"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Grecia costretta a vendersi le isole per ripagare il debito

La pressione della UE spinge il governo greco a vendersi le isole per pagare i debiti

Il primo ministro Alexi Tsipras si è’ visto obbligato a mettere in vendita più’ di 1.000 isole del Mar Ionio per fare fronte alle pressioni dell’Eurogruppo.
La costrizione finanziaria in cui si trova l’economia Greca non soltanto ha una ricaduta nei tagli alle spese sociali che ha imposto l’euro gruppo, ma, con il recente credito ponte concesso, avrà’ l’effetto di ipotecare ancora di più’ la nazione ellenica.

Il governo del primo ministro Tsipras si è’ visto obbligato a mettere in vendita oltre 1.000 isole per realizzare 54.139 milioni di dollari e poter pagare i debiti contratti negli anni tra il 2009 ed il 2012. Lo ha riferito il Telediario digital.net.

Le terribili misure neoliberiste del governo greco hanno spinto a ribassare i prezzi delle isole del 30%. Attraverso il sito Private on line si può’ accedere al catalogo delle isole messe in vendita.
L’isola di Omfori costa 61,9 milioni di dollari, quella di Dulichium  49,5 milioni, mentre Aegean la vendono per “solo” 43,3 milioni di dollari. Tutte queste isole si trovano nel mar Ionio. Un vero affare per i ricchi finanzieri arabi, tedeschi o britannici che hanno subito manifestato il loro interesse.

La Grecia ha poi disposto nel catalogo anche una serie di piccole isole a buon  prezzo che si possono acquistare a partire da 3 milioni , 348 Mila di dollari.
Secondo l’economista Francisco Gonzales Tejera, quello delle isole sarà’ un fattore che alleggerirà’ il paese per un breve periodo ma che il generale defalco che porta la UE avrà’ un effetto terribile sul riscatto della Grecia.
Gonzales ha aggiunto che l’unica alternativa per i greci è’ quella di uscire dalla UE e dalla NATO.

Il governo greco e l’Eurogruppo hanno raggiunto un accordo sul terzo programma di “riscatto” che include la creazione di un fondo di privatizzazioni per 50.000 milioni di euro (55 Mila milioni di dollari) oltre alla implementazione di numerose riforme che assoggettano la nazione ellenica a tagli della spesa sociale, del mercato del lavoro, misure che condannano la popolazione greca ad una dura austerita’.

La Grecia aveva ricevuto, lo scorso Lunedi’ , un credito ponte dalla UE con l’unico fine che questo blocco faccia recuperare la scadenza del capitale prestato nei “riscatti”precedenti nel corso degli anni 2010/2012 , generando cosi’ un nuovo debito mentre seguono a maturare gli interessi.

Questo credito è’ stato salutato da tutti i media del sistema come un “aiuto alla Grecia” mentre in realtà’ rappresenta un abisso finanziario per la nazione ellenica in vista del fatto che dovrà’ saldare oltre il 90 % dell’importo ricevuto per poi dover pagare una parte del debito dei riscatti finanziari precedenti e gli interessi che questi hanno generato.

La Grecia, dei 7.160 milioni di euro dovrà pagare 4.200 alla BCE ed altri 2017 milioni al FMI il che porta ad un totale di 6.217 milioni di euro.
Il sistema dell’usura non concede sconti ed ipoteca il territorio delle nazioni indebitate, come avevano anticipato già’ da tempo alcuni analisti fra i quali l’argentino Adrian Salbuchi. Vedi: “Lo scambio del debito con il territorio: la nuova strategia dell’elite globalista”.

Il sistema di una innovativa  forma di ristrutturazione del debito, per i paesi indebitati  con il circuito finanziario anglosassone  era stato teorizzato da una esponente della Banca Mondiale :

La dr.a Annie Krueger (Banca Mondiale) nel 2002 lavorando come vice presidente del FMI, sviluppò l’idea che si potesse studiare una nuova forma di ristrutturare i debiti delle Nazioni che presentavano un livello molto elevato di debito pubblico, spingendo i paesi indebitati verso una forma di “concordato preventivo” verso i debitori (le mega banche e finanziarie) che presuppneva poi un default ed una suddivisione dei beni come se le nazioni fossero delle corporazioni private come la Enron o la World Com. (…….)  Vedi: Kruger: Deberian poder declararse en quiebra…..

La Kruger siluppò queste idee in maggiori dettagli in una monografia per l’FMI intitolata; “Una nuova forma per affrontare la ristrutturazione dei debiti” ,nel periodo successivo fu pubblicato un articolo per la rivista “Foreign Affairs” (voce del potente organismo finanziario Council of Foreign Relations, al servizio della elite globale), nel Luglio/Agosto del 2003, scritto dal prof. Di Harvard Richard N. Cooper, il cui titolo rifletteva questa proposta: “Capitolo 11 (Legge USA di fallimento) per le Nazioni.

La Grecia oggi sperimenta per prima in Europa la nuova forma di ristrutturazione del debito e, con questa, la cessione delle sue isole ai creditori, il suo territorio nazionale,  che si può considerare un eclatante esempio di colonizzazione finanziaria a carico dei paesi debitori. Gli altri paesi debitori ( Spagna, Portogallo, Italia ) sono avvisati, e in Italia in particolare, con il peso dell’enorme debito, non si può escludere che gli occhi dei creditori e delle grandi  banche usuraie si puntino un domani su alcune delle belle isole che circondano le coste italiane: dalla Maddalena, a Tavolara, dall’Isola D’Elba, alle Tremiti, a Ponza, ecc..

Nessuna meraviglia: tutto potebbe accadere ed il sistema sovranazionale dell’usura, quando focalizza le sue prede, non si ferma davanti a nulla. La Grecia ne è un esempio.

Tratto da: El Espia Digital

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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