"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia non permetterà agli USA di debilitare l’Iran

Vladimir Putin e Donald Trump

Il presidente statunitense eletto, Donald Trump, ha l’obiettivo di  migliorare le relazioni con Mosca, tuttavia la Russia non permetterà che la nuova amministrazione nordamericana operi per debilitare il suo più solido alleato nella regione, cioè a dire, l’Iran.

Secondo l’agenzia “Fars News”, dopo la vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali degli USA, i sogni delle monarchie arabe del Golfo Persico si sono dissipati.

Loro, i monarchi sauditi, si aspettavano, di fatto, l’arrivo al potere di Hillary Clinton (per questo la finanziavano )  per mandare avanti la loro agenda sulle tematiche incandescenti della regione, in particolare  mediante la realizzazione di una zona di esclusione aerea in Siria, in funzione di un rovesciamento del regime siriano, puntando sull’apertura di nuovo della questione nucleare iraniana, per ottenere il prolungamento delle sanzioni contro l’Iran ed il rafforzamento della partecipazione di Washington nella guerra in Yemen. La Clinton, un “socio di fatto” dei monarchi sauditi, avrebbe garantito tutto questo.

Tuttavia questi regimi assolutisti non avrebbero perso completamente le loro illusioni, visto che i governi degli USA, che siano di tendenza repubblicana o democratica, continuano a mettere in pratica alcune costanti della politica estera.

Donald Trump ha criticato, ad esempio, l’accordo nucleare  con l’Iran, per quanto le sue promesse di annullarlo sembrano che adesso siano  sfumate  e lui stesso  parla soltanto di una “revisione”.

Reparti iraniani in Siria
Reparti iraniani in Siria

Dal punto di vista dei sauditi, tale questione potrebbe dare luogo ad una nuova animosità tra Washington e Teheran per proprio vantaggio. I media sauditi hanno dato il benvenuto alle dichiarazioni di Trump circa il possibile annullamento dell’accordo sul nucleare . Tuttavia la loro allegria potrebbe essere di breve durata, dopo che la reazione di Russia, Cina, Francia e della UE è stata quella di mettere in chiaro che l’accordo nucleare con l’Iran non è un trattato bilaterale tra gli USA e l’Iran ma piuttosto ha il carattere  di un trattato multilaterale e supervisato dall’ONU.

Trump ha promesso di cooperare con la Russia, che considera l’Iran come un fattore di stabilità nella regione e mai permetterà che l’amministrazione Trump possa debilitare il suo alleato iraniano. Trump in questo modo metterebbe in pericolo la sua ansiosa relazione con Mosca nel caso in cui volesse tentare di mettere in questione l’accordo nucleare con l’Iran, oltre al fatto che questo creerebbe tensioni con la UE e con la Cina.

Attualmente la Russia e la Siria possono approfittare dell’opportunità che presenta il cambio di presidente negli USA, tanto più che, in un raffronto fra il “male” ed il “peggio”, l’arrivo di Trump al potere è preferibile  a quello della Clinton. Questo è un successo indiretto per l’Iran, visto che, quando gli alleati di Teheran si trovano in buone condizioni, anche la situazione strategica dell’Iran diventa  migliore.

Fonte: Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

 

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  1. giannetto 3 settimane fa

    Complimenti a questo articolista! Mi ha fatto respirare un po’ di sana aria cerebrale. Finalmente.
    – E W Vladimiro, che senza tanti fronzoli ha messo i puntini sulle i, richiamandosi alla legalità degli accordi internazionali. Stop anche alle minacce contro l’Iran, dice….. Quel che voglia far con l’Iran il nuovo Clint americano è infatti un altro dei fitti misteri in cui per ora sono avvolte le sue oscillanti intenzioni. Il fatto è che se gli yankee mollano i sauditi, mollano gli jihadisti, lasciano in piedi Assad… e per di più mollano la presa sull’Iran, Vladimiro trionfa alla grande su tutta la linea. E l’imperialismo americano, questo se lo può permettere? E’ vero, gli resterà fedelissimo il cane da guardia sionista, al quale sono mutuamente fedelissimi. Ma a sto punto della Storia può bastare? – Perciò attenti, cari AT! Qui gatta ci cova.

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  2. Eugenio Orso 3 settimane fa

    Trump ha anche detto, in campagna elettorale che lui vuole alleanze anti-isis con i paesi che combattono veramente l’isis sul terreno, e questi sono la Russia, la Siria (di Assad!) e anche l’Iran. L’atteggiamento di Trump nei confronti dell’Iran mi pare un po’ contraddittorio, ma, in funzione della necessità di avere buoni rapporti con la Federazione Russa, la futura amministrazione Trump (se effettivamente ci sarà … vedremo soprattutto dopo il 19 dicembre) non potrà non iniziare un percorso di completa normalizzazione delle relazioni con la repubblica sciita.

    Cari saluti

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  3. Walter 3 settimane fa

    Intanto, il ministro della Difesa iraniano, il generale di brigata Hossein Dehgan, e il suo omologo cinese, il generale Chang Wanquan, hanno firmato un accordo per sviluppare la cooperazione militare e tra gli apparati della difesa dei due paesi.

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