"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia ha in programma di stabilire una seconda base militare in Siria

Secondo il giornale “Al Quds al Arabi”, pubblicato a Londra, la Russia ha pianificato di costituire una seconda base militare in Siria, nella città costiera di Yableh, che si aggiungerà alla attuale base logistica che la Russia dispone a Tartous.  Damasco si è dimostrata consenziente alla creazione di detta installazione, che sarà più avanzata e più importante di quella di Tartous.

I servizi della base saranno a beneficio dell’Esercito russo ed anche dell’Esercito siriano. Il presidente Bashar al-Assad aveva dichiarato, nel corso di una intervista con un canale russo, che la Russia potrebbe stabilire una grande base militare in Siria ed ha aggiunto che il suo paese si trovava in attesa di tale decisione e che avrebbe facilitato tale installazione.


Il presidente Assad ha poi dichiarato: “per noi, quanto più si rinforzi questa presenza (russa) nella regione, tanto meglio sarà per la stabilità della stessa e che la Russia svolge un ruolo importante nella stabilità del mondo”.

La creazione di una seconda base militare russa in Siria dimostra che la Russia è impegnata profondamente nell’alleanza strategica con Damasco e non accetterà la caduta dello Stato siriano in alcuna circostanza. Mosca ha compreso anche che la permanenza di uno stato forte siriano è collegata con la figura del Presidente Assad.
L’alleanza tra entrambi i paesi era stata promossa già da alcuni decenni dall’allora presidente siriano Hafez el Assad, come mezzo per neutralizzare la minaccia nordamericana ed israeliana sul paese.
Ancora oggi permangono gli stessi motivi per consolidare tale alleanza ancora di più di fronte alla guerra per procura che Stati Uniti, Israele ed i loro alleati hanno scatenato contro la Siria da 4 anni e mezzo.

La Russia fornisce informazioni via satellite all’Esercito siriano

L’esercito russo ha iniziato a condividere informazioni ottenute via satellite con la dirigenza militare siriana circa i movimenti e gli spostamenti dei gruppi terroristi infiltrati in Siria e sulle ubicazioni dei loro centri di comando e quartier generale. Si tratta della prima volta che l’Esercito russo offre dati della sua intelligence ad un altro paese.
Occorre segnalare che alcuni paesi occidentali hanno fornito a questi gruppi terroristi le informazioni satellitari sui movimenti dell’Esercito siriano. tuttavia sembra che adesso questo servizio sia cessato.

L’Esercito russo sta creando un comitato militare integrato Russia-Siria.
Una grande delegazione di esperti militari russi è arrivata di recente a Damasco per coordinare le operazioni, informare direttamente il Kremlino circa la situazione operativa sul terreno e adottare misure efficaci e concrete a supporto delle forze siriane.
Queste misure sono le prime di questo tipo adottate dall’Esercito russo al di fuori delle frontiere del paese dopo la caduta dell’Unione Sovietica.

La Russia ha annunciato il suo appoggio ai pesi che lottano contro il terrorismo e il presidente russo, Vladimir Putin, ha richiesto che la Siria sia inclusa tra i paesi che formano parte di una coalizione internazionale per combattere contro il terrorismo.

Nota: Queste informazioni, assieme alla recente notizia della fornitura alle forze aeree di Damasco dei moderni caccia bombardieri russi del tipo Mig 31, dimostrano che si è verificato un punto di svolta nel conflitto in Siria. Avviene infatti che la cooperazione tra la Russia e la Siria stia diventando sempre più stretta ed è ormai chiaro a tutti gli osservatori che la Russia non ha alcuna intenzione di accettare il rovesciamento del governo di Assad da parte delle bande mercenarie infiltrate nel paese ed armate e finanziate dagli Stati Uniti, dalla Francia, dall’Arabia Saudita, dalla Turchia e dai loro alleati; al contrario Mosca sta intensificando gli sforzi per la vittoria totale dell’Esercito siriano e per sventare i piani di Washington, Ankara e Riyadh per una frammentazione del paese arabo.

Il conflitto in Siria, una vera e propria guerra per procura degli Stati Uniti e dei loro alleati regionali, presentato sotto la falsa propaganda occidentale di una presunta “guerra civile”, dura ormai da oltre 4 anni e mezzo ed ha prodotto oltre 260.000 vittime, secondo le ultime stime, immani distruzioni nelle città del paese, un numero di profughi calcolato in circa 8 milioni di persone, di cui almeno 5 milioni sono fuggiti in paesi esteri e sta provocando una migrazione di massa di profughi verso l’Europa. Secondo le Nazioni Unite si assiste alla più grande ondata di profughi dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Fonti:   Al Manar       Al Quds al Arabi

Traduzione e nota: Luciano Lago

*

code