"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia riafferma il suo appoggio alla Siria ed alla sua sovranità

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di Diana Rojas

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è l’unico organismo che può prendere la decisione di creare “zone di sicurezza” all’interno della Siria, questo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri russo, Alexander Lukashevich, lo scorso Giovedì.

Lukashevic ha sottolineato che qualsiasi tentativo da parte di un paese o di una coalizione per creare unilateralmente una zona cuscinetto sarebbe illegittimo.

Il responsabile russo ha fatto tali dichiarazioni poco dopo che la Turchia aveva richiesto la realizzazione di una cuscinetto in Siria per fare fronte presumibilmente alle minacce dell’ISIS.
Il presidente turco, Recep Erdogan, aveva detto il Martedì scorso che Ankara si trova pronta per lanciare una operazione terrestre se si realizza una zona cuscinetto nel nord della Siria, che sarebbe diretta ovviamente contro l’Esercito siriano più che contro l’ISIS.

Tentativi per espellere la Russia dal Medio Oriente

Il portavoce del Ministero degli Esteri russo ha inoltre segnalato che gli attacchi aerei degli Stati Uniti contro le posizioni dell’ISIS in Siria senza il consenso delle autorità di questo paese “avranno l’effetto di infiammare il radicalismo nella regione”.

Mosca ritiene che l’ultimo intervento statunitense in Medio Oriente abbia come finalità quella di espellere la Russia dalla regione e far terminare la sua influenza, che negli ultimi mesi si è accresciuta  specialmente in paesi come l’Iraq e l’Egitto, con i quali i russi hanno concluso contratti di cooperazione militare, oltre a quelli intercorrenti da tempo con la Siria.

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La Russia rigetta la politica del “cambio di regime”

La Russia ha avvertito inoltre contro la possibilità di qualsiasi attacco contro le forze siriane da parte degli USA e dei suoi alleati, con il pretesto della lotta al terrorismo. Mosca ha messo in chiaro che non accetterà una politica di cambiamento di regime in Siria ed ha segnalato che qualsiasi campagna contro l’ISIS deve contemplare una cooperazione con il governo siriano.

“Come è possibile combattere contro il terrorismo in un paese, quando la dirigenza di questo paese desidera anche essa combattere contro lo stesso fenomeno, ma gli USA ed i suoi alleati non ne riconoscono la sovranità?” , ha sostenuto il  ministro degli Esteri russo, Mijail Bogdanov, nel corso della scorsa Domenica, citato dall’agenzia Ria Novosti.

Rispetto per la sovranità della Siria

Bogdanov ha insistito nel fatto che non ci debba essere un “doppio standard “. “Esiste la necessità di una chiara visione di quello che significa la sovranità e la necessità di cooperare con il governo siriano, tale e quale come si è fatto in Iraq”.

Incremento dell’appoggio militare

Con la finalità di frustrare questi piani occidentali, che includono anche l’addestramento dei terroristi siriani “moderati”, la Russia mantiene diverse opzioni come sono quelle di aumentare l’appoggio militare in Siria, con armi nuove e più avanzate, con il sostegno della sua economia. Esiste anche la possibilità di addestrare 100.000 soldati siriani nelle tattiche di guerra e guerriglia e nella guerra urbana, seguendo le tattiche che utilizza Hezbollah ed i Guardiani della Rivoluzione iraniani.

Avvertenza alla Turchia

La Russia e l’Iran hanno inviato contemporaneamente una dura avvertenza alla Turchia nel senso che non consentiranno un intervento militare turco in Siria e che le forze di Ankara potranno essere attaccate con missili a lungo raggio ed altri mezzi se entreranno nel territorio di questo paese.

Fonte: Al Manar

Traduzione: Luciano Lago

Nella foto in alto ed al centro: reparti dell’Esercito Nazionale Siriano

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  1. nessuo 2 anni fa

    spero che la Russia faccia quello che dice

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  2. Antonio 2 anni fa

    Sembra che gli Americani stiano spingendo la loro creatura mediatica (ISIS) verso il Caucaso per creare problemi alla Russia. Mi sa che hanno fatto male i loro conti. Lasciate che l’ISIS arrivi in Russia, poi ci pensa Putin.

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