"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Russia al Regno Unito: invece di farci le prediche sulla Crimea, restituite voi le Isole Malvinas e Gibilterra

Duro faccia a faccia tra il rappresentante britannico all’ONU, Matthew Rycroft, e l’ambasciatore russo all’ONU, Vitali Churkin: il confronto è scaturito dalle affermazioni del britannico Rycroft il quale ha accusato la Russia di aver scatenato la crisi in Ucraina, accusa confermata anche dalla nuova ambasciatrice USA, Nikki Haley (nominata da Trump) la quale ha ribadito che gli USA continuano a condannare questa annessione e invitano al Russia ad una immediata cessazione dell’occupazione della Crimea.

Il rappresentante permanente della Russia, Churkin, nel corso di una riunione del Consiglio di Sicurezza, ha criticato gli USA ed il Regno Unito per la loro palese doppia morale nell’accusare la Russia di ingerenza in Ucraina, quando entrambi i paesi possiedono colonie intorno al mondo, in pieno secolo XXI.

In particolare Churkin, rivolto al britannico ha detto, : “Riconsegnate all’Argentina le isole Malvinas, restituite Gibilterra alla Spagna, restituite la sovranità alle isole del Chagos nell’Oceano Indiano, che avete trasformato in una enorme base militare. Soltanto allora la vostra coscienza, forse, sarà un poco più pulita e potrete iniziare a giudicare altre questioni come quella della Crimea”, ha affemrato Churkin.

Rappresentante russo all’ONU

Riferendosi alle accuse del diplomatico britannico, relativamente alla responsabilità attribuita alla Russia di aver scatenato la crisi dell’Ucraina, l’ambasciatore russo Churkin ha puntualizzato che la crisi dell’Ucraina è scoppiata nel Febbraio del 2014 come risultato di un Colpo di Stato appoggiato dall’esterno e non invece dopo il referendum, svoltosi nello stesso anno, con cui gli abitanti della penisola di Crimea hanno votato in massa per integrarsi alla Federazione russa.

Nota: Da notare che la penisola di Crimea appartiene alla Russia da quasi tre secoli, esattamente dal 1783, quando fu strappata dalla Russia zarista all’Impero Ottomanno. Da allora la Russia ha combattuto diverse sanguinose battaglie – su tutte l’omonima guerra di Crimea del 1854-1855 e qui avvenne anche, la resistenza all’occupazione nazista – durante la Seconda Guerra mondiale – per mantenerne il controllo.
La penisola, oltre che per ragioni storiche e culturali, rappresenta infatti per la Russia un avamposto strategico e a Sebastopoli ha sede la flotta del mar Nero. La popolazione è in maggioranza russofona, benché l’ucraino e il tataro siano molto diffusi. Dopo la rivoluzione russa, e la riorganizzazione territoriale degli anni successivi, assunse nel 1921 il nome di Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea, parte dell’Urss.

Si deve a Nikita Krusciov la decisione, presa nel 1954, di assegnare la Crimea, da un punto di vista amministrativo, all’Ucraina. Una scelta di poco conto (al tempo) ma decisiva quando l’Unione Sovietica si sgretolò e la penisola uscì formalmente dal territorio della Russia.

In un discorso tenuto davanti alla Duna Putin aveva affermato: «Nel cuore e nella coscienza dei popoli la Crimea è sempre stata parte inscindibile dalla Russia. Tutto in Crimea è intriso dalla nostra storia e gloria», ricordando che «Sebastopoli è patria della flotta russa del mar Nero». Alle richieste di negoziare da parte della UE e dei governi occidentali Putin ha ribadito più di una volta che “lo status della Crimea non è negoziabile“.

Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna figurano fra i principali paesi che hanno imposto alla Russia un pacchetto di sanzioni destinato ai cittadini, alle imprese ed a settori interi dell’economia russa a seguito del ruolo svolto da Mosca nel conflitto ucraino.

