"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Polonia si oppone ai ricatti di Bruxelles e ritira le sue truppe per ritorsione dall’Eurocorps

La UE, nelle nobili intenzioni dei suoi promotori,  doveva favorire l’integrazione e la cooperazione in Europa. Quello che sta avvenendo tra i paesi dell’Est ed il resto d’Europa è esattamente l’opposto.
La Ue risulta sempre più spaccata tra Est e Ovest. La Polonia ritira i soldati dalla forza multinazionale di difesa Eurocorps
Il governo nazionalista polacco di trova ormai  in guerra aperta con l’Ue. Per ritorsione Varsavia ritira i militari da Eurocorps

La Polonia, sempre più ostile nei confronti dell’Ue che l’aveva ammessa fra i nuovi membri, aprendo le porte ad un’immissione  forse prematura di Paesi ex comunisti , ha compiuto un duro gesto benché prevalentemente simbolico in chiave anti-Bruxelles. Non è nuovo il Governo di Varsavia a gesti nettamente polemici nei confronti della Commissione Europea e la sua posizione è simile a quella di altri paesi dell’Est, ex comunisti dell’orbita sovietica, che adesso sono fonte di una serie di  problemi tra gli ancora Ventotto membri della UE.

Cosa c’è dietro lo scontro tra Polonia e Ue

Varsavia ha ritirato il proprio contingente dalla forza multinazionale di difesa Eurocorps, che era nata a livello di “corpo d’armata di reazione rapida” nel 1992, che fa capo a Bruxelles, anche se agisce sotto comando Nato. Ne fanno parte truppe di Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Spagna ed il cui comando è a Strasburgo. In Eurocorps sono presenti anche ufficiali di Grecia, Italia, Turchia e appunto Polonia. Si rompe quindi una intesa che voleva simboleggiare l’integrazione delle forze di difesa europea.
Migranti, i Paesi di Visegrad denunciano “il ricatto” dell’Ue Orban

Nello stesso tempo, come per  rendere più aspro  lo scontro tra Est e Ovest, i capi dei governi dei Paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia) hanno denunciato apertamente  “il ricatto” e “il diktat” dell’Europa nei loro confronti in materia di politica migratoria comune.

In un vertice tenutosi   a Varsavia, i premier dei quattro paesi che rifiutano le cosiddette “quote” obbligatorie di ripartizione dei migranti che, come noto,  approdano in Europa  essenzialmente attraverso la porta d’ingresso dell’Italia e della Grecia, hanno fermamente respinto l’idea di condizionare la distribuzione dei fondi europei all’adesione alla politica migratoria comune ed alla ripartizione delle quote dei migranti.

. “L’idea di collegare alla politica migratoria i fondi che ci sono dovuti da parte dell’Ue è una cattiva idea”, ha detto il premier ungherese Viktor Orban durante una conferenza stampa con gli omologhi ceco Bohuslav Sobotka, lo slovacco Robert Fico e la polacca Beata Szydlo. “Il gruppo di Visegrad, Polonia compresa, non accetterà mai questo ricatto, né che gli vengano dettate condizioni”. Diciamo chiaramente che la politica migratoria seguita sino ad ora dall’Ue non è stata all’altezza e bisogna trarne delle conseguenze”, ha sottolineato Szydlo..

Orban ha vantato la politica restrittiva sull’immigraazione e le misure cautelative prese dal suo Paese per impedire gli ingressi dei migranti: le recinzioni costruite alla frontiera serbo-ungherese e la controversa legge, appena entrata in vigore, che prevede la sistematica detenzione dei profughi in arrivo. “Ormai l’Ungheria è in grado di dare risposte da sola, anche se l’accordo tra Ue e Turchia non funziona. Siamo capaci di fermare qualsiasi ondata migratoria alla frontiera serbo-ungherese”, ha precisato, sostenendo che è l’Ungheria quella che si è assunta il compito di proteggere altri Paesi europei. “Gli austriaci e i tedeschi possono ormai dormire sonni tranquilli”, ha concluso Orban.

Le dichiarazioni di Orban non sono una sorpresa ma sono del tutto coerenti con la politica seguita fino ad oggi dall’Ungheria che ha rivendicato di voler mantenere e difendere la propria identità nazionale e le proprie caratteristiche di paese cristiano, rifiutando un processo di islamizzazione e di multiculturalismo imposto dalle centrali di Bruxelles.  Alla posizione di Orban si è aggiunta la Polonia che   ha delle rivendicazioni del tutto simili a quelle di Budapest e che, con i suoi 38 milioni di abitanti,  rappresenta un peso consistente all’interno dell’Unione.

Di recente anche il presidente della Repubblica Ceka, Milos Zeman, aveva dichiarato che la responsabilità per l’ondata miogratoria che affligge l’Europa deve ricercarsi nella politica di destabilizzazione e di caos perseguita dall’Amministrazione USA in Medio Oriente  e che il suo paese non poteva considerarsi responsabile e non riteneva di accettare il principio dell’accoglienza a tutti i costi. In particolare Milos Zeman aveva fato notare che la maggioranza dei migranti in arrivo attraverso la rottta Grecia Balcani, era costituita da giovani maschi, dai 17 ai 35 anni, single ed apparentemente in buona salute, di conseguenza questi devono essere considerati i “disertori” delle guerre in corso in Siria, e negli altri paesi e che” il suo paese non era moralmente obbligato ad accogliere i disertori. Che questi tornassero a difendere i loro paesi dalle aggressioni dei terroristi”.

