"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Merkel sull’orlo di una crisi di nervi (dopo le dichiarazioni di Trump).

“….Angela Merkel è “di gran lunga il leader europeo più importante” e “se guardate all’Ue” di fatto è un veicolo per gli interessi della Germania. A dichiararlo è stato Donald Trump, il presidente eletto americano che si appresta a fare il suo ingresso ufficiale alla Casa Bianca, e che ha rilasciato un’intervista alla tedesca Bild e al britannico Times.
Parlando di Merkel, Trump non si è trattenuto nel ribadire le sue forti critiche alla scelta della cancelliera tedesca di aprire agli immigrati: “Credo che abbia compiuto solo un catastrofico errore e cioè l’aver fatto entrare tutti quegli illegali”. Trump ha poi messo in relazione la questione migranti con il referendum sulla Brexit: “Io credo questo, se loro non fossero stati costretti a fare entrare tutti quei rifugiati, così tanti, con tutti i problemi che comporta…credo che non avremmo avuto la Brexit”. Vedi: AdnKronos

Queste  clamorose dichiarazioni non sono state fatte da un esponente dei partiti populisti anti euro ma provengono dalla bocca del prossimo presidente degli Stati Uniti che si appresta a sedersi  sulla poltrona della Casa Bianca ed a dare una brusca sterzata alla politica globalista ed interventista degli Stati Uniti d’America.

Di fatto queste dichiarazioni segnano una svolta clamorosa e non potevano non provocare un trambusto nella cancellerie europee e “in primis” a Berlino dove la Angela Merkel si è  sentita  tremare la terra sotto i piedi, vista la sconfessione di tutta la sua politica di austerità imposta agli altri menri della UE e le sue aperture all’ondata migratoria. Questo spiega la crisi di nervi in cui la cancelliera tedesca sembra precipitata, secondo quanto riferiscono fonti attendibili, e si attende un prossimo comunicato ufficiale di risposta per le clamorose dichiarazioni di Trump.

Da notare che, In chiusura della sua conferenza stampa, Barack Obama, prima di partire per il viaggio in Europa, il presidente degli Stati Uniti, aveva definito il cancelliere tedesco Angela Merkel come «il  mio più stretto partner internazionale di questi otto anni».

La cancelliera potrebbe  ancora appellarsi quindi ad Obama il quale  rimane in carica per altri tre giorni  e sarebbe in tempo per chiedere a lui direttamente (il suo principale sponsor), di sconfessare le dichiarazioni di Trump e di fare qualche cosa per fermarlo ad ogni costo. La Merkel a sua volta potrebbe rivelare alla stampa chi gli abbia suggerito, a suo tempo, di aprire le porte all’ondata migratoria, visto che la decisione non era stata autonoma,  e in questo caso si avrebbe una situazione molto critica dove “volerebbero gli stracci” in accuse e contro accuse tra Washington e Berlino, rimpallandosi le responsabilità.

Bundeskanzlerin Angela Merkel (CDU) gibt am Montag (21.02.2011) im Konrad-Adenauer-Haus in Berlin eine Pressekonferenz zur Hamburg-Wahl. Die CDU kam in Hamburg mit 21,9 Prozent auf das schwächste Wahlergebnis seit Kriegsende. Foto: Rainer Jensen dpa

Da notare che, in chiusura della sua conferenza stampa,  prima di partire per il viaggio in Europa, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva definito il cancelliere tedesco Angela Merkel come «il più mio più stretto partner internazionale di questi otto anni».
In contrasto con questo rapporto “idilliaco” tra Obama e la Merkel, le  dichiarazioni di Trump rappresentano un neanche tanto velato attacco non solo alla Germania della Merkel, ma anche a tutto l’apparato tecnocratico dell’Unione Europea. La sostanza di questo attacco è chiara: «L’Euro è un grosso imbroglio nell’economia mondiale e, se qualcuno ci sta guadagnando, questa è la Germania che ne ha approfittato per violare le regole. Quindi, o d’ora in avanti, che si seguono  le nuove regole (che Washington andrà ad imporre) o gli USA prenderanno le loro contromisure economiche ».

Questo è il primo segnale forte che la nuova America di Trump lancia all’Europa e i vassalli europei di Obama dovranno adesso tenerne conto.

La vittoria di Trump può avere l’effetto di ribaltare tutte le politiche fin qui mantenute dagli USA, visto che Trump ha anche definito la NATO come “obsoleta”,  e potrebbe determinare a uno spettacolo del tutto nuovo nello scacchiere geopolitico, lo dimostra la vicinanza del Presidente eletto allo “Zar” russo Vladimir Putin.
Si sa che le relazioni tra Occidente e Russia sono in una fase estremamente critica e l’Amministrazione Obama ha fatto di tutto per esasperare i contrasti con vere eproprie provocazioni lanciate contro la Russia. Vi era stata la crisi per la questione ucraina e si era arrivati alle sanzioni imposte a Mosca. La Russia non si è fatta intimorire ed è intervenuta in Siria con il peso della sua forza militare salvando il Governo di Bashar al-Assad e mandando all’aria i piani degli USA e dei sauditi di assoggettare e smembrare quel paese.

Questo non è stato digerito dall’Amministrazione Obama che ha cercato di rivalersi con una grossa campagna di accuse a Mosca di ingerenza indebita (sulla campagna elettorale) ed alimentando una psicosi di russofobia in tutto l’Occidente. Da questo l’accumulo di truppe USA, armi e mezzi corazzati ai confini della Russia con il pretesto di una presunta “minaccia russa” per giustificare il più grande schieramento militare dai tempi della Guerra Fredda. Schieramento a cui prendono parte anche contingenti europei della NATO, con la Germania in testa ad inviare sue truppe e mezzi corazzati per compiacere la volontà bellicosa di Obama e dei senatori neocons di Washington.
Sembra che Trump abbia una diversa impostazione dei rapporti USA-Russia e sta forse resistendo alle forti pressioni dei neocons che vorrebbero un confronto duro con la Russia di Putin. Sarà tutto da vedere nelle prossime settimane.

In questo contesto chi è destinata a rimanere schiacciata è l’Europa di Bruxelles e la gestione della Ue mantenuta dalla Germania che viene apertamente contestata da Trump come inadeguata, controproducente e contraria agli interessi degli altri partners.

Il vento è cambiato e la Merkel, Hollande, Renzi e gli oligarchi della UE, tutti inginocchiati alle esigenze della Germania,  dovranno farsene una ragione.

Luciano Lago

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  1. Vincent 6 mesi fa

    Interessante la deriva preoccupante dei cosiddetti partiti “democratici” in USA e in Italia che si sono rivelati peggiori delle destre e favorevoli a guerre, ingerenze, deportazioni e tutto il peggio possibile del repertorio umano

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    1. Citodacal 6 mesi fa

      E’ stato dato loro il contentino “progressista” in merito a comportamento sociale, cosmopolitismo da “Isola dei famosi”, solidarietà da Maria Antonietta (elementi che, peraltro, più che appartenere alla classica dicotomia “destra-sinistra”, sono ormai appannaggio d’una deriva volgarmente liberista, nel senso più deresponsabilizzante del termine, priva di valori davvero politici, filosofici, sociali, antropologici e anche religiosi); abbiamo scoperto che la loro visione della “democrazia” equivale a ciò che preconizzò tronfiamente Warhol (in sintesi reale: qualsiasi imbecille sarebbe potuto diventar famoso ed influente, comportandosi da guitto); sono convinti che l’euro sia un beneficio anche perché consente di viaggiare a Parigi senza cambiar valuta (mica pernottano nelle banlieues); si credono di sinistra, ma sempre col culo degli altri; che gliene può fregare di quel che succede veramente altrove? Anzi, temono ora che gli si rompa il giocattolino tra le mani.
      Sarebbe da ridere, se non fosse d’una tristezza tragica.

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    2. Giorgio 6 mesi fa

      Mi scusi, ma chi sarebbero “le destre” a cui lei si riferisce?

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  2. Eugenio Orso 6 mesi fa

    I due corni del nostro problema sono la Nato e la Ue.
    Parrebbe che Trump, per ora solo a parole attacchi entrambi, lasciando supporre di voler smantellare, o almeno ridimensionare. le due entità globaliste.
    La mia idea è che il sistema di sfruttamento dei popoli europei chiamato Ue-Uem non possa reggersi a lungo senza la Nato e … senza l’altra sponda dell’Atlantico a favore.
    Se Trump farà seguire rapidamente alle parole i fatti, ci sarà una speranza anche per noi.

    Cari saluti

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  3. emilio 6 mesi fa

    Se dio vuole, la fine dell’UE si avvicina sempre più.

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    1. alexis 6 mesi fa

      Con la fine dell’UE quale sarebbe il vantaggio per l’Italia?

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  4. Paolo 6 mesi fa

    Trump e’ un pistolero, vedremo se spara cose serie o cazzate,per come stanno le cose in america propenderei per la seconda ma mai mettere limiti alla provvidenza

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    1. Giorgio 6 mesi fa

      Non stenterei a credere alla seconda perché è uno yankee che è il sedimento dei wasp.

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    1. Giorgio 6 mesi fa

      Non sono per niente d’accordo con l’articolo di Blondet ed i commenti dei suoi lettori.
      E’ responsabilità della culona inchiavabile se l’Italia paga 80 mld. di € all’anno d’interessi sul debito pubblico?
      Se importa le nostre immondizie e ne ricava ricchezza?
      Se noi paghiamo profumatamente: l’autostrada ( a ggggrratis), la RCA, il bollo, i carburanti, l’IVA?
      Se l’IRPEF, l’IMU, le varie marche da bollo ed ogni altra imposizione molto più salate?
      Se noi ci finanziamo pagando tassi 100 (cento) volte superiori?
      Se esiste un’assistenza al reddito?
      Se ci fa finanziare e tappare i deficit di bilancio delle sue banche?
      Qui mi fermo perché mi sembra già più che sufficiente.

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