"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia potrebbe colpire il Regno Saudita per gli attentati subiti a Volvograd

Vladimir Putin, Dmitry Kozak, German Gref

di  Finian Cunningham

Traduzione di Luciano Lago

Sembra certo che l’Intelligence russo abbia ottenuto adesso una solida prova del fatto che l’Arabia Saudita sia direttamente coinvolta negli attacchi terroristici gemelli effettuati contro la città di Volvograd.
Negli attentati si sono avute oltre 32 vittime ed i feriti superano il centinaio. La maggior parte delle vittime erano civili.
In accordo con le dichiarazioni di una fonte di informazioni ufficiale russa, pubblicata dall’agenzia di notizie Fars, il Servizio Federale di Sicurezza russo (FSB come da sigla in inglese) ha informato il presidente Vladimir Putin dell’accertato collegamento saudita con il massacro di Volvograd.
Questa non sarà stata una sorpresa per Putin.

Lo statista russo era stato già avvertito dal capo dell’intelligence  saudita, il principe Bandar bin Sultàn, nel corso di una accalorata riunione di quattro ore durante il trascorso mese di Luglio, che i terroristi, patrocinati dai wahabiti sparsi nella regione del Caucaso Nord della Russia stavano programmando attentati contro le Olimpiadi invernali di Sochi.
L’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Sochi è prevista per il 7 di febbraio. Volvograd è un centro di trasporto chiave che collega Mosca con i territori meridionali della Russia ed in particolare il polo turistico della città di Sochi nel Mar Nero, dove si svolgeranno i giochi olimpici invernali.
Il doppio attacco contro il sistema di trasporto di Volvograd nei giorni 29 e 30 Dicembre, senza alcun dubbio, sono stati una aggressione contro la Nazione che ospita le Olimpiadi, la Russia. Gli atroci attentati hanno provocato la morte di donne e bambini e di conseguenza il presidente Putin era infuriato a causa degli attacchi. Ha detto che non vi erano giustificazioni di alcun tipo per l’assassinio di civili innocenti ed ha esortato ad annichilire i terroristi che risultino autori degli attacchi.
Questo fa sorgere una una onerosa domanda: che farà Putin a seguito di questi avvenimenti se, di fatto, è stato informato che gli autori dei crimini contro l’umanità a Volvograd erano collegati con con i governanti sauditi? Questo potrebbe costituire un atto di guerra.
Esistono informazioni non confermate che Putin ed i suoi principali ufficiali dell’Intelligence sono stati impegnati a progettare piani per “distruggere l’Arabia Saudita” per causa del suo sistematico patrocinio del terrorismo nel territorio russo.

Le atrocità di Volvograd sono soltanto l’ultima catena di atti terroristici collegati con gli integralisti appoggiati dai dai sauditi nel nord del Caucaso. Nell’Ottobre scorso, un’altra bomba in un autobus pieno di passeggeri aveva causato sei morti in Volvograd.

Autobus en volvograd

 

L’Autobus fatto saltare dai terroristi

Il gruppo che si pensa che potrebbe essere stato dietro gli attacchi viene conosciuto come il Califfato del Caucaso, comandato da Doko Umaro. L’Arabia Saudita è uno dei principali finanziatori di questo gruppo che possiede la stessa ideologia fondamentalista dei takfiri finanziati dai sauditi che operano in Siria, in Libano, in Pakistan, in Yemen ed in Iraq.
Con una base in Cecenia ed in Daghestan,  Umarov ha dichiarato pubblicamente che impiegherà tutti i mezzi necessari per far deragliare le Olimpiadi di Sochi.
Nel passato la stessa organizzazione aveva portato a compimento diversi attacchi suicidi con bombe nella rete del metro di Mosca negli anni 2010 e 2011, che hanno provocato dozzine di morti.
Gli estremisti del Caucaso sono conosciuti per avere una stretta connessione logistica tanto con gli Stati Uniti quanto con la Intelligence militare saudita.

Per questo motivo dal principio degli anni 90 dopo la caduta dell’URSS gli americani ed i sauditi ricollocarono le loro tattiche con il gruppo Al Qaeda Afgano nel sud del territorio russo , come uno dei sistemi aggiuntivi per destabilizzare Mosca.. Uno degli artefici di questo piano fu l’allora capo della CIA William Casey. Queste operazioni coperte degli americani e dei sauditi servirono per le guerre in Cecenia del 1994/95 e del 1999/2000.
Sebbene da allora Mosca abbia operato per contenere l’avanzata della violenza, il Califfato del Caucaso costituisce una una poderosa fonte di terrorismo e di atti di sabotaggio, come è stato testimoniato dagli attentati di Volvograd.
La minaccia fatta a Putin dal capo dell’intelligence saudita, Bandar,  del rischio che avrebbero potuto correre i giochi di Sochi di essere attaccati dai gruppi terroristici radicati nel Caucaso non era stata vana. In retrospettiva le sue parole rappresentano una autoaccusa.  Sembra infatti che Bandar si sia vantato con Putin di controllare questi gruppi di terroristi. L’affermazione implica quindi che i sauditi possono accendere e spegnere il terrorismo di questi gruppi a propria discrezione. Questo significa che l’Arabia Saudita è stata il massimo autore di una serie di crimini che la Russia ha subito oltre a quello recente di Volvograd.

Putin visita heridos

Putin visita i feriti

Non è dato sapere quale sia stata la prova evidente scoperta di recente dall’Intelligence russa che coinvolge i sauditi negli attentati di Volvograd. Ciò nonostante esistono una quantità di evidenze circonstanziate così come le di fanfaronate di Bandar.
Uno degli attentatori di Volvograd è stato indentificato come il cittadino russo Pavel  Pechyonkin.  Sembra certo che questi abbia viaggiato in Siria l’anno scorso e che abbia combattuto nelle file degli estremisti , finanziati dai sauditi, che operano per rovesciare il regime di Assad.
Insieme a questi anche molti altri cittadini russi sono stati reclutati dai sauditi, patrocinatori del terrorismo, per provocare il conflitto destinato ad abbattere il regime in Siria.  Probabilmente è stato in Siria che l’attentatore di Volvograd è stato reclutato per questa specifica missione.
Se i russi dispongono della prova certa della cospirazione saudita contro il proprio territorio la Russia può contare su di un piano legale per prendere rappresaglie sotto la dottrina dell’autodifesa.
In un secondo incontro tra Putin e Bandar ,il presidente russo sembra abbia detto al saudita, in termini molto fermi ,che il suo appoggio al terrorismo costituisce una spada a doppio taglio che, con il tempo, potrebbe provocare danni a chi la impugna.
Per anni l’Arabia Saudita ha condotto per suo conto una sorta di terrorismo di Stato coperto, che danneggia i suoi vicini nel medio Oriente. La Siria, il Libano e l’Iraq sono le sue recenti vittime. I sauditi hanno operato con impunità al servizio dell’imperialismo nord americano, allo stesso modo che Israele ha funzionato per parte sua come un sindacato imperiale del crimine.
Nonostante questo adesso l’Arabia Saudita sembra che abbia impugnato la spada a doppio taglio in forma molto temeraria. Apparentemente è stata colta con le “mani sulla marmellata” durante una azione contro l’orso russo. Il principe Bandar, possiamo stare sicuri, dovrà avere molta attenzione nel fare ispezioni supplementari sotto la sua auto.

Fonte: HispanTV

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