Una posizione molto diversa da quella mantenuta dagli altri premier europei come la Merkel, Hollande, Gentiloni.

Juan Manuel De Silva

Fonti: Affari Italiani

Aska News

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  1. Mardunolbo 3 mesi fa

    E’ UNA NOTIZIA CHE RINCUORA !
    Avanti così Polonia ! Dopo aver smascherato il finto eroe di Solidarnosc, quel Walesa, tanto simile a Woityla nella sua evoluzione politica, ora reagisce ai comandi spregevoli di un’Europa asservita alle finanze mondiali !
    Se qualcuno volesse sapere qualcosa di più sul Walesa “eroe” rimando ad un articolo moooolto interessante.Per quanto riguarda il “santo” Woityla, considerato papa dai più, faccio solo notare che in Polonia nessun prete poteva salire nella scala gerarchica se non aveva dimostrato osservanza o quantomeno innocuità per io Partito comunista.
    Si racconta che quando si decise la nomina di un nuovo vescovo, la nomenklatura comunista bocciava ogni candidato, finchè non si arrivò al nome di Woityla, per il quale vi fu l’apprvazione….Non fu un miracolo del Signore, fu solo il gradimento per un personaggio innocuo per il partito !
    http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4600

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    1. Mardunolbo 3 mesi fa

      Il card. Mindszenty, ungherese, eroe della rivolta ungherese dovette rifugiarsi nell’ambasciata americana per sfuggire al processo e probabile fucilazione.
      Rimase lì finchè fu possibile estradarlo a Roma dove venne “seppellito” vivo perchè personaggio scomodo alla Ost-politik vaticana che iniziò con Montini (trafugava documenti sui sacerdoti inviati in Russia e li denunciava al KGB; così si racconta,di un suo “stretto” collaboratore di cui non ho mai saputo il nome.)
      Altrochè un Woityla che gironzolava in Europa tranquillo e arrivò ad essere eletto cardinale (proprio per la sua “tranquillità” contro il comunismo).
      Fu però il “papa” che dopo aver preso il segno di sterco indiano sula fronte, aver partecipato a cerimonie sciamaniche in Africa, arrivò a baciare il corano, libro che trasuda sangue di migliaia di martiri cristiani…
      E lo chiamano “santo” e tale l’hanno definito per convalidare il sistema filosofico-politico post VatII che ha diluito la dottrina fino a renderla il passato di verdure , senza sapore, di cui hanno descritto in altro commento molto bene !
      Piano piano si scoprono i finti eroi di questi tempi di menzogne.
      Spero che presto anche la rivolta dei popoli europei monti come uno tsunami e travolga i criminali politici che ci fanno trangugiare ogni sozzura e degradazione morale spacciandola per modernità e libertà !

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    2. Silvia 3 mesi fa

      Pero’ mi pare che la Polonia e altri Paesi dell’Est i migranti non li vogliono, ma I fondi europei se li tengono stretti.

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      1. Mardunolbo 3 mesi fa

        Cara Silvia, i “fondi europei” sono i soldi che ciascuna nazione da’ a fondo perduto alla BCE per riaverli poi a spizzico se “si comporta bene” secondo i dettami della commissione europea (abortire, transgender, accoglimento immigrati ecc. ecc.) mai eletta da nessuno !
        Se ciascuna nazione si tenesse i fondi rilasciati farebbe bene ed in cambio avrebbe persino un surplus nazionale,,,
        L’unico problema è che l’Europa crollerebbe ed i burocrati ,poverini, sarebbero senza lavoro in Europa !
        Lo troverebbero però alla Goldman-Sachs, alle banche Rotschild ed altro come tutti quelli che sono arrivati al posto di potere EU, Draghi compreso, Monti compreso…

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      2. emilio 3 mesi fa

        Che osservazione da 4 soldi!

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    3. Giorgio 3 mesi fa

      E tre!! Tre indizi fanno una prova. La prima che dimostra che abbiamo delle comunanze.
      Mi chiedo come sia possibile, Mardunolbo, che il cattolico, oltre naturalmente a Piero, abbia delle visioni similari all’anarchico?

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      1. Mardunolbo 3 mesi fa

        “Le vie del Signore sono infinite!” ma non sono nè bergogliesche, tipo bergoglio/scalfari nè bergoglio/pannella.
        Evidentemente la logica (che proviene da Dio) esiste in chi ama la Verità (“cos’è la Verità?” chiedeva Pilato a Gesù, ma poi si vergognò perchè sapeva bene di aver sposato una parente dell’imperatore e per questo era stato nominato governatore della Palestina)
        Forse è l’anarchico che ha delle visioni similari …ahi,ahi, ahi ! dove va a finire l’a-narcosi ?

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        1. Giorgio 3 mesi fa

          Questa mi è piaciuta.

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  2. e bravo Mardunolbo

    ^_^

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