"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Merkel si reca a visitare i campi profughi in Turchia per agevolare i trasferimenti

Erdogan e la Merkel sponsor di una nuova campagna pubblicitaria a favore dell’accoglienza dei profughi in Europa. La Merkel si reca a visitare i campi profughi in Turchia per agevolare i trasferimenti.

La cancelliera federale Angela Merkel, assieme alti funzionari dell’Unione Europea, sono arrivati in Turchia dove hanno visitato alcuni campi di rifugiati nella provincia di Gaziantep, vicino alla frontiera con la Siria, come ha precisato un comunicato ufficiale.
Il capo del Governo tedesco, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ed il vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, sono stati accolti dal primo ministro turco Ahmet Davutoglu e si sono riuniti in colloquio con questi per verificare l’adempimento degli accordi migratori tra Ankara e la UE.

La Merkel viene considerata uno dei principali promotori del patto con la Turchia, approvato circa un mese fa, che stabilisce il conferimento di 6 miliardi di euro alla Turchia per la gestione dei campi profughi, la deportazione verso questo paese dei migranti irregolari arrivati in Grecia, oltre al trasferimento in Europa di altrettanti profughi siriani.
I tre personaggi sono subito ripartiti in pulman per Nizip, una cittadina 45 chilometri a est, nei pressi della frontiera siriana, per visitare un campo di rifugiati gestito dal governo di Ankara. Il campo di Nizip, istituito nel 2013, accoglie nei prefabbricati circa 5.000 profughi siriani di cui 1.900 bambini, secondo le cifre del governo turco.

All’ingresso del campo, ben visibile uno striscione con scritto “Benvenuti nel Paese che ospita il più grande numero di rifugiati nel mondo”, circa 2,7 milioni solo di siriani. Un promemoria messo in bella evidenza dal governo turco per far pesare con la Ue la pretesa insostituibilità del proprio ruolo nella gestione della crisi migratoria che ha investito il Vecchio Continente, e minaccia di travolgerlo.

Una volta nel campo, la cancelliera tedesca ed i suoi accompagnatori, ha ricevuto una calorosa accoglienza che era stata accuratamente predisposta nel campo, tirato a lucido per l’occasione. Quattro bambini con gli abiti tradizionali siriani hanno salutato Merkel, insieme con Tusk e Timmermans, offrendo fiori al loro ingresso nel campo, il tutto ad uso dei fotografi e corrispondenti delle varie TV occidentali. Una scena commovente da poter trasmettere a tutti i media collegati. I leader europei, in compagnia del premier turco Ahmet Davutoglu, si sono fatti le foto di gruppo e si sono prestati a carezzare i bambini ed a mostrarsi disponibili per risolvere i loro problemi.

Diversi osservatori ed anche responsabili delle Organizzazioni per i diritti umani hanno criticato questa visita della Merkel e dei funzionari UE considerandola una evidente manovra pubbliciataria, visto che la delegazione europea visiterà alberghi ed altre istallazioni che si trovano in migliori condizioni rispetto alla drammatica situazione generale dei profughi siriani. Alla Merkel ed ai funzionari europei non è stato riferito di quanti profughi sono stati uccisi e feriti dai colpi d’arma da fuoco aperti dalle guardie di frontiera turche, un problema volutamente ignorato dalla Commissione Europea e dalla Merkel.

La Merkel e gli altri funzionari non hanno potuto sentire, nella stessa giornata, il sordo rumore delle cannonate che l’artiglieria turca dirige abitualmente verso le posizioni in Siria dei gruppi curdi. Per l’occasione era stato sospeso il fuoco e le autorità turche hanno provveduto a far suonare un musica di sottofondo per coprire ogni possibile rumore molesto per le le orecchie degli illustri ospiti.

Carri armati turchi al confineIn programma anche una visita a Gaziantep, con l’inaugurazione di una struttura di protezione per l’infanzia finanziata con fondi europei. Successivamente si prevede una prosecuzione dei colloqui a porte chiuse con Davutoglu dove si parlerà di soldi (i miliardi promessi e stanziati a favore del Governo turco) e del problema dell’esenzione dei visti per i cittadini turchi, «La questione dell’esenzione dei visti è vitale per la Turchia», ha detto in una conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Non è mancato per la Merkel un “elogio” direttamente arrivato dal campione dei “diritti umani”, il presidente Barack Obama, “Nobel per la pace”, il quale ha voluto lodare la Merkel per il «coraggio» da lei dimostrato nell’affrontare l’emergenza.

Nota: Naturalmente Obama si guarda bene dal far ricordare che l’emergenza della crisi dei migranti è stata provocata esattamente dagli USA e dalla loro sciagurata politica di destabilizzazione della Siria, in complicità con i suoi alleati turchi e sauditi. Questo delle cause dell’emergenza viene considerato un argomento tabù dai governi della UE per non creare problemi anche con gli stessi paesi europei (Gran Bretagna e Francia) che continuano ad inviare tonnellate di armi ai gruppi terorristi in Siria e poi si meravigliano che milioni di siriani fuggono verso la Turchia, la Grecia e l’Europa.

Gli esponenti europei non hanno neppure affrontato il problema delle sanzioni contro la Siria che ha ulteriormante aumentato le difficoltà della popolazione siriana nel ricevere generi di prima necessità e medicinali. Generi questi che vengono traferiti in Siria esclusivamente dalla Russia, con un ponte aereo che sopperisce alle prime necessità della popolazione, sottoposta ad un embargo punitivo da parte della Commission Europea.

Nonostante questo giro di propaganda, forti critiche alla Merkel sono arrivate anche da alcuni esponenti di altri paesi europei, tra questi, il primo ministro ungherese Viktor Orban che l’ha accusata di essere stata la principale fautrice dell’intesa con Ankara, costringendo di fatto l’Unione a «consegnarsi ai ricatti della Turchia» con «conseguenze impossibili da prevedere».

Fonti: Al Mayedeen     RT Actualidad

Traduzione e nota: Luciano Lago

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