"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La falsa lotta contro il terrorismo islamico e la destabilizzazione del Medio Oriente

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di Mikel Itulain

A seguito  degli avvenimenti in Medio Oriente, in questo periodