"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

LA LOBBY ISRAELIANA ELIMINA UN ALTRO CRITICO

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Di Paul Craig Roberts

Gli Stati Uniti, crogiolandosi nella loro arroganza e orgoglio, fanno finta di essere “l’unica superpotenza al mondo”, “la nazione eccezionale e indispensabile” scelta dalla storia per esercitare l’egemonia sul mondo. In verità, gli USA sono il misero fantoccio teppista della lobby israeliana. Se il governo sionista ordina a Washington di mangiare escrementi di cane, Washington li mangia.

Nemmeno il capo di stato maggiore dell’esercito statunitense riuscì a far riconoscere che l’attacco israeliano alla USS Liberty, nel 1967, che risultò nella morte di quasi tutto l’equipaggio, non fu un “errore”, ma un atto intenzionale di distruzione di una nave della Marina USA e del suo equipaggio.
Nemmeno le università statali nell’entroterra americano sono indipendenti dalla lobby israeliana, che può determinare incarichi e assunzioni indipendentemente dalle decisioni delle facoltà e dei loro presidi.
Grazie alla codarderia e alla mancanza di integrità di Phyllis Wise, cancelliera alla University of Illinois di Urbana-Champaign, il professor Steven Salaita è l’ultima vittima della lobby israeliana.

Salaita era un professore di ruolo alla Virginia Tech. Ebbene, ha lasciato questa posizione per accettare un lavoro offertogli dalla University of Illinois, solo per scoprire che la rettrice, senza la minima base legale, e facendo tutto da sola, ha “revocato” l’offerta di lavoro.

Perché Phyllis Wise ha permesso che la sua università offrisse un lavoro a Steven Salatia, facendogli così perdere la cattedra di ruolo presso un’illustre accademia dove una volta insegnavo anch’io, per poi sfilargli il tappeto da sotto piedi?
Una spiegazione possibile è che Phyllis Wise sia una persona completamente irresponsabile, priva di ogni integrità, troppo stupida per capire la costosa violazione contrattuale in cui ha portato la Illinois di Urbana-Champaign. Come fa una persona così priva di umanità, integrità e buon senso, venire nominata rettrice di un’istituzione accademica? Sì, lo so, ci potremmo fare la stessa domanda riguardo al presidente degli USA, ai presidenti delle banche “troppo grandi per fallire” e ai dirigenti delle compagnie americane che delocalizzano i lavori americani all’estero a detrimento dell’economia statunitense.

Un’altra spiegazione possibile è che la Wise sia stata pagata dalla lobby israeliana.
Un’altra spiegazione ancora è che la lobby israeliana abbia fatto in modo che i suoi laureati ebrei alla Illinois di Urbana-Champaign minacciassero la Wise di non fare più donazioni.
Solo le indagini possono accertare quale fra queste spiegazioni, o fra altre, sia vera. Per ora, tutto ciò che abbiamo è un gratuito attacco personale della Wise a Salatia.

Cosa ha fatto Salatia per spingere la lobby israeliana a costringere la Wise a distruggere la sua reputazione, insieme a quella della University of llinois di Urbana-Champaign? Salatia ha criticato, come ho fatto io e milioni di persone rispettabili dotate di coscienza morale in tutto il mondo, gli israeliani sionisti per i loro furti e i loro assassinii di palestinesi. Di fatto, nel suo criticismo del governo israeliano Salatia è più contenuto di molti stessi israeliani e dell’eccezionale giornale israeliano Haaratz, la voce della coscienza in una terra senza coscienza.

Stephen Lendman, egli stesso un ebreo e, secondo la mia ponderata opinione, una delle voci morali più importanti degli USA e dell’intero mondo Occidentale, vi spiega come l’onnipotente “superpotenza” americana viene costretta a violare contratti dalla lobby israeliana, che controlla non solo il governo americano ma anche gran parte delle istituzioni pubbliche e private. La voce del popolo americano viene messa da parte dal potere della lobby israeliana. L’America vive per Israele, non per gli americani, che vengono disonorati dal comportamento immorale del loro governo e delle istituzioni pubbliche, e dall’impotenza totale del oro governo di fronte alla lobby israeliana.
Ecco l’articolo di Stephen Lendman. Leggetelo e piangete per gli impotenti e vigliacchi USA, un paese privo di ogni integrità, un misero fantoccio teppista di Israele.

La violazione della libertà accademica negli USA – la University of Illinois licenzia un professore per aver criticato Israele

di Stephen Lendman

Violations of Academic Freedom in the U.S. – University of Illinois Fires Professor for Criticizing Israel

Criticare Israele è la strada per l’esclusione dalla politica, i maggiori media e le accademie americane. Cynthia McKinney per due volte perse il suo seggio al Congresso, nel 2002 e nel 2006. Difendere i diritti dei palestinesi le costò caro.
La DePaul University negò la cattedra a Norman Finkelstein per aver parlato apertamente in libri come “L’industria dell’olocausto”. Gliela negò nonostante lo definisse “uno studioso prolifico e un insegnante eccezionale.” E si spinse oltre. Cancellò le sue lezioni. Lo mise in aspettativa. Diventò “persona non grata”. In seguito al linciaggio accademico, egli rassegnò le dimissioni.
Il Bard College licenziò Joel Kovel per aver scritto “Superare il sionismo” e aver espresso commenti come “Israele è una macchina per la fabbricazione di abusi dei diritti umani.”

The GREAT lobby toon

La University of Ottawa licenziò Denis Rancourt, esperto di fisica e scienza ambientale internazionalmente riconosciuto. Era un professore di ruolo. I suoi studenti lo amavano. Non importava. Criticare Israele gli costò il lavoro.
L’ingiustizia prese di mira altri accademici statunitensi e canadesi per lo stesso motivo. Il Primo Emendamento americano e la Carta dei Diritti e delle Libertà canadese non hanno importanza. Né ne hanno altri principi di diritto. O di equità. O di giustizia. O altri valori democratici.

Il dissenso è una specie in pericolo di estinzione. Le libertà fondamentali stanno scomparendo rapidamente. Appoggiare i diritti palestinesi è verboten. Osare criticare Israele praticamente assicura il linciaggio accademico. Stronca le carriere di professori che si meritano molto di meglio.
La University of Illinois a Urbana-Champaign (UIUC) ha licenziato Steven Salaita. Era un professore arabo-americano di studi indiano-americani. Il 6 agosto, la rettrice disse che l’offerta di lavoro era “revocata”. Salaita venne informato da Phyllis Wise che la nomina non sarebbe arrivata al consiglio dell’università, e che non aveva alcun lavoro da cominciare in Illinois.
Il problema erano i suoi commenti su Twitter riguardo ad Israele, prima e durante l’operazione Margine Protettivo. […] Salaita aveva lasciato la cattedra alla Virginia Tech, per accettare l’offerta alla Illinois. Criticare Israele gli è costato il lavoro.

Dapprima la UIUC restò in silenzio. Il 22 agosto affermò senza vergogna che il licenziamento di Salaita era “non influenzato in alcun modo dalle sue posizioni sul conflitto in Medio Oriente, né dalla sua critica di Israele.” La rettrice dell’UIUC Phyllis Wise attaccò Salaita ingiustamente, dicendo: “Ciò che non possiamo tollerare e non tollereremo alla University of Illinois sono le parole o le azioni irrispettose che sviliscono e offendono sia gli stessi punti di vista che chi li esprime. Abbiamo un dovere preciso verso i nostri studenti, di assicurare che vivano in una comunità di studio che metta sì in discussione le loro idee sul mondo, ma anche rispetti i loro diritti di individui. Come rettrice, è mia responsabilità assicurare che tutte le prospettive siano benvenute e che i nostri dibattiti […] permettano che i nuovi concetti e punti di vista vengano discussi dentro e fuori le aule in modo istruito, civile e produttivo. Uno studente ebreo, palestinese, o di qualsiasi fede o provenienza deve sentirsi sicuro che le opinioni personali possano essere espresse, e che le divergenze filosofiche con un membro della facoltà possano essere dibattute in modo civile, ponderato e reciprocamente rispettoso. Soprattutto, ogni studente deve sapere che ogni istruttore riconosce e valorizza lo studente come essere umano.” (In altre parole, l’idiota Wise sta dicendo che Salaita, criticando Israele, stava negando valore agli israeliani.) “Se perdiamo questo, perdiamo molto di più della nostra reputazione di istituzione di istruzione superiore di classe mondiale.” (La stupida Wise non dice cosa fa il perdere la libertà di espressione ad una “istituzione di istruzione superiore di classe mondiale.”)
Il licenziamento di Salaita ha fatto boicottare l’UIUC a più di 3.000 studenti in numerose discipline. Hanno promesso di non visitare il campus dell’UIUC o assistere alle conferenze finché verrà riassunto. Una petizione generale che pretende la sua riassunzione, il 24 agosto aveva più di 16.000 firme. […]

Il collettivo della Campagna USA per il Boicottaggio Culturale e Accademico di Israele (USACBI) ha espresso la sua indignazione per il licenziamento, definendolo “una lampante violazione della libertà accademica e un assalto insidioso contro di lui e quanti sostengono il diritto ad una critica onesta ed etica in ambiente accademico. […]”
Alla stessa UIUC, la facoltà di studi americani ha espresso un voto di sfiducia per la rettrice Wise. […]
L’offerta di lavoro a Salaita era stata scritta dal preside di facoltà Brian Ross:
“La University of Illinois di Urbana-Champaign offre un magnifico supporto comunitario, ed è sempre stata altamente interessata ai suoi nuovi membri. Sono sicuro che la Sua carriera potrà qui fiorire, e spero sinceramente che accetterà il nostro invito.”
Il 25 agosto, Mondoweiss ha titolato: “L’assunzione di Salaita aveva messo in allarme la raccolta fondi alla UIUC”, in cui si legge: “La Wise aveva ricevuto pressioni da 70 persone pro-Israele, tra cui donatori, turbate dai commenti su Gaza che Salaita aveva scritto su Twitter. Gli organizzatori della raccolta fondi si erano allarmati e avevano richiesto un incontro con la Wise.”
Salaita era stato assunto per insegnare studi indiano-americani. Critica Israele legittimamente, ma i suoi commenti su Twitter non dicono nulla sugli ebrei. Sono commenti intelligenti, diretti e importanti. Ad esempio:
“Israele è un grande esempio di come la colonizzazione danneggi l’etica e costringa il popolo a supportare atti vergognosi nel nome di ideali atavici.”
“Quando finiranno gli attacchi su Gaza? Cosa resta da dimostrare, ad Israele? Chi resta da uccidere? Questa è la logica del genocidio.”
“Quando la maggioranza dei primi ministri di uno stato è nata in un altro paese, quello stato è una colonia.”
“Solo Israele può assassinare circa 300 bambini nell’arco di poche settimane e insistere che è la vittima.”

Salaita è l’ultima vittima del linciaggio accademico per aver legittimamente criticato Israele. Non sarà l’ultima. Si merita la riassunzione immediata e le scuse inequivocabili della rettrice Wise e del consiglio di amministrazione. Ha diritto al pieno risarcimento per lo stipendio e i benefici persi, nonché per i danni morali. Salaita ha il coraggio delle sue convinzioni. Merita l’aiuto di tutti

Fonte: Globalresearch

Traduzione: Anacronista

 

 

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