Fonte: Telesur

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. maboba 7 mesi fa

    Sorprende la dichiarazione dell’ambasciatrice USA.
    la maggiore speranza in una presidenza Trump era la prospettiva dello scongelamento delle tensionimcon la Russia e di un accordo reciproco. Dovremo purtroppo riporre queste speranze nel cassetto?

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    1. Paolo 7 mesi fa

      Diciamo che ancora una volta ci hanno preso in giro. Diciamo che hanno studiato “l’effetto Berlusconi”. Tutti i poteri e i media contro di lui…e lui vinceva le elezioni. Allora lo hanno fermato gli americani con la complicità di Napolitano e i giudici hanno fatto il resto. Su Trump uguale…tutti a far finta di andargli conto…la gente pensa che sia contro il sistema e lo vota…fregati…facciamocene una ragione, ci hanno fottuti ancora.

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  2. Tania 7 mesi fa

    Possono succedere cose per cui ciò che eri non lo sei più, oggi gli USA sono ancora la solita fetida canaglia guerrafondaia imperialista, personalmente me ne strafotto delle parole di questa Nikki Haley, come pure dell’altro bullo, tale Matthew Rycroft, mi piace molto quello che ha ribadito Vitali Churkin sul colonialismo del XXI secolo, che è ora di dire apertamente che una banda di bulli si aggira sul pianeta (fino ad ora) indisturbata!

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  3. Paolo 7 mesi fa

    La storia si ripete, i francesi nel 1853 combattevano in Crimea ufficialmente per liberare i luoghi santi, gli inglesi erano meno devoti ma erano pur sempre la’, sta di fatto che lo sbocco sul mediterraneo per la Russia e’ un rospo troppo grosso da digerire per l’occidente, ma se ne faccia una ragione, la Russia la penisola sul mar Nero non la mollera’ mai

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  4. 7 mesi fa

    A lume di naso ,pare proprio che le presunte aperture di Trump alla Russia siano solo una pantomima,
    Forse per poter dire ,io c ho provato,prima di imbarcarsi ,assieme a Bibi e agli sceicchi in una crociata
    Anti Iran che vedrebbe comunque deteriorare i rapporti con la Russia.
    L intervento della sua ambasciatrice all’ ONU ,sembra la replica Kissinger Nixon ai tempi del Vietnam uno faceva finta di essere disposto
    A trattare l altro minacciava e bombardava. Del resto pare che proprio Kissinger sia l ispiratore della politica estera di Trump.
    Lo stile sembra essere lo stesso .
    Temo che dopo avere sciolto mad dog Donald e, dopo avergli dato modo di innescare gravi conseguenze belliche ,i noti Burattinai globalisti potranno riproporre davvero come unica alternativa pacificatrice
    Il loro programma mondialista, ora siamo in un periodo nel quale l opinione pubblica sembra essere in maggioranza ostile alla globalizzazione,quindi si è reso necessario,da parte delle élite finanziarie,
    Rappresentare la possibile alternativa nazionalista populista come una soluzione foriera di guerre ,e caos economico ,ancora peggiore di quello provocato dalle politiche globaliste.
    Quando la popolazione mondiale avrà digerito la lezione,si rifaranno avanti ,senza più ostacoli.
    Il nazionalista Trump che si fa dettare l’ agenda di politica estera dal globalista Kissinger ,via siamo seri.
    Trump nella sua megalomania potrebbe essere solo una pedina spendibile e non consapevole,funzionale a generare caos a livello internazionale ,e all’ interno degli USA ,dato che se poi i globalisti riuscissero
    A creare una entità politico militare a livello mondiale ,il ruolo di gendarme dei loro interessi da parte degli Usa non sarebbe più necessario.

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  5. PieroValleregia 7 mesi fa

    salve
    gli inglesi dovrebbero tacere, visto che, tra le tante loro porcherie, hanno regalato a fine IIGM Istria e Dalmazia (da sempre italiane)
    alle bande di canaglie di Tito…
    saluti
    Piero e famiglia

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