russo”. Se fosse vero, non ci sarebbe bisogno di costruire rifugi anti-atomici per milioni di persone (con quello che costano).
    Non credo neanche che il sistema Aegis sia così obsoleto, nè tanto meno che la Russia possa essere avanti di quattro generazioni rispetto agli USA (questa é davvero pura fantascienza).
    Per contro, non credo neppure che gli USA siano in grado, attualmente, di sferrare un “first strike” risolutivo, ovvero capace di polverizzare le difese (e la contro-offensiva) russe prima che queste possano essere attivate, e non credo che il potenziale militare russo sia ancora di gran lunga inferiore a quello americano.
    Penso sia ragionevole ritenere che le tecnologie belliche russe siano grosso modo equivalenti a quelle USA. Quindi, non é questo che fa la differenza. Per come la vedo, ci sono due fattori principali che possono fare la differenza, uno a favore della Russia, l’altro a favore degli USA: 1) la leadership russa é forte mentre quella americana é praticamente inesistente (basta vedere il Pentagono e la CIA che remano uno contro l’altro) e questo conferisce alla Russia un vantaggio innegabile e già dimostrato. Putin può prendere decisioni e attuarle in modo molto rapido ed efficace mentre la frammentazione della leadership americana rende ogni processo decisionale molto più lento, incerto e soggetto a revisioni e marce-indietro. 2) Il vantaggio degli USA, invece, é quello di poter disporre di una quantità enorme di denaro. Questo conferisce agli USA un indubbio vantaggio in un’eventuale guerra di logoramento: lunga, costosa e, possibilmente, anche anti-economica e impopolare. La Russia ha dovuto compiere (e continua a farlo) uno sforzo economico notevole per far fronte al conflitto siriano e, allo stesso tempo, per mettere in sicurezza i propri confini occidentali. Le esercitazioni della NATO in Europa orientale non sono solo un esercizio di propaganda, costringendo la Russia a prendere delle contro-misure e ad impiegare una parte significativa delle proprie forze armate per la difesa e il controllo dei propri confini.

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    1. Umberto 1 mese fa

      Anche se non completamente, mi trovo in accordo sul tuo commento. L’ articolo è sicuramente ben fatto, ma le varie guerre, a partire dall’ Afghanistan, hanno portato più guadagni che perdite. E’ vero che tali guadagni siano poi stati spartiti tra varie mani, ma sono comunque colossali. L’ eroina e quant’ altro dall’ Afghanistan; il petrolio dall’ Iraq; petroli, oro e quant’ altro dalla Libia, ecc. ecc. costituiscono introiti coi quali le guerre se le sono ripagate con interessi enormi. Il buco – fuori bilancio – di non so quale assurda somma si sia reso responsabile il Pentagono, dimostra perdipiù che l’ investimento per i conflitti di cui sopra è stato fatto per la maggior parte coi quattrini del popolo, non solo americano. Quindi, a dichiarare che gli Stati Uniti siano al capolinea si fa un grosso errore. Lo sono politicamente, ma non dal punto di vista militare, i cui limiti sono soltanto di carattere settario. Medesimi limiti, all’ interno del blocco a stelle e strisce – e senza considerare altri – si osservano nella quasi totale asimmetria rappresentata da CIA e FBI, quest’ ultima ormai palesemente dichiaratasi. Le lotte intestine faranno crollare gli Stati Uniti d’ America forse ancor prima della guerra, che comunque verrà, presto o tardi.

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