"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Grecia mette Angela Merkel all’angolo dopo l’avallo USA anti-austerity: le possibili dimissioni della Cancelliera assieme a Schauble e Weidmann

Angela Merkel

di Mitt Dolcino

La Cancelliera tedesca, la custode del rigore euroimposto, si scopre nuda di fronte alla piccola Grecia: oggi anche gli USA sostengono – come atteso da chi scrive – gli sforzi del Paese ellenico incentrati su maggiore flessibilità e meno rigore.

Non si può non vedere dietro il macigno lanciato dal Presidente USA un forte richiamo alla Germania ad allinearsi agli interessi del villaggio globale occidentale, non tanto in politica economica dell’EU – si, anche in quello… – ma soprattutto in politica estera. Non è un mistero che di far suo negli ultimi due anni la Germania ha sapientemente boicottato i tentativi USA di far male alla Russia di Putin. Il sasso di Tsipras lanciato nello stagno europeo la scorsa settimana quando ha minacciato il veto ellenico nelle sanzioni europee contro Mosca costringerà l’Europa tedesca ad imboccare forzatamente la strada della flessibilità?*

Or dunque, oggi Angela Merkel è ad un bivio: se continuerà con l’austerity la Grecia potrà dare seguito ai suoi desiderata di evitare sanzioni a Mosca (gli USA han fatto l’occhiolino a Tsipras) facendo in modo di rendere la Germania responsabile finale della sconfitta diplomatica verso Mosca, con relative ire funeste a stelle e strisce (…). Non penso di poter essere smentito affermando che gli USA oggi sembrano solo aspettare la scusa buona per incolpare la Germania del di fatto tradimento nella sfida globale americana, troppa vicinanza tedesca con l’orso russo. E questo a maggior ragione dopo l’imprimatur americano a favore delle politiche greche di ribellione all’austerity.

Da ciò si deriva che Berlino dovrà piegarsi a Tsipras se non vuole incorrere in qualcosa di molto peggiore di quanto essa stessa può solo aver pensato fino ad oggi**… Ovvero La Germania dovrà permettere la flessibilità ad Atene. Da lì si apre il vaso di pandora, tutti vorranno fare lo stesso, l’Italia e soprattutto… la Francia!

Bingo! Se così sarà, tutto quello che è stato sostenuto fino ad oggi dall’establishment tedesco – leggasi le doti taumaturgiche e quasi piramidali dell’austerità per uscire dalla crisi – diventeranno finalmente un cumulo di stupidaggini se non di menzogne (in effetti sono menzogne, al Germania ha mentito sapendo cosa stava facendo, per propri interessi prettamente economici…), con effetti a cascata anche e soprattutto reputazionali.

Grafico  variazione media PIL

Consolidamento dei bilanci pubblici (grafico)

Conoscendo bene i tedeschi questo è (quasi) inammissibile, da qui la logica congettura che Frau Merkel si dimetterà a breve (in ogni caso mi piacerebbe vedere come giustificherà/giustificherebbe tale ad oggi solo ipotetico U-turn, arte in cui la Cancelliera è per altro maestra). Per altro le sue dimissioni ritarderebbero il fatale evento delle inevitabili concessioni greche – la Grecia ha poco da perdere anche in un eventuale default, in particolare l’elettorato di Tsipras -, concessioni contrarie alle politiche euro-austere attuate fino ad oggi dalla troppo idolatrata banda teutonica, in realtà solo approfittatrice dei propri partners europei. Infatti ritardare di 6 mesi le concessioni a Tsipras oggi può fare un mare di differenza per i paesi che attendono al varco come l’Italia, il Belpaese sta facendo crack e se La Germania tiene la linea per un annetto scarso rischia di pescare nel grande patrimonio italico di aziende a saldo, a costo bassissimo… Deve essere chiaro, se l’Italia cede e svende il suo ancora importante apparato produttivo pubblico e privato la Germania avrà vinto la battaglia continentale, avrà annientato il suo maggior competitor manifatturiero continentale; da tale punto un’uscita dell’Italia dall’Euro non sarebbe più un problema. Da qui le possibili ed anzi attese dimissioni di Angela Merkel*** in totale disaccordo con la negazione del rigore per i periferici, dimissioni che inevitabilmente affonderebbero anche il falco Schauble, scomodo ormai per chi vuole un rapporto pacifico con l’Europa e soprattutto con gli USA. A carro cadrebbe anche Weidmann, tutore del rigore monetario, ma solo in un secondo tempo, con il nuovo Governo.

L’alternativa a tutto questo – una vera figuraccia per i tedeschi – è comunque possibile con due possibili sfaccettature non necessariamente alternative. Da una parte sarebbe possibile un’uscita unilaterale della Germania dalla moneta unica, un vero e proprio suicidio per la manifattura tedesca da attuare solo con lo scopo di preservare l’altra metà del potere tedesco, quello dei capitali (gli industriali ne soffrirebbe enormemente). Dall’altra, soddisfando contemporaneamente anche gli interessi dell’industria germanica , si potrebbe spingere fino in fondo l’acceleratore con un’alleanza aperta con la Russia, ricordando che le due ipotesi qui citate potrebbero anche andare a braccetto. Da questa seconda ipotesi scaturirebbero le conseguenze più dense di contraccolpi per l’intero continente e per la Germania in particolare.

In ogni caso possiamo senza dubbio affermare che la Germania, oggi, è in un cul de sac da cui ne uscirà solo con gravi danni, vedremo se saranno ammaccature o ossa rotte.

In conclusione un commento personale: complimenti cari tedeschi, non vi smentite mai, potevate vincere facile ed invece volete fare l’all in, come per il patto Ribbentrop-Molotov. Peccato che la storia insegni che in queste occasioni il vento vi soffia contro….

Mitt Dolcino

Fonte: Scenari Economici

* Ieri Cameron si è espresso indicando nell’euro addirittura il maggior rischio per la crescita globale, di fatto costringendo le Parti ad una soluzione; se prima dell’imprimatur Obamiano a favore della Grecia si poteva pensare ad una soluzione di forza ad Atene, oggi sembra che ci sia invece una coercizione verso la Germania alla flessibilità, con tutto ciò che tale approccio può comportare.

**Intanto, abbiamo osservato ieri un allarme bomba a Bruxelles al Parlamento europeo: io non sono sicuro che la sicurezza anche nei palazzi del potere EU sia garantita senza supporto USA (…)

*** Già in passato lo Spiegel aveva parlato di dimissioni di Angela Merkel dopo essere stata ripetutamente spiata dagli americani; anche in questo senso, non conoscendo la dimensione del dossier USA contro la Cancelleria tedesca, si può attendere una elevata possibilità di successo in una eventuale azione di coercizione verso la Germania,

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  1. Carlo 2 anni fa

    E se ci fosse lo zampino di George Soros????

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  2. Ares 2 anni fa

    Se ci fosse Soros significherebbe che nulla è cambiato, solo un cambio di comando…per i poveracci la solita solfa :faremo, diremo intanto crepate.

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  3. Liberopensante 2 anni fa

    Gli eroi sono tutti giovane e belli…………..

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  4. Barbara 2 anni fa

    parlate come se l’austerity fosse decisa in base a come si alza la Merkel la mattina FINGENDO a questo punto di vedere cosa prevedono i trattati sottoscritti, e la Grecia ci è entrata in quel circolo con l’aiutino “disinteressato” di Goldman Sachs.

    Come oltretutto non considerare che la Ue sia una creatura Usa
    Lo capisco è più comodo pensare dipenda tutto da un singolo personaggio e non dalla triade FMI BCE BM come fossero agli ordini della Merkel.

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Personalmente sono ben cosciente del fatto che la Merkel è soltanto una pedina manovrata dagli USA (ed anche ricattata) che applica le direttive ricevute da Washington e dagli organismi finanziari sovranazionali a cui fa capo la stessa Commissione Europea. Comunque a molti fa comodo pensare che la Merkel sia lei quella che dirige le politiche di austerità dettate in Europa mentre in realtà non è così. Le cose non sono mai come sembrano in apparenza.

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  5. Barbara 2 anni fa

    che dici mai Carlos, è la Merkel e la Germania che dominano anche le banche ed i fondi come quelli di Soros…..:)

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