"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La grande menzogna del nostro tempo

al servicio del imperio

di Harry J. Bentham *

Tenendo  conto dell’appoggio che offrono gli Stati Uniti ai signori della guerra in Ucraina, le loro assurde teorie della “democratizzazione” sembrano completamente condannate al fallimento.

In tutte le aule delle relazioni Internazionali del mondo anglofono, si insegna la famosa teoria detta della “pace democratica“. La teoria sostiene che ci sono meno probabilità che i paesi democratici siano coinvolti nelle guerre  e considera la instaurazione dei governi democratici come una via verso la pace e la sicurezza nel mondo.  Paradossalmente avviene che la teoria si utilizza con maggiore frequenza per giustificare le guerre piuttosto che  che per mettere fine alle stesse.

La teoria della pace democratica, è uno dei pilastri della retorica sottostante dietro l’impegno degli USA per la “democratizzazione” delle zone del mondo che si trovano afflitte da conflitti, specialmente in Medio Oriente e nella ex Unione Sovietica. In queste regioni, gli USA forniscono  armi a dittature o gruppi  che falsamente qualificano  come “alfieri della democrazia” , cercando in questo modo di rovesciare i governi che sono stati eletti in forma democratica dalle nazioni di questi paesi.

Lanciando da parte le  accuse infondate sul fatto che i governanti veramente eletti di questi paesi stiano incamminandosi  verso l’autocrazia, gli Stati Uniti continuano il loro percorso su una china scivolosa del proprio raccolto, sostenendo alcune delle dittature militari ,fra le più sordide del mondo. Risulta sorprendente che qualcuno, prestando fede a questo atteggiamento, possa essere realmente convinto dal loro ragionamento.

In Ucraina, gli USA hanno dimostrato la loro ipocrisia più chiaramente che in qualsiasi altra situazione in cui sono  intervenuti. La ragione iniziale per la partecipazione nel conflitto dell’Ucraina era ancora una volta la “democratizzazione”. Accusando il presidente democraticamente eletto del paese, Victor Yanukovich di cadere nell’autocrazia, gli USA sono intervenuti a favore delle violente proteste per rovesciare quel  governo in nome della democrazia guidata dal paese nord americano.

Tuttavia mantenendo per buone  tutte queste teorie circa la democratizzazione, dobbiamo vedere in pratica quello che gli USA hanno fatto in Ucraina. Attualmente abbiamo una buona parte del paese in uno stato di insurrezione contro il governo centrale ed una dittatura militare a Kiev che utilizza i carri armati, il fosforo bianco e bombe a grappolo contro il proprio popolo.

La “democratizzazione” dell’Ucraina, programmata dagli Stati Uniti, ha fallito. Di fatto i loro successi sono risultati  essere tutto il contrario dei valori che il paese nordamericano adduceva nella sua propaganda. In luogo di elezioni valide, abbiamo una assurda dittatura stabilita a Kiev con l’aiuto militare straniero, che cerca disperatamente di mettere sotto silenzio le critiche, reprimere qualsiasi opposizione politica e proibire tutti i partiti dell’opposizione. Tali azioni costruiscono una vera corsa sulla china verso l’autocrazia, peggio di qualsiasi altra cosa di cui gli USA avevano accusato il precedente regime.

In Ucraina, gli USA hanno dato un giro di vite di 180 gradi nella loro impostazione; dall’appoggio alla democrazia sono arrivati a giustificare la dittatura militare. Questo cambiamento di impostazione, è il migliore esempio che quello che preoccupa gli USA non è nè la democrazia nè la libertà ma piuttosto l’installazione dei forti sistemi dittatoriali che garantiscano il loro dominio militare ed i loro interessi in ogni regione.

Se il meglio che i milioni di dollari stanziati per il processo di “democratizzazione” dell’Ucraina possono produrre è una dittatura, risulta difficile vedere come qualcuno potrebbe accettare le teorie liberali della politica estera USA che giustificano questa dittatura.

Nonostante tutte le loro chiacchiere sulla “democrazia e sulla stabilità”, l’alleanza della NATO, comandata dagli USA, optando per la protezione dei governi dispotici e la presenza del suo Esercito, non è disposta a rispettare nessun principio neppure in Europa.

Guardiamo soltanto con quale rapidità gli USA cambiano di opinione sui governi democratici e sui dittatori. Se è il paese nordamericano quello che ha installato la dittatura al potere, allora si  qualifica tale sistema come “una democrazia”. Tuttavia se il popolo di un paese elegge i leaders che loro disapprovano, in quel caso la chiamano “una dittatura”.

Se utilizzano sempre ragionamenti arbitrari per suggerire che la dittatura appoggiata dagli USA si trova incamminata verso la democrazia, o al contrario il governo eletto dal popolo si troverebbe su una china discendente verso l’autocrazia. In certi casi, gli USA insistono nel fatto che i governi democraticamente eletti (ostili agli interessi USA) si dimettano o siano eliminati a causa di una loro presunta autocrazia. Nel frattempo gli stessi statunitensi difendono le dittature molto più esplicite in tutto il mondo ed insistono che quelle si sono necessarie.

Un regime che si aggrappa al suo potere militare ed alla sua capacità di sanzionare, di minacciare e di ricattare gli altri Stati, non ha dei veri principi. Il sistematico diniego del governo USA davanti alla necessità di rispettare i principi, la sua inclinazione a rompere le proprie promesse ed eludere i valori e le garanzie della pace che dicono di difendere, mostrano la vera faccia di un regime che solo può sopravvivere mantenendo tutti sotto il loro gioco.

Incluso il popolo statunitense ultimamente, come hanno dimostrato le proteste ed i disordini di piazza (avvenuti negli USA) degli ultimi giorni, sta accusando il governo di andare verso l’autocrazia e la istituzione di uno stato di polizia. Quindi adesso il mondo dovrebbe sorbirsi il sermoni sulle leggi, sui principi e sui diritti umani da parte di un regime che è carente anche degli aspetti più basilari della legittimità democratica del suo stesso territorio? Forse questa banda di bulli, di assassini e dittatori che si fanno chiamare “l’unica superpotenza del mondo” sarebbe quella che vuole dare lezioni sulla nostra “sicurezza”?

La teoria della pace democratica è collassata perchè non ha alcun merito accademico. La teoria non è nè democratica nè pacifica, possiamo persino dire che non è neppure una “teoria” valida nel campo delle Relazioni Internazionali. Si tratta di una pacchetto di propaganda, disegnato per giustificare, nelle chiamate fonti delle notizie, le guerre e i colpi di Stato capeggiati dagli USA in tutto il mondo nel sistema con cui il paese nordamericano ha messo al potere una nuova ondata di dittatori appoggiati dai militari da El Cairo fino a Kiev. In ognuno di questi casi, gli USA hanno cantato una canzone senza senso sulla “democrazia” prima di cambiare di tono per parlare di sovranità, del riconoscimento internazionale e dell’appoggio militare della dittatura.

Ci sono innumerevoli critiche sulla denominata teoria della pace democratica, benche’ nessuno di quelli possa competere con l’evidente fallimento patito dai seguaci di questa negli ultimi anni. In tutto il mondo, la pace democratica ed i modelli liberali di sviluppo non sono se non una personificazione di quello che Kipling aveva chiamato “Il carico dell’uomo bianco”; le ovvie connotazioni razziste dissimulate e rivestite con i panni delle nuove politiche.

Anche i francesi hanno chiamato questa come una “missione civilizzatrice”. Non importa se si fa in nome dell’espansione del cristianesimo evangelico o di un altro idolo più moderno: la ” democrazia”,continua ad essere tanto pericoloso, arrogante e destabilizzatore come le loro ambigue origini razziste.

Non importa quale sia il pretesto, l’imperialismo culturale non esporta la pace sui bordi di alcun paese ma piuttosto porta alla guerra.

L’idea che i movimenti militari e l’aggressione degli Stati Uniti con il pretesto della “democrazia” possano stabilire la “sicurezza” è la grande menzogna del nostro tempo. E’ l’unica che deve essere fermamente sfidata nello stesso tempo quando è necessario che  si riformino le strutture attuali della conoscenza. La retorica del potere e della supremazia culturale devono essere smontate per poter essere liberi in modo da  ottenere una intesa interculturale e la pace fra le civilizzazioni.
-*Harry J. Bentham è uno specialista britannico in tematiche politiche. Attualmente è membro della fondazione Lifeboat Foundation e collabora con varie riviste fra cui “Boletín Radical, Dissident Voice, Transhumanist e H +Magazine. S ”

Fonte: Hispantv

Traduzione: Luciano Lago

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