"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia punta su Hezbollah per l’offensiva della Siria ad est

La Siria orientale attende la liberazione dallo SIIL, facendo dell’efficiente milizia una risorsa preziosa

Ci sono state ampie affermazioni secondo cui la Russia avrebbe chiesto ad Hezbollah libanese di lasciare il territorio siriano, una speculazione nata dall’annuncio del Segretario generale di Hezbollah Sayad Hasan Nasrallah sul ritiro di suoi uomini dal confine libanese, ad eccezione della periferia di Arsal. Nasrallah ha chiesto all’esercito libanese di riempire il vuoto dal lato libanese (Hezbollah non si allontana dal lato siriano) spingendo certi media ed analisti a concludere che Mosca non vuole che Hezbollah rimanga nel Levante.

È vero?

Il confine tra Libano e Siria, controllato da Hezbollah ed Esercito arabo siriano, è sorvegliato da Israele perché rappresenta la nuova base di Hezbollah: ne ospita le forze di élite al-Ridwan, i silo dei missili strategici nelle montagne e le grotte fortificate lungo il confine di 130 chilometri. L’area era un pesante onere per l’apparato militare di Hezbollah, costringendolo a creare nuove strade, fortificare decine di siti e trovare nelle montagne un riparo adeguato per i missili strategici M600 e la nuova versione al-Fatah. Inoltre, Hezbollah opera nella zona negli ultimi 3 anni, per tutta l’estate e l’inverno anche su picchi di 2500 metri, un significativo drenaggio del budget.

Più di 500 terroristi di al-Qaida si erano infiltrati nell’area, oltre alla presenza dello SIIL (Daesh), spingendo Hezbollah a schierarvi almeno 5000 combattenti. Inoltre, Hezbollah usa droni e tende decine di agguati e di IED per cacciare i nemici e controllare una zona geografica notevolmente difficile. Dopo anni di guerra, Hezbollah è riuscito a controllare gran parte della regione: ciò significa che al-Qaida, SIIL e terroristi rimarranno senza vantaggi militari se decidessero di rimanere nella zona.

Reparti Hezbollah ad Hama

Quando la maggior parte delle aree siriane al confine con il Libano, soprattutto Qalamun e Zabadani, si sono accordate con la leadership siriana a Damasco e dopo l’accordo, i ribelli decidevano, sotto gli auspici di Russia, Turchia e Iran, di “smettere di combattere e lasciare l’area (chi voleva andare ad Idlib, mentre molti siriani preferivano rimanere nelle loro città), non è più possibile ai jihadisti continuare a combattere.

Ciò coincide con la richiesta di Mosca alla leadership di Hezbollah di aumentare le forze Ridwan e avanzare nella steppa siriana: ciò fu possibile ad Hezbollah dopo la fine delle operazioni al confine. L’attività militare di Hezbollah sulla catena orientale era difficile e dolorosa. Vi sono stati investimenti enormi per consentire agli uomini di operare e combattere nella zona. Oggi, tuttavia, la minaccia è quasi scomparsa. La maggior parte delle forze di Hezbollah si sposta all’interno della Siria.

Le forze Ridwan, insieme a centinaia di forze speciali russe e dell’Esercito arabo siriano ed alleate ora combattono per liberare i campi petroliferi e fermare il piano anglo-statunitense-giordano per creare una “zona tampone” dai territori di Suwayda e Dara al confine iracheno, e a Dayr al-Zur da Tadmur a Suqanah. È chiaro che gli Stati Uniti, che sostengono le “forze democratiche siriane” (SDF) costituite da curdi e tribù arabe sotto la loro direzione nel nord-est della Siria, non sono ancora pronti a guidarli verso Dayr al-Zur assediata dallo SIIL, che va sgretolandosi in Iraq e Siria, ma non è ancora debole nella provincia di Dayr al-Zur, specialmente nella Badiyah siriana (steppa).

Russia, Damasco ed alleati si dirigono verso Dayr al-Zur, indipendentemente dal piano di Stati Uniti e loro agenti per controllare la steppa siriana e Dayr al-Zur (che ospita numerosi ufficiali e soldati dell’Esercito arabo siriano e delle forze speciali di Hezbollah). Inoltre, Damasco ha inviato un segnale chiaro ad Amman, la minaccia di ritenere le forze giordane nemiche se entrano nel territorio siriano per sostenere gli USA e i loro agenti. Questa minaccia chiara e diretta ha fermato l’avanzata anglo-statunitense-giordana mettendoli in una posizione precaria verso Damasco.

Le Forze Speciali Ridwan di Hezbollah avanzavano combattendo a Dayr al-Zur, al-Suqana, Raqqa e Dara liberandone le aree, ma soprattutto rovinando i piani statunitensi per occupare il nord-est della Siria. Le forze e i generali russi osservano attentamente le battaglie siriane, in particolare quelle di Hezbollah. Gli ufficiali russi traggono lezioni sull’efficienza delle forze speciali Ridwan e dalla qualità ed efficacia delle armi e tattiche utilizzate, specialmente data l’esperienza accumulata da Hezbollah nella lunga guerra contro Israele e le guerre in Siria dove affronta forze che seguivano metodi e ideologie sviluppati.

La Russia non ha mai avuto conflitti del genere, quindi c’è grande interesse, espresso dalla forte presenza di esperti su tutti i fronti, non solo per avere il sostegno aereo e partecipare ai combattimenti, ma anche per analizzarli. Hezbollah è riuscito a cambiare la situazione in Siria insieme alle forze aeree russe e siriane ed ha combattuto numerose battaglie importanti, come ad Aleppo, Homs, Hama, al confine siriano-libanese ( Qalamun e Zabadani), Qusayr, presso Lataqia e vicino Damasco, a Qabun, Barzah, Wadi al-Barada e Madaya. Poiché la fine delle operazioni militari sul confine siriano-libanese è vicina, Hezbollah invia più di 20000 soldati su altri fronti interni e strategici. Anche i fronti presso Damasco e Zabadani hanno permesso a più di 10000 truppe siriane di essere inviate in zone “più calde”.

Le fonti legate ai dirigenti in Siria hanno confermato che Hezbollah amplia le forze in Siria raggiungendo dimensioni senza precedenti, sostenute da grandi linee logistiche al fianco della forza di prima linea. Sono stati preparati piani militari significativi per il prossimo Ramadan, per porre fine alla presenza di al-Qaida e SIIL ad Arsal. Questi terroristi potranno andarsene ad Idlib o combatteranno fino alla fine sul confine siriano-libanese, zona esclusa dai negoziati di Astana. Se Hezbollah si ritirerà dal confine libanese, non lascerà il confine siriano dove ha stabilito posizioni, centri di addestramento e siti per le armi in vista di una prossima guerra con Israele.

La Siria è direttamente coinvolta in questo particolare conflitto tra Hezbollah e Israele. Hezbollah ha anche introdotto il concetto ideologico di “resistenza siriana”, diventando una realtà che Israele troverà difficile ignorare quando finirà la guerra in Siria.

Elijah J. Magnier, al-Rai

Fonte: Russia Insider

Traduzione:  Alessandro Lattanzio

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  1. Mardunolbo 7 mesi fa

    Dai filmati che ho visto su hezbollah, si nota la preparazione addestrativa che forse non ha eguali in altri stati arabi.
    ovvero una capacità combattiva che è tipica dei soldati europei della 2 guerra mondiale (tedeschi) aggiungiamo lo slancio eroico “all’italiana” ed abbiamo dei combattenti di tutto rispetto.
    Non solo, ma non sono affatto solo islamici come all’inizio, ma vi sono fior di battaglioni di cristiani che hanno capito che il vero nemico ,infido è Israele, non gli islamici della porta accanto.
    La degenerazione anticristiana si è sviluppata sempre con le bande terroriste che sono sorte ovunque nel mondo (Boko Haram in Africa).
    Guarda caso sempre attivate da Arabia Saudita o da Serpenti Uniti d’America in funzione “anti” qualcosa .
    Guarda caso proprio gli stati più “laici” dove la tolleranza cristiana è sempre stata più forte, sono stati devastati dalla guerra introdotta da Usraele !
    Ci hanno tentato anche in Egitto ficcando Morsi, legatissimo ai Fratelli Mussulmani, dove si cominciò una serie di attentati e disturbi contro i cristiani copti d’Egitto.
    La rivolta di popolo che ha intronizzato Al Sisi, ha ricondotto l’Egitto in una posizione più moderata , che però, gr
    guarda caso, ha dato fastidio ad Usraele !
    Per inciso, i cristiani copti sono i veri antichi abitatori d’Egitto, prima delle invasioni islamiche; erano tutti gli stanziali che furono convertiti al cristianesimo al tempo dell’impero romano.(quando ancora non esisteva nè Maometto, nè l’islam sua religione)
    L’Islam è il sistema per disgregare il cristianesimo, usato da sempre come punta armata per invadere zone cristiane. Al tempo della conquista della penisola iberica, gli islamici , conquistate le città, lasciavano le chiavi delle città agli ebrei che li favorivano in tutto.
    Dopo la Reconquista, ovvio che i regnanti spagnoli, ricordando come tutta la popolazione cristiana, la collusione antica, chiesero agli ebrei o di convertirsi o di andarsene. Quelli che si convertirono convinti, e rimasero in Spagna, per la furbizia di quelli che si fingevano convertiti ma non lo erano affatto, chiesero al re di trovare un sistema per smascherarli.
    Il re chiese al papa ed il papa nominò i domenicani come inquisitori. Il più famoso e vituperato inquisitore spagnolo, che ancor oggi suscita vibrazioni d’orrore fu Torquemada. Perchè ? perchè era un ebreo convertito, quindi un essere spregevole per ogni ebreo, e da qui fu montata ogni leggenda nera sull’Inquisizione , con l’aiuto della Rivoluzione Francese, poi, del 1789…
    Ed ancora oggi le leggende al proposito sono dure a morire.
    Altro sistema invece è quello di zittire ogni ricordo possibile sui convertiti.
    Nessuno ricorda, men che meno i giornali, i fratelli Ratisbonne del secolo scorso, come tanti altri, e nessuno vuole ricordare il gran rabbino di Roma, Zolli , che si convertì proprio dopo la guerra per una visione precisa che ebbe durante una cerimonia ! Orrore, orrore, da far dimenticare assolutamente ….

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