"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La prossima guerra è già iniziata

José Javier Esparza ha scritto un lungo testo di riflessione intitolato “”La próxima guerra ha comenzado ya” , e che andremo pubblicando per puntate settimanali. Il testo completo è disponibile sul portale Kosmos-polis.com.

di José Javier Esparza

La prossima guerra, i cui contorni si sono già delineati in questo periodo, oppone le strutture di potere tradizionali, comandate dagli Stati Uniti, contro quegli spazi che resistono a sottomettersi all’imperativo del mondo globalizzato. Ormai non parliamo più di nazioni; ci troviamo nell’epoca dei conflitti post nazionali.  In un certo qual modo, questa che si sta sviluppando, è la battaglia finale del mondo moderno.

Il vertice della NATO a Varsavia è finito così come era iniziato: con la direttiva che chiarifica quale sia il nemico dell’Occidente e dell’Europa per antonomasia, che non è lo stato Islamico e neppure il jihadismo in generale, nè le potenze che, sia in pubblico sia in privato, diffondono l’ideologia islamista radicale dai paesi mussulmani, dall’Africa (Somalia, Nigeria)  all’Asia centrale,  fino alla Russia.

In altri termini: il nemico dell’Occidente non è la forza che effettivamente, sul terreno dei fatti, si propone di distruggerci, ma piuttosto un altra potenza nazionale, la Federazione Russa,  che fino al momento attuale  non ha intrapreso alcuna azione militare  contro alcun paese della NATO.
Questo è difficile da comprendere. Se una persona si situa in Polonia o in Lituania, paesi che nella loro storia sono sempre stati esposti ad un eventuale espansionismo russo,  sarebbe comprensibile che i timori si dirigano verso Mosca, ma, vista la cosa dal punto di vista di Madrid, di Roma, di Parigi o di Berlino, la “minaccia russa” è un qualche cosa di astratto e non evidente.

La prossima guerra mondiale è già iniziata
La prossima guerra mondiale è già iniziata

Ed allora? Ci troviamo davanti ad un fenomeno di offuscamento generale, davanti a un clamoroso errore di calcolo, davanti ad uno di quegli  episodi di cecità che ogni tanto si verificano nella storia dell’umanità?  No. La guerra da sempre costituisce il prolungamento della politica con altri mezzi. Non esiste decisione militare che non venga preceduta da una decisione politica. E se un progetto strategico ci sembra incongruente o carente di logica, forse dobbiamo domandarci se stiamo leggendo adeguatamente il contesto politico che lo determina.

Molto verosimilmente, qualche cosa di tale  genere sta avvenendo con il progetto strategico della NATO tale e quale è rimasto consolidato nel vertice di Varsavia. Ci troviamo davanti al verificarsi di un cambiamento di paradigma nelle alleanze militari internazionali. Per dirlo in questo modo, il gioco è stato cambiato. Ormai non possiamo più vedere la scacchiera come una confronto fra nazioni, neppure tra blocchi (internazionali), ma risulta che siamo entrati nell’era del conflitto globale. E da questo punto di vista, cambiano anche i concetti tradizionali di amico e nemico.

Spieghiamola così: la NATO ormai non è più un trattato di nazioni sovrane che si trovano intorno ad un “fratello maggiore” – gli Stati Uniti –, ma piuttosto una alleanza di potenze al servizio di un progetto transnazionale. Questo progetto non è altro che la costruzione di un ordine mondiale organizzato su uno spazio politico e commerciale senza barriere. Gli Stati Uniti sono il loro leader, ma non c’è da pensare in una relazione di comando e di vassallaggio: non ci troviamo davanti ad un progetto nazionale nordamericano, ma piuttosto davanti a una qualche cosa che trascende di molto i vecchi criteri dell’ordine inter-nazionale.
Da questo punto di vista, il nemico già non è più la potenza grande o piccola, che con le armi sfida il blocco, ma piuttosto ogni spazio che resista all’implementazione del nuovo mondo, che è un fatto post nazionale.

Per questo il nemico della NATO è la Russia e non tanto la nazione Russa come piuttosto lo spazio euroasiatico. Il quale spazio di sicuro include anche la Cina.

Tratto da: El Manifiesto

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Mardunolbo 6 mesi fa

    Ottime premesse per un articolo che,sembra, prometta bene!
    La visione del tentativo di egemonia trans-nazionale è la più esatta anche se la più misconosciuta ai politici europei.
    Difatti essi sono già ora i pupazzi di ordini che arrivano da lobby economiche.
    Nessuno di loro si chiede perchè una “commissione” debba avere più valore del parlamento europeo e perchè esortazioni/minacce della commissione europea debbasono essere ordini da eseguire pur di devastare economicamente la propria nazione. Basterebbe questo tradimento dei politici europei, per riconoscere che meriterebbero la fucilazione alla schiena dopo veloce processo.Ormai tutto è volto alla distruzione dei popoli e le recenti leggi sull’omosessualismo sono la lampante evidenza del desiderio di eliminare la popolazione europea. A questo si aggiunge l’aborto, già introdotto da anni, e la recentissima immigrazione islamica favorita ed incoraggiata a chiare lettere. Che cosa aspettarsi di più chiaro di questo tradimento schifoso e viscido verso i popoli europei ? Soltanto nazioni come l’Ungheria, la Polonia (con il suo recentissimo tentativo di vietare l’aborto e chiudere le frontiere) stanno ribellandosi a questo tradimento. Speriamo in bene che altre nazioni più dignitose dell’Italia, seguano questa rivolta.

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  2. nessuno 6 mesi fa

    Salve, io sono pronto, ho preparato la maschera anti-gas, ho rispolverato l’elmetto,mimetica e le razioni
    k mi manca lo schioppo ma provvedo nei prossimi giorni, devo togliere delle cianfrusaglie dalla cantina
    e sarà un ottimo rifugio, meglio di niente….una maniera come un’altra di non arrendermi….

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