"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Grecia spezza il cuore all’America: firmerà accordo per gasdotto russo

di Tyler Durden

La Grecia ha ricevuto ciò che il New York Times ha recentemente definito “due offerte in duello” riguardo due gasdotti. Una proposta arriva dalla Russia, dove il Cremlino intende approfittare dei tumultuosi negoziati tra Atene e i suoi creditori per portare avanti gli interessi energetici e geopolitici di Mosca. In pratica Mosca spera di comprare la partecipazione di Atene al Turkish Stream: gasdotto che, ricordiamo, permetterà alla Russia di aggirare la Bulgaria incanalando il gas attraverso la Turchia, la Grecia, la Serbia e l’Ungheria dritto fino allo snodo austriaco.
Nei mesi scorsi alcuni hanno suggerito che Atene potrebbe riuscire ad assicurarsi un anticipo dei potenziali profitti derivanti dal gasdotto, fornendo così alla Grecia un po’ di respiro nel mezzo dei soffocanti negoziati con la troika. Questo a Putin andrebbe più che bene, visto che gli permetterebbe di risolvere il “problema” del South Stream al contempo assicurando l’alleanza economica tra Grecia e Russia, proprio mentre l’Europa sta dibattendo come procedere riguardo al conflitto in Ucraina. Da parte sua, l’Europa ha risposto denunciando Gazprom all’antitrust.

La proposta statunitense invece prevede il Southern Gas Corridor, progetto mirato ad “aumentare la diversificazione delle forniture energetiche europee”, in altre parole a spezzare la morsa di Gazprom. In pratica il corridoio meridionale permetterebbe all’UE di rifornirsi di gas dal Caspio tramite una serie di gasdotti connessi dall’Azerbaijan all’Italia.
All’inizio di maggio, l’inviato del Dipartimento di Stato USA, Amos Hochstein, ha incontrato il ministro degli esteri greco Nikos Kotzia per fare l’offerta, e ha detto alla Grecia che partecipare al Southern Corridor aiuterebbe a rendere il paese di nuovo attraente per gli investitori. Pare però che Mosca abbia fatto l’offerta migliore (o più aggressiva), perché la Grecia è pronta a firmare a giugno l’accordo per il tratto greco del Turkish Stream.

RT aggiunge:
“Il ministro per l’energia greco Panagiotis Lafazanis ha annunciato lunedì che la Grecia prevede di firmare, al Forum Economico Internazionale che si terrà a San Pietroburgo a giugno, un documento di supporto politico al progetto Turkish Stream di Gazprom. Entro il 18-20 giugno verrà preparato un memorandum sul supporto politico al progetto del gasdotto, prima cioè del Forum Economico Internazionale (SPIEF-2015). In un’intervista al canale Rossiya24, Lafazanis ha detto che il tratto greco del gasdotto, che porterà il gas russo dal confine turco, costerà circa 2 miliardi di dollari. Il ministro ha affermato che sarà coinvolta nel progetto un’azienda statale greca, e ha aggiunto che c’è stato un ‘grande interesse’ da parte di molte ditte desiderose di partecipare alla costruzione e alla futura gestione del gasdotto…

Il nuovo gasdotto che Gazprom intende costruire dalla Turchia al confine greco sarà parte del progetto Turkish Stream, mirato a rifornire l’Europa di gas escludendo l’Ucraina. La Russia intende fermare completamente le forniture attraverso l’Ucraina entro il 2019. L’UE proseguirebbe la costruzione dei gasdotti oltre il territorio greco.”
Secondo Lafazenis, la proposta dell’Occidente e il Turkish Stream non sono in competizione e la Grecia parteciperà, se possibile, ad entrambe le iniziative. Scrive il Greek Reporter:
“Non li consideriamo progetti rivali. Al contrario, crediamo che entrambi contribuiscano alle forniture energetiche dei paesi europei. Questo è il motivo per cui è strano che il progetto russo stia creando preoccupazioni e dubbi negli USA e nell’Unione Europea. Noi non ci sottometteremo agli interessi o desideri di alcun paese terzo. La Grecia non è proprietà di nessuno. Ci muoviamo in base agli interessi del nostro popolo e della nostra nazione. Il paese deve diventare un nodo di sviluppo per le forniture energetiche dell’Europa.”

Ovviamente gli USA e l’UE vedono le cose in modo diverso, come indicato dalla seguente citazione dell’ambasciata USA ad Atene:
“Gli Stati Uniti sono preoccupati dal fatto che la presa in considerazione da parte greca di un’estensione del gasdotto Turkish Stream non aumenterà la diversificazione dell’energia, potrebbe preoccupare le autorità dell’UE per la competizione, e non è una soluzione di lungo termine ai bisogni energetici greci.”

In pratica, Grecia e Occidente si sono malamente lasciati; l’Occidente non vuole che la Grecia frequenti nessun altro e presume quindi di esercitare una specie di paternalismo post-rottura per assicurarsi che Atene se la cavi da sola in un mondo occupato da avvoltoi anti-NATO, in circolazione da 6 mesi a questa parte. La Grecia però è pronta ad andare per la sua strada. O, come la mette Vladimir Putin:

“Solo perché la Grecia è schiacciata dai debiti, non significa che sia legata mani e piedi e non abbia una politica estera indipendente.”

Fonte:  Zero Hedge.com

Traduzione: Anacronista

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