"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La popolazione di Aleppo saluta la sconfitta di Hillary Clinton nelle elezioni

Popolazione di Aleppo

La sconfitta di Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali degli USA ha causato una sensazione di sollievo e di allegria tra tutti gli abitanti della martoriata città siriana di Aleppo, ha riferito il deputato della stessa città che siede nel Consiglio Popolare della Siria, Fares Shehabi, nel corso di una intervista con l’agenzia Sputnik.

” Tutti qui ad Aleppo sono soddisfatti che la Clinton abbia perso le elezioni presidenziali, per quanto questo sia un problema interno degli USA. A noi preoccupa che la città venga liberata dai gruppi terroristi che la assediano da anni”, ha detto il politico siriano.

Secondo lui, ci fu la Clinton dietro la creazione dei gruppi terroristi con la partecipazione dell’Ambasciatore USA a Damasco, Robert Ford, il quale mantenne i contatti con i leaders dei gruppi e li convinse a non dialogare con il governo siriano. Vedi: Global Research
“Se la Clinton avesse vinto in queste elezioni, la situazione avrebbe potuto peggiorare. Se la stessa persona che ha creato la “primavera araba” avesse ottenuto  l’incarico a Washington (USA), la situazione nel corso della sua presidenza avrebbe potuto prendere un brutto aspetto. Attualmente possiamo sperare che le azioni di Trump siano migliori, per quanto, a parte le sue dichiarazioni, non conosciamo ancora nulla del suo programma”, ha detto il deputato.

Una “Elezione Storica”

Ad essere richiesto di un parere circa la posssibilità che Trump possa cooperare con la Russia per risolvere la crisi della Siria, il professore di Relazioni Internazionali, Ayman Samir, ha detto che la “storica elezione” celebrata negli USA  lascia aperta la speranza di un futuro migliore per questo paese che si trova ancora oggi in pieno conflitto.

Secondo il professore, la maggior parte degli statunitensi hanno appoggiato Donald Trump perchè questi si è impegnato a risolvere le questioni del suo paese ed anche a risolvere il conflitto che assilla oggi il Medio Oriente ed a cooperare di più con il presidente russo, Vladimir Putin.

Soldati siriani ad Aleppo
Soldati siriani ad Aleppo

“L’elezione fatta dal popolo statunitense presuppone un punto di inflessione storico nella politica estera degli USA, visto che Trump ha dichiarato di essere contrario alla politica di ingerenza nelle questioni interne di altri paesi. Questo sarà un grosso vantaggio nella lotta contro il terrorismo e potrà dare aiuto ad altri paesi nel combattere gli jihadisti ed il gruppo della Fratellanza Mussulmana nel Medio Oriente” (con cui la Clinton era complice), ha aggiunto il professore.

Samir ha segnalato che la campagna elettorale di Hillary Clinton si è accentrata basicamente nella creazione di un conflitto tra Donald Trump e gli arabi ed i mussulmani. “Nonostante che alcuni abbiano affermato che il discorso di Donald Trump si sia diretto contro i mussulmani, un gran numero di arabo americani e di afroamericani hanno votato per lui”, ha detto il professore.

Al di fuori della manipolazione dei media fatta nel corso della campagna presidenziale, Trump sarà chiamato alla prova dei fatti ad essere coerente con quanto ha affermato ed in particolare che gli Stati Uniti non si vorranno più dedicare a rovesciare i governi di altri paesi in varie parti del mondo, come hanno fatto fino ad ora, creando guerre, destabilizzazione e caos.

Fonte: AL Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

 

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  1. Idea3online 4 settimane fa

    Ottimo articolo:

    L’esempio più eclatante è quello di George W. Bush che vinse le elezioni nel 2000 con un programma che aveva molto in comune con quello di Trump: riduzione delle forze militari schierate all’estero, inclusa l’Europa e ritiro dei reparti schierati nei Balcani il cui presidio (subito dopo la guerra del Kosovo) andava lasciato agli alleati europei.

    però…..

    L’11 settembre 2001 rovesciò le priorità dell’amministrazione Bush aprendo a una stagione di conflitti, presenza oltremare e spese per la difesa senza precedenti dalla fine della guerra in Vietnam.

    Link:
    http://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/isis_putin_e_nato_si_cambia_strategia-2071949.html

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  2. Umberto 4 settimane fa

    Certamente, a partire da George H. W. Bush si è innalzato in modo esponenziale il sistema della menzogna e dell’ inganno che hanno permesso ai suoi successori di essere eletti, salvo poi andare nella direzione opposta a quella promessa. L’ ultimo presidente ha rappresentato l’ apice di quello squallore universale: la pagliacciata del negro presunto afro (poi rivelatosi saudita dei più subdoli) alla Casa Bianca non può essere neppure eguagliata, per cui stavolta, nonostante la giusta e comprensibe diffidenza generale, bisogna tener presente che il blocco neocon ha appoggiato e sostenuto e spinto la Clinton con tutte le sue forze e i suoi strumenti palesandosi infine senza sottintesi anche nel Partito Repubblicano. Tombola! Ciò significa inequivocabilmente che l’ elezione è “genuina”, nel senso che il neo eletto, pur non essendo uno sprovveduto ed avendo necessariamente il suo circolo di “potenti” attorno a lui, era indigesto alle cosiddette elite. Queste ultime contano evidentemente di poter plasmare e portare alla loro causa anche il Donald: se avessero avuto fondato timore di non avere possibilità di farlo, Trump oggi non sarebbe presidente e forse non sarebbe affatto. Nessuno quindi nega che si dovrà fare qualche compromesso se non si vuole cadere nella guerra civile, che scoppierebbe senza ombra di dubbio qualora il nuovo Presidente mostri subito intransigenza e attui la grande purga delle istituzioni, perché sarebbe fatto fuori. I primissimi gesti sembrerebbero iustificare la prima ipotesi. Credo che un incontro in grande stile con Putin sarà una delle prime, necessarie azioni. Dovrà pur farsi amare da chi ha riposto in lui le ultime speranze pacifiche, indipendentemente dal vero piano che c’è dietro, sempre che ci sia e chissà quale forma abbia. Non è detto che debba andare per forza male. Vediamo cosa fa piuttosto che arroccarsi su posizioni di critica non costruttiva precostituita.

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