"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

LA MILITARIZZAZIONE GLOBALE IN MARCIA VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE

Missili USA in Turchia

Di Joachim Hagopian

Diamo un’occhiata ad ogni angolo del globo. Come non mai, la scacchiera globale viene incisa da linee rosse provocatorie, che risultano in una rapida militarizzazione e schieramenti di truppe in questo mondo sempre più bipolare.
La seconda guerra fredda è cominciata con il colpo di stato ucraino di febbraio, voluto dagli USA, e d’improvviso il vecchio scenario di Est contro Ovest minaccia di nuovo la terza guerra mondiale. Ovunque ci siano ancora preziose risorse naturali da estrarre dal mare e dal terreno, gli eserciti di entrambe le parti si stanno schierando e preparando per la guerra della fine del mondo.


[…] Gli USA stanno perseguendo il “dominio a tutto spettro” militarizzando ogni nazione al confine con la Russia e la Cina. Nel frattempo, tramite la propaganda dei media di stato, il governo statunitense sta tentando di demonizzare il presidente Putin, e la sua nazione, presentandolo come aggressore, quando è sempre stato l’impero americano ad incitare guerra dopo guerra. […] In Polonia la settimana scorsa Obama ha promesso un miliardo di dollari in aiuti militari per rafforzare l’Ucraina e i paesi della NATO in preparazione della guerra alla Russia. F16 e truppe statunitensi stanno arrivando in Europa orientale e Asia centrale per restarvi anni. Inoltre, le basi missilistiche a lungo programmate stanno venendo installate in Polonia e in Romania, puntate contro la Russia. In Romania Obama sta anche dispiegando la nuova versione del programma “Guerre Stellari” di bombe atomiche dallo spazio, capaci di colpire città russe e neutralizzare il contrattacco. L’evidenza schiacciante prova quindi che Obama sta pianificando la probabilità di terza guerra mondiale contro la Russia e i suoi alleati.
Il gioco geopolitico ovviamente ha tutto a che fare con il denaro, gli oleodotti e l’accesso alle risorse. L’impero USA ha sempre bersagliato qualsiasi nazione sfugga al dominio del petrodollaro, cioè della valuta internazionale che assicura alla cabala delle banche centrali il controllo della popolazione mondiale attraverso il sistema del debito.

Sia Saddam Hussein che Muammar Gheddafi caddero rapidamente dopo aver pianificato di non usare più i dollari USA.
Il conflitto con l’Iran è dovuto in larga parte al fatto che questo commercia con la Russia e altri paesi BRICS usando rubli e oro. Perfino il presidente della Turchia ieri ha concordato l’acquisto di petrolio iraniano con pagamento in oro invece che in dollari.
Russia, Cina, India, Brasile, Sud Africa e tutti gli altri paesi che stanno scegliendo di non commerciare in dollari faranno presto cadere la valuta di carta degli oligarchi statunitensi. Verrà presto il momento in cui l’economia degli USA andrà in caduta libera, ma anche questo rientra da tempo nei piani degli oligarchi.
Di fatto, il cuore della contesa tra Est e Ovest si estende su 10.000 miglia di confini di Russia e Cina, in quegli “-stan” un tempo sovietici di cui gli americani non sanno né pronunciare né ricordare il nome. Dall’Europa all’estremo oriente, passando per il Caucaso e il Tibet, la tensione tra Est e Ovest negli ultimi mesi è notevolmente aumentata.

Il punto più caldo ovviamente è la guerra civile in corso in Ucraina. Con violenza crescente, l’esercito ucraino distrugge ospedali, scuole, zone residenziali ed edifici comunali nelle città orientali come Lugansk. Nel frattempo le truppe russe hanno dimostrato equilibrio, sebbene le forze del governo ucraino abbiano da poco abbandonato i punti di controllo lungo il confine sudorientale, ora in mano russa. La guerra tra Ucraina e Russia sembra avvicinarsi.

Ma in tutta l’area di influenza russo-cinese l’Occidente sta fomentando e provocando guerre segrete, sguinzagliando squadre della morte in queste terre di confine instabili, corrotte e ricche di risorse. La strategia è di impedire che l’anno prossimo la Russia formi l’Unione Eurasiatica (UEA) con Kazakhstan e Bielorussia. Numerosi altri stati, come l’Armenia, il Kyrgyzstan e il Tajikistan, compresi alcuni prima allineati all’Occidente, come la Georgia, hanno espresso interesse ad unirsi all’UEA.
Se Putin riuscirà a portare queste nazioni chiave dalla sua parte, l’UEA rivaleggerà con l’UE e la NATO per potenza economica e militare.
Questa è una seria minaccia per la cabala delle banche centrali. Per assicurarsi che non succeda, è più probabile che avvenga prima la terza guerra mondiale.

Una regione relativamente nuova dove USA e NATO stanno fronteggiando la forze armate russe è l’Artico, sotto le cui acque si trova il 30% delle riserve mondiali di petrolio. […] La Russia, che è la nazione con la porzione più vasta di territorio artico, ha costruito una presenza militare nella regione fin dal 2007, e al momento possiede 10 basi militari. Di recente, 16.000 soldati USA e NATO hanno partecipato alle più grandi esercitazioni congiunte finora compiute a nord del circolo polare artico, affrettandosi di stare al passo con i 70.000 soldati già stazionati dalla Russia nella tundra settentrionale. La Russia è anche l’unica nazione al mondo con una flotta di rompighiaccio a propulsione nucleare.

Il mese scorso il ministro della difesa norvegese ha ripetuto la linea della NATO, affermando che l’annessione russa della Crimea è una minaccia a tutti paesi NATO e chiedendo una sforzo per pareggiare la crescita russa nell’Artico. In aprile, la Russia ha effettuato con successo la sua prima spedizione di petrolio dall’Artico. Canada, Stati Uniti, Norvegia e Danimarca hanno tutti un grande interesse nei vasti giacimenti di petrolio, gas e minerali della regione. E la Federazione Russa ha battuto la NATO sia nell’estrazione delle risorse che nel controllo militare dell’area. Gli USA non hanno mai ratificato la Convenzione ONU sul Diritto Marittimo, che regolamenta l’accesso e l’estrazione delle risorse. Sembra che impediscano intenzionalmente qualsiasi soluzione giudiziaria alla crescente competizione, come se il conflitto e la potenziale guerra facessero parte del piano imperialista.

In Africa, l’eccezionalismo di Obama si manifesta nella forma di operazioni speciali sul campo, che addestrano e militarizzano l’intero continente cosicché l’Impero possa minare la posizione della Cina quale crescente partner commerciale. Addestrare squadre della morte nelle cosiddette “operazioni di contro-insurrezione” è diventato il modus operandi delle operazioni speciali. Gli USA stanno spendendo 1,2 miliardi di dollari per costruire una grande base militare a Camp Lemonnier, nel Gibuti, che ospiterà 4.000 soldati. L’America ha approfittato dei recenti rapimenti di Boko Haram per assicurare la sua presenza militare in Nigeria. Yemen, Somalia, Mali, Sudan, Libia e Congo sono tutti bersaglio di una crescente sorveglianza tramite droni e di un programma missilistico, ufficialmente per fronteggiare il “terrorismo”. L’AFRICOM ha ora esteso le sue operazioni su tutti gli stati africani tranne due. Ovviamente, la presenza militare degli USA prelude all’espansione delle multinazionali in Africa, per competere con il dominio economico cinese.

Nei tempi moderni, il Medio Oriente non ha mai smesso di essere il punto caldo del conflitto internazionale. A parte il genocidio di lunga data dei palestinesi da parte di Israele, e il più vasto antagonismo tra ebrei e mussulmani, da 3 anni il punto focale è la devastazione della Siria, in cui Iran, Russia e Cina appoggiano Assad mentre USA, NATO, Israele e Arabia Saudita finanziano, armano e forniscono migliaia di mercenari contro la Siria. Siria e Iran sono stati a lungo nel mirino imperialista di Washington, essendo gli ultimi due dei sette stati di cui, già prima dell’11 settembre, i neocon intendevano rovesciare il regime, e il lavoro laggiù non è ancora finito.

Drone USA
Il controllo dell’Ucraina e la conquista di Siria e Iran impedirebbe alla Russia di fornire petrolio all’Europa, e l’America di fatto controllerebbe la fornitura del petrolio mediorientale al resto del mondo. Per questo, Obama sta inviando armi sofisticate ai ribelli anti-Assad, proprio quando l’esercito siriano sta avendo la meglio in questa guerra sanguinaria contro i farabutti pagati dagli USA.
[…] L’imperialismo statunitense sfruttatore (radicato nella dottrina Monroe) ha spinto le nazioni sudamericane a cercare un’alleanza continentale per guadagnare un certo grado di indipendenza dalla morsa della superpotenza settentrionale. Paesi come il Venezuela, tramite gli sforzi di Hugo Chavez, hanno preso una posizione coraggiosa contro l’egemonia statunitense, chiamando Bush “il diavolo” qualche anno fa all’ONU. Come per Cuba, da tempo sanzionata, la resistenza all’aggressione americana ha preso la forma di avvicinamento a Russia e Cina tramite il commercio e lo sviluppo economico. Mentre gli USA erano impegnati a fare guerre su diversi fronti, dal 2000 al 2009 la Cina ha silenziosamente aumentato il commercio con l’America Latina del 600%.
Infine, anche le tensioni tra USA e Cina riguardo l’Estremo Oriente non hanno fatto che aumentare. Durante il suo recente tour nella regione, Obama ha rinforzato i legami con la Corea del Sud, il Giappone e le Filippine. In risposta alle crescenti dispute territoriali tra la Cina e gli alleati degli USA, il sempre opportunista segretario di stato Kerry ha invitato il vice primo ministro vietnamita a Washington per discutere l’installazione di una base navale statunitense in Vietnam. Un’altro motivo di tensione è l’accusa degli USA che i militari cinesi spiino le compagnie americane per ottenere informazioni preziose. Ovviamente, il fatto che gli USA siano stati colti a spiare il mondo intero non ha nessun effetto sulla loro prontezza a sgridare e accusare gli altri paesi.

Missili SS 300 Russi

L’effetto polarizzante dell’arroganza, l’eccezionalismo, la prepotenza e l’aggressione americana ha creato conflitti pericolosi che stanno portando a tensioni e ostilità militari, le quali a loro volta sembrano condurre alla guerra contro le potenze nucleari di Russia e Cina, così come dell’imprevedibile Corea del Nord. E, al contrario di quanto dice la propaganda del governo statunitense e della stampa occidentale prostituitasi al potere,  questo mondo sempre più militarizzato, armato e pericoloso è il risultato diretto e intenzionale della politica estera USA. E’ volutamente che la guerra è all’orizzonte, e la terza guerra mondiale si profila sempre più vicina ogni mese che passa. Dobbiamo essere noi cittadini razionali del mondo a darci da fare, noi che sappiamo che è una guerra che non si può vincere ma che tutti gli abitanti della Terra perderanno, se permettiamo ai nostri leader di buttarci nell’abisso della catastrofe.

Joachim Hagopian, laurea a West Point e master in psicologia clinica, è un ex ufficiale dell’esercito USA, e ha lavorato nel settore della salute mentale per oltre 25 anni.

Fonte: Globalresearch

Traduzione : Anacronista

Nella foto in alto: postazione antimissile NATO in Turchia

Nella foto al centro: un drone USA in sorvolo

Nella Foto in basso: postazione russa di missili SS 300

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