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La finanziarizzazione dell’ ordine globale da parte degli USA: Wall Street spiazza l’ONU

Wall Street

di Alfredo Jalife Rahme

Lalastair Crooke, nel corso del suo recente intervento nel Forum di Istambul, ha concesso una impattante intervista, di enorme valore geostrategico, alla giornalista Yonca Poyraz Dogan, a carico della influente editoriale Monday Talk del rotativo turco Today’s Zaman, nella sua edizione in inglese.
Crooke è stato funzionario di alto rango dello spionaggio britannico M16, in precedenza consigliere di politica estera dell’Unione Europea e del senatore statunitense George Mitchell, ed oggi si fa carico dell’influente think tank “Conflits Forum”, con sede a Beirut.

Il britannico Crooke, autore del libro “Resistance: The Essence of the Islamist Revolution”, approfondisce quanto è risaputo e che hanno esposto tempo addietro tanto Juan C. Zarate, in passato vice assistente di Baby Bush- nel suo libro seminale “La guerra del tesoro lo scatenamento di una nuova era di guerre finanziarie”,  di sei anni fa-, così come lo stratega finanziario James Rickards- nella sua relazione di circa tre anni fa, presso l'”International Institute for Strategic Studies”, di Londra, sulla quale mi sono basato per sostenere una conferenza magistrale nell’Istituto di Ricerca Economica della UNAM due anni fa.
Alastair Crooke espone come si sia instaurata di fatto  la nuova egemonia degli Stati Uniti attraverso la finanziarizzazione dell’ordine globale, nel momento in cui l’ordine internazionale dipende più dal controllo della Federal Reserve e dal Tesoro degli USA che non dall’ONU.

Crooke apporta la sua inestimabile lettura geofinanziaria che dimostra la supremazia del sistema finanziario “dollaro centrico” di Wall Street al di sopra dell’effimero ordine legale delle Nazioni Unite. Il sistema dell’egemonia del dollaro non richiede la dipendenza degli Stati Uniti nell’ONU e concede il controllo della Segreteria del Tesoro, vigilata da (David) Steve Cohen, cosa che riflette il fatto che gli strumenti militari sono meno accessibili dall’Amministrazione degli USA, dovuto questo  a ragioni politiche domestiche. Chi vigila il vigilante D.S. Cohen?

Crooke giudica che gli Stati Uniti e Wall Street hanno potuto aggirare l’ONU per imporre il loro ordine globale “basato in un sistema finanziario “dollarocentrico” mediante la “strumentalizzazione della posizione degli USA come controllore di tutte le transazioni in dollari con cui si trascendono i vecchi strumenti della diplomazia e dell’ONU”, quando gli USA reclamano la giurisdizione su qualsiasi transazione denominata in dollari che si realizza in qualsiasi parte del mondo..

Con quale disprezzo i monetaristi delle banche centrali della Federal Reserve e del Tesoro  USA devono considerare la cadaverica ONU?
Oggi gli Stati Uniti già non tengono conto dell’ordine internazionale strutturato attorno all’ONU e il suo corpo di leggi internazionali e tendono ad imporre le proprie “sanzioni economiche per fare pressioni su alcuni paesi”. Le sanzioni economiche degli USA hanno sostituito di fatto le leggi internazionali, mentre la pleiade dei finanzieri monetaristi israel-anglosassoni si sbarazzano della vecchia guardia dei giuristi delle Nazioni Unite.

Lo scorso anno si è calcolato che le transazioni globali in dollari statunitensi corrispondevano ad un minimo del 65 per cento dell’intercambio di beni e servizi, questa percentuale si deve essere accentuata con il crollo dell’euro e nel mezzo di una guerra valutaria che ha provocato svalutazioni improvvise di tutte le monete, dallo yen fino al real.

Desta attenzione la coincidenza inedita del fatto che le massime autorità del colossale controllo finanziario degli USA corrispondano a tre israeliani- statunitensi: il vigilatore David Steve Cohen, Jack Lew –segretario del Tesoro– e Janet Yellen, governatore della Federal Reserve.  Vai con il super potere finanziario! (………………….)

Quale potrebbe essere la prospettiva del successo del nuovo ordine finanziario globale imposto dagli USA e da Wall Street.

La visione cosmologica e strategica di Crooke è geofinaziaria: lui applica la geopolitica delle finanze alle grandi potenze, in particolare, la Cina e la Russia, che hanno formato una alleanza per contrastare la guerra geofinanziaria tra gli USA e la Russia- un genuino conflitto geostrategico che si svolge in Ucraina, da dove emergerà il nuovo ordine mondiale. La tesi della rubrica “Sotto la Lupa”.

Dopo il severo colpo che la banca israeliana-anglosassone ha inferto all’Iran – come avverte il libro di Juan Zarate – adesso la guerra geofinanziaria contro la Russia – nella sua quadruple modalità: sanzioni, doppio crollo del rublo e del petrolio e la massiccia fuga di capitali – il sistema dei petroldollari, che quotizza in dollari l’oro nero, si trova ferito a morte, secondo l’analista Crooke.  Lo stesso Crooke considera che la Cina oggi ha compreso che la Russia costituisce il primo elemento del domino; se la Russia cade, la Cina sarà il successivo. Per questo adesso si muovono in forma congiunta “per creare un sistema finanziario parallelo e scollegato dal sistema finanziario occidentale”, che include la replica dello Swift ed entità come la Banca di Sviluppo Asiatico di fronte al FMI.

Gli è mancato di aggiungere, forse per la fretta, la creazione della nuova Banca di sviluppo dei BRICS e del suo mini FMI nell’importante vertice tenutosi a Fortaleza, in Brasile e che, a mio giudizio, ha scatenato la furia statunitense contro la Russia e l’Ucraina giorni dopo (vedere anche l’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines dagli oligarchi ucraini collegati con la NATO).
Alastair Crooke ci segnala che è stata la Cina, e non l’FMI, quella che ha riscattato il Venezuela, l’Argentina e la Russia nel mezzo del crollo del rublo avvenuto a metà dicembre, motivo per cui è intervenuta per fermarne il collasso.
Le tendenze finanziarie vanno a favore della Cina che sta spiazzando il FMI e la Banca Mondiale ed opera come una ” barriera ad un sistema finanziario che si trova in un processo di cambiamento drammaticamente lontano dal controllo occidentale”, cosa che pregiudica il Medio Oriente ed i suoi flussi finanziari che provengono dal petrolio.

Crooke prevede “la fine del sistema del petroldollaro per rimettere in circolo le entrate del petrolio di Wall Street” quando la caduta del prezzo del petrolio ha creato di colpo immense turbolenze finanziarie che hanno messo a rischio il sistema finanziario globale.

La estesa intervista di Crooke è semplicemente affascinante quando rivela chi sono quelli che sostengono, da dietro le quinte,  i salafiti del grupo ISIS/Stato Islamico ed il modo  in cui il crollo artificiale del prezzo del petrolio ha come vero obiettivo quello di danneggiare l’Iran e mettere sotto pressione la Russia per cambiare il suo atteggiamento e l’appoggio al presidente Bashar al-Assad della Siria, e dove si svela come   i derivati finanziari di Wall Street hanno svolto un ruolo decisivo, come lo svolgono adesso con i metalli preziosi, in particolare l’oro e l’argento.

Fonte: Alfredo Jalife

Traduzione: Luciano Lago

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