"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Francia schiera nel Nord della Siria i suoi reparti speciali in appoggio a formazioni “ribelli”

La Francia riconosce ufficialmente di aver inviato suoi reparti militari di truppe speciali in Siria, seguendo gli stessi passi degli USA, nall’ambito dell’aggresione contro il popolo siriano.
“L’offensiva del Manbij (nord della Sira) viene chiaramente appoggiata da alcuni Stati, tra i quali la Francia”, hanno segnalato oggi fonti vicine al Ministero della Difesa francese all’agenzia AFP, senza fornire altri dettagli sulla quantità dei militari francesi presenti in Sira.

Attualmente, le denominate “Forze Democratiche della Siria” (SDF), integrate da curdi e arabi, che già godono dell’appoggio dell’Esercito USA, cercano di liberare la strategica città di Manbij, il principale bastione del gruppo terrorista dell’ISIS, vicino alla frontiera turca.


In realtà si sapeva da tempo che elementi dei reparti speciali dell’Esercito francese si trovavano   in Siria ed erano stati individuati prima ad Homs, quando la città era stata riconquistata dall’Esercito siriano ed ultimamente su Aleppo, dove operano in affiancamento ai vari gruppi terroristi che si trovano in alcune zone della città, in specie il gruppo del Fronte Al Nusra.

Fino ad oggi la Cancelleria di Parigi aveva sempre negato la presenza di propri reparti, salvo quando, in alcune interviste, lo stesso presidente Hollande aveva riconosciuto che la Francia fornisce aiuti da tempo ai gruppi “ribelli” in Siria per ottenere il rovesciamento del Governo di Bashar al-Assad. Non aveva specificato se gli aiuti forniti comprendessero anche l’invio di “consiglieri militari” dell’Esercito francese.

La Francia d’altra parte opera in stretto accordo con gli alleati, (USA e Regno Unito) che dispongono anche loro di reparti speciali infiltrati in Siria in appoggio ai terroristi. Oltre a questo si sa che il Governo Hollande ha degli accordi segreti con la Monarchia Saudita, in forza dei quali si è impegnato a fornire appoggio in armi, equipaggiamenti e sostegno logistico ai “ribelli” siriani che in relatà sono “mercenari”, provenienti da vari paesi, finanziati dall’Arabia Saudita, che combattono in Siria per rovesciare il governo laico di Damasco e stabilire un califfato islamico sunnita nel paese.

Dopo cinque anni di guerra e di caparbia resistenza da parte dell’Esercito e della popolazione siriana che non vuole cedere all’aggressione dei sauditi, turchi, americani e loro alleati, si svela il piano di aggressione e di spartizione della Siria e diventa difficile continuare a mascherare quel conflitto come una “guerra civile”, così come da anni continuano a sostenere i media occidentali per coprire le responsabilità dei paesi occidentali e dei loro alleati sauditi e turchi. Un conflitto che ha provocato, secondo le stime più realistiche, oltre 400.000 morti, immani distruzioni e milioni di profughi.

War Zone – L’Esercito siriano alla riconquista di Raqqa

Nel frattempo prosegue l’avanzata dell’Esercito siriano sulla provincia Raqqa (nord est) feudo dell’ISIS (Daesh in arabo) dove è stata riconquistata la località di Abu Allay e la collina di Siriatel. Le forze siriane, con l’appoggio di reparti volontari delle milizie popolari, hanno proseguito la loro offensiva e sono penetrate a fondo nella zona e si apprestano a recuperare il controllo della città di Tabaqa. Le forze siriane avevano iniziato la loro offensiva dalla regione di Azraya, parte orientale della provincia di Hama, con l’obiettivo di recuperare Tabaqa, situata alle foci del lago, e di riconquistare l’aereoporto militare ed il carcere che si trova nelle vicinanze.

Esercito siriano ad Aleppo
Esercito siriano ad Aleppo

Secondo fonti miltari, negli ultimi scontri sono rimasti sul terreno oltre 70 terroristi.
La conquista di Raqqa manderà all’aria il piano della Turchia di Erdogan di annettersi la parte settentrionale della Siria, con l’appoggio sostanziale degli USA. L’intervento dell’aviazione russa in appoggio dell’Esercito siriano è risultato decisivo.

Il Comando Russo delle operazioni in Siria ha segnalato che gli aerei da guerra dell’aviazione russa, nella giornata di ieri, hanno bombardato e distrutto varie torri di comunicazione nel nord della Siria, in prossimità della frontiera con la Turchia, per ostruire le linee di comunicazione fra l’intelligence turca ed i gruppi terroristi. Ha informato di questa azione anche la Tv libanese Al Mayedeen.
Si tratta della prima volta, da quando la Russia ha iniziato la sua offensiva, in aiuto del Governo di Damasco, che le forze aeree russe attaccano le installazioni di telecomunìcazioni siriane.

L’attacco è stato realizzato due giorni dopo che il Centro Russo per la Riconciliazione in Siria aveva informato di aver individuato una carovana di camions con armi e munizioni, provenienti dalla Turchia e diretti verso la città di Aleppo, a sostegno dei terroristi.
Nella stessa cittò di Aleppo è in corso un dura battaglia per la liberazione della città condotta dall’Esercito siriano ed Hezbollah contro le ultime sacche  dei terroristi del Fronte al-Nusra, appoggiato dalle potenze occidentali e dai turchi che hanno continuato ad inviare rinforzi, armi e munizioni dalla vicina Turchia.

Le autorità russe hanno ripetutamente accusato il governo di Ankara di continuare ad inviare rinforzi e rifornimenti ai terroristi nella zona di Aleppo ed hanno documantato queste accuse con filmati e foto dei convogli che quotidianamente attraversano la frontiera della Turchia diretti in Siria. Il governo di Ankara si ostina a negare e gode delle coperture dei paesi occidentali che fingono di non sapere e non vedere. Al contrario l’Unione Europea fornisce appoggio finanziario alla Turchia con il pretesto di arrestare il flusso dei profughi verso l’Europa.

Fonti: Al Manar    Al Ahed News

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Brasile domenico 7 mesi fa

    Una marasma di farabutti, come al solito gli uomini non cambieranno mai. Piuttosto una carneficina per un pezzo di terra.

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  2. Paolo 7 mesi fa

    Una Francia di criminali. Prima Sarkozy, poi Hollande…ma non avevano partorito la famosa frase – Fraternitè, egalité, liberté -(?) Mi sa che ci hanno sempre preso per il…culé.

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  3. Mardunolbo 7 mesi fa

    Un augurio ai servi del potere francese che sono stati introdotti senza chiedere permesso al legittimo governo siriano: che tornino a casa defunti quanti + possibile e che la Francia pianga i suoi morti con disperazione, dato che ormai è risaputo che questi soldati sono usperpagati e quindi dei mercenari..

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