"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia e l’Argentina scommettono assieme sull’utilizzo delle proprie monete nazionali

La “presidenta”  dell’Argentina, Cristina Fernández, ha concluso questo giovedì, la sua visita alla Russia con una riunione svoltasi con il suo omologo russo Vladimir Putin, nel Cremlino, sede della presidenza russa.
“Abbiamo concordato di mantenere ampie consultazioni sulle questioni relative all’utilizzo delle nostre monete nazionali nell’interscambio economico che si realizza tra i soci commerciali e tra entrambi gli Stati”.
In una conferenza stampa congiunta che hanno offerto a posteriori a questo incontro a livello presidenziale, Putin ha messo in risalto la volontà di entrambi i paesi di discutere l’utilizzo di monete nazionali nei  propri  interscambi commerciali ed economici.

“Si è deciso di mantenere ampie consultazioni sulla questione di utilizzare le nostre monete nazionali negli interscambi economici che si realizzano tra i soci commerciali e tra entrambi gli Stati”, ha aggiunto Putin.
La Russia ha già elaborato un piano simile con la Cina, con l’Iran, con l’Egitto e con la Turchia, in un tentativo per mettere fine al predominio del dollaro statunitense.
“Nel contesto del vertice del Foro della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC), celebrata lo scorso Novembre del 2014, a Pekino, capitale della Cina, Putin aveva insistito nel fare una maggiore uso delle proprie monete nazionali, in accordo con la Cina per ridurre l’influenza del dollaro.

Prima di presentarsi davanti ai mezzi di comunicazione, i mandatari si sono salutati nel salone verde del Cremlino, a Mosca, opportunità di cui ha approfittato la Fernandez per ringraziare l’ospitalità della nazione e il Governo russo in un punto centrale che si realizza nel 130° anniversario della costituzione di relazioni diplomatiche bilaterali.

Nel corso di questo appuntamento, la statista argentina ha anche espresso il suo auspicio perchè le forze della corona britannica sgomberino al più presto le isole Malvinas restituendo la sovranità all’Argentina.
Lo scorso 12 aprile, le forze speciali del Regno Unito hanno realizzato uno spiegamento militare nelle isole Malvinas, la cui sovranità si disputa con l’Argentina, al fine di mettere alla prova la preparazione delle loro truppe nella regione.
Questa misura, come ha confermato il giornale britannico Sunday Express, è divenuta operativa per l’attività di commandos argentini nella zona.

Per parte sua, Putin nel sottolineare le 13 decadi dei legami diplomatici tra Mosca e Buenos Aires, ha sostenuto che il passo del tempo ha cambiato i paesi ma non le relazioni tra i popoli.
Il capo di Stato russo inoltre si è speso per fortificare i contatti politici e commerciali con questo paese latinoamericano, il suo socio più importante nell’emisfero sud del continente americano, per risolvere gli eventuali problemi che possano sorgere.

Accompagnata dal ministro dell’Economia, Axel Kicillof, quello della Pianificazione Federale, Julio De Vido, con il cancelliere argentino, Héctor Timerman, Fernández , la Cristina Fernandez è arrivata il martedì a Mosca ed ha mantenuto il Mercoledì, alcune riunioni con gli impresari russi.
Nel corso di questo appuntamento, le autorità argentine e russe hanno firmato accordi per le ricerche congiunte e la fornitura di combustibile nucleare russo all’Argentina, tanto che la Russia programma di costruire un reattore nucleare in questo paese latinoamericano.

La visita della dignitaria latinoamericana alla Russia si realizza in risposta all’invito che aveva formalizzato Putin nel Luglio del 2014 a Buenos Aires quando conclusero accordi commerciali, militari, di comunicazioni, energia e cooperazione nucleare con fini pacifici.

Alla fine della visita la Cristina Fernandez ha ringraziato espressamente Putin per la “calda” accoglienza che gli è stata riservata che è avvenuta dopo un anno che è stato speciale per entrambi i paesi.

Fonte: Hispan TV 

Traduzione: Luciano Lago

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