"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La “guerra sporca” della CIA in Colombia

FARC Guerrileros

Secondo le recentissime rivelazioni del Washington Post, risulta che la Cia ha aiutato il governo di Bogotà nella guerra contro le Farc (Forze armate rivoluzionare di Colombia) , una formazione militare che conduce da più di 35 anni una guerra clandestina in Colombia contro le autorità governative,: il prestigioso giornale statunitense ha rivelato l’attuazione di un piano segreto degli agenti federali USA, negli scorsi anni, mediante il quale è stato possibile uccidere circa 20 dei leaders ribelli delle Farc grazie all’utilizzo di sofisticati congegni di intercettazione delle comunicazioni fra i vari gruppi che combattono con azioni di guerriglia all’interno del paese. Il programma era stato autorizzato dal presidente  George W.Bush  agli inizi del 2000 e confermato poi dal presidente Obama, finanziato con ingenti fondi segreti ,al di fuori del pacchetto di 9 miliardi di dollari di aiuti militari forniti con il “Plan Colombia dal governo USA.

Questo programma si inserisce tra una serie di altre iniziative segrete prese dagli USA dopo l’11 settembre 2001 ed in particolare in America Latina oltre a paesi dell’Asia e del Medio Oriente.

La Colombia costituisce da sempre una regione chiave per gli interessi americani in Latino America ed in questo paese esiste un trattato di stretta alleanza e cooperazione con gli Stati Uniti che consente a questi di mantenere importanti basi  militari operative sul territorio colombiano in cambio di una stretta assistenza militare, fornitura di armamenti, elicotteri, sistemi di missili, formazione ed addestramento in loco dei quadri delle forze antiguerriglia della Colombia e sembra anche affiancamento di consiglieri militari USA nelle azioni di controguerriglia contro le FARC.

Il sistema utilizzato dalla CIA a supporto delle Forze armate colombiane era stato quello di utilizzare anche elementi disertori ed elementi infiltrati che provvedevano a collocare sensori con emissione di segnali GPS negli accampamenti dei guerriglieri  attraverso i quali veniva segnalata la presenza degli obiettivi da colpire ai caccia ed elicotteri dell’armata colombiana.

Con questo sistema furono eliminato tra gli altri Raul Reyes , nel marzo del 2008(in territorio ecuadoriano) e successivamente Alfonso Cano,  ucciso durante un bombardamento nel Novembre 2011(due dei capi più importanti dell’organizzazione) mediante “bombe intelligenti” teleguidate a distanza.

L’attuazione del programma ha avuto una grande importanza per i servizi di intelligence americani poiché ha permesso agli  USA di fare sperimentazione sul campo di questi sistemi in Colombia e successivamente allargare l’utilizzo di questi anche ad altri paesi (Somalia, Yemen, Sudan, Pakistan) utilizzando anche i droni (apparecchi  senza pilota) in un programma di omicidi mirati di persone considerate “ostili” alla politica del governo USA ed in qualche caso anche alcuni cittadini nordamericani residenti in quei paesi.

Il governo colombiano risulta totalmente “allineato” agli interessi degli USA nell’area e la storia delle intromissioni delle amministrazioni nordamericane nella politica di questo paese è lunga e costellata di episodi di annientamento di oppositori politici, di operazioni “coperte” svolte dalla CIA ed ultimamente si sa che i servizi USA hanno utilizzato paramilitari colombiani da infiltrare nel Venezuela, paese divenuto sotto la presidenza di Chavez antagonista della politica e degli interessi nordamericani.

La questione sollevata dal Washington Post,  benché fosse in realtà un “segreto di Pulcinella”, ha consentito all’opposizione colombiana di lanciare un pesante attacco contro la politica di subordinazione e di cessione di sovranità al possente alleato fatta dai governi di Uribe e di Santos (attuale) che si trovano fra l’altro in una fase di negoziati con la guerriglia delle FARC con l’intermediazione di Cuba (i colloqui di pace si svolgono a La Habana).

L’opposizione interna colombiana, unita nel movimento per la “soberania” (sovranità nazionale) critica il governo di Santos per la sua linea dura ed anche per essersi questo rifiutato di proclamare una tregua in occasione delle feste di Natale in parallelo con il negoziato di pace.

La pubblicazione di questa informativa, proprio mentre sono in corso i negoziati con le Farc, permette tuttavia di avanzare il sospetto, presso alcuni analisti, che l’amministrazione di Obama abbia interesse a far fallire i negoziati, ad escludere una possibile soluzione politica del conflitto ed a mantenere uno stato di tensione  che permette agli USA il pretesto di mantenere una forte presenza militare e spionistica nel paese, nonché di controllare indirettamente il traffico della droga del cartello colombiano nel quale da tempo si accusano le Farc di esserne coinvolte mentre  sono emersi per la verità diversi episodi per i quali esistono prove ed indizi che sia la stessa CIA coinvolta in questo traffico per i propri fini strategici ed occulti.

farc. en batalla

Non è semplice la partita che si gioca in Colombia poiché al di là del conflitto in corso, che è il più duraturo dell’America Latina ed anche sanguinoso con migliaia di vittime sia tra i combattenti che tra la popolazione civile, sembra che si stiano sovrapponendo gli interessi degli USA a riaffermare il proprio ruolo dominante nella regione, proprio quella regione  che ha sempre considerato il proprio “cortile di casa”, evitando che altri paesi seguano l’esempio della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dell’Ecuador e della Bolivia che si sono affrancati dalla dipendenza dagli USA ed hanno creato un asse di alleanza fra di loro (l’Alba) rivendicando sovranità economica, nazionalizzazione delle proprie risorse minerarie, emancipazione delle masse popolari emarginate e sfruttate dalle politiche liberiste  attuate nel continente. Un affrancamento reso possibile dal petrolio del Venezuela che ha generosamente sostenuto anche “los paises hermanos” (i paesi fratelli) e la stretta cooperazione stabilita con Russia, Cina e Brasile, potenze interessate a sostituirsi agli USA nel ruolo di affari ed influenza nel continente. Grazie a questo sostegno, queste nazioni latinoamericane hanno potuto cacciare le entità finanziarie come FMI e Banca Mondiale che stavano strozzando questi paesi con il cappio del debito e degli interessi usurai.

Gli USA nel frattempo contano di rientrare in gioco in Venezuela ed hanno sponsorizzato l’opposizione al governo socialista di Maduro (il successore di Chavez),  finanziando ed appoggiando il principale leader dell’opposizione,  Henrique Capriles, il quale  sfrutta le contraddizioni ed i punti deboli della politica socialista del governo (alta inflazione,  espropri delle aziende, corruzione della classe politica al potere, carenza di prodotti, mercato nero del dollaro, ecc.) per porsi come alternativa alla gestione socialista e bolivariana del governo.

Il ruolo della Colombia , come territorio da utilizzare quale base per le infiltrazioni e per eventuali azioni di “provocazione” in territorio Venezuelano, è divenuto strategico per il governo di Washington e questo fattore renderà, secondo le previsioni, ancora più difficile la risoluzione del conflitto in Colombia.

http://www.contrainjerencia.com/?p=80168

http://www.youtube.com/watch?v=16jxDhZrG6I

 

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