"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La politica come corsa di cavalli

Corsa di cavalli

di Sebastiano Caputo

La lezione di Max Weber: dopo Matteo Renzi, la razionalissima “Troika”.

“La politica come vocazione” (Politik als Beruf) intesa da Max Weber ha perso tutta la sua forza espositiva da quando l’Occidente si è trasformato in quella “gabbia d’acciaio” (o universo razionalizzato) tragicamente avvertita nei primi del Novecento dallo stesso sociologo tedesco.

“Il nostro destino è di vivere in un’epoca estranea a dio e senza profeti” scriveva ne La scienza come professione per descrivere il progressivo “disincantamento del mondo”. Così nella quotidianità, così nella vita politica delle società capitalistiche. Nel terzo millennio riemerge dunque quel conflitto weberiano tra burocrati e partiti di massa, tra funzionario e capo carismatico, tra tecnicismo e populismo.

All’agire politico finalizzato ad una causa etica si contrappone l’atteggiamento sine ira et studio (“senza animosità e simpatia”) del freddo calcolatore, alla partigianeria la neutralità, alla lotta l’esecuzione programmatica. Non è un caso infatti che in Europa, ed in particolare in Italia, da una parte si sono susseguiti “tecnici” (Mario Monti), “saggi” (dieci esperti nominati da Napolitano a marzo del 2013) o “burocrati travestiti da politici” (Enrico Letta e Matteo Renzi), dall’altra sono state demonizzate tutte le forze populiste, carismatiche e profondamente politiche. La politica si è così svuotata del suo carattere “magico” e “plebiscitario” – da arte è divenuta una scienza – per trasformarsi in un sistema oligarchico nel quale le personalità (o la leadership) non sono “selezionate nel corso della lotta politica” (Weber) ma premiate per la loro sottomissione o organicità al sistema dominante. Come cavalli da corsa, i candidati vengono drogati mediaticamente, ricoperti da ingenti finanziamenti, invitati in tutti i talk show televisivi, elogiati dal clero giornalistico, pompati dai sondaggi, per poi essere scaricati non appena divenuto necessario proteggere altri interessi, ed infine cadere nell’oblio.

Questo processo si è potuto verificare in Italia negli ultimi vent’anni. Se tra il 1994 e il 2011 si sono alternati governi di centro-sinistra (Prodi, D’Alema, Amato) e di centro-destra (Berlusconi) funzionali all’ideologia liberale-libertaria (liberale in economia, libertaria sul piano dei costumi), dal 2011, con la nomina “tecnica” di Mario Monti, si è passati gradualmente ad una spoliticizzazione del politico, quest’ultimo divenuto incapace di proteggere lo status quo. Accolto dal circo mediatico come il salvatore della patria, nel giro di pochi anni, l’ex rettore della Bocconi è stato abbandonato dagli stessi che gli avevano steso il tappeto rosso dopo la caduta di Silvio Berlusconi. Al freddo calcolatore, soprannominato il “grigiocrate”, è subentrato Enrico Letta, anche lui esaltato per aver organizzato le larghe intese, ma poi, anche lui, dimenticato improvvisamente dopo la nomina di Matteo Renzi da parte del presidente Giorgio Napolitano.

Servito in un primo tempo a tamponare l’epopea del Movimento 5 Stelle alle elezioni europee (vittoria con il 41 per cento dei consensi), e in un secondo, a mantenere in vita Silvio Berlusconi (Patto del Nazareno), l’ex sindaco di Firenze rischia adesso di arrestare la sua cavalcata. Nonostante abbia avuto in maniera grottesca l’intero apparato mediatico ai suoi piedi, Matteo Renzi potrebbe essere scaricato a sua volta, soprattutto dopo le dichiarazioni del ministro Padoan (“servono 20 miliardi entro la fine dell’anno”).

Eugenio Scalfari, dopo le sviolinate prima delle elezioni europee, ha scritto recentemente su Repubblica: “Dirò un’amara verità che però corrisponde a mio parere ad una realtà che è sotto gli occhi di tutti: forse l’Italia dovrebbe sottoporsi al controllo della Troika internazionale formata dalla Commissione di Bruxelles, dalla Bce e dal Fondo monetario internazionale”. E ancora: “Invece non è accaduto nulla, i consumi sono fermi e in certi settori sono addirittura in diminuzione.

L’operazione ottanta euro è dunque fallita (come avevamo previsto quando fu annunciata) e rivela ora la vera ragione per la quale fu fatta: suscitare simpatia elettorale a favore del Partito democratico renziano”. Allo stesso modo Lucia Annunziata, direttrice dell’Huffington Post (Gruppo L’Espresso), ha parlato del premier “come un ragazzino non adatto a governare”.

A illudere gli italiani è l’agenda dei 1000 giorni, ma in realtà Renzi non durerà fino a maggio prossimo. Chi ha letto Weber sa invece che è in arrivo la “razionalissima” Troika. Sicuramente più “adulta, autorevole e adatta a governare” dirà la Annunziata, mentre Scalfari lo chiamerà “il governo di salvezza nazionale”.

Fonte: L’Intellettuale Dissidente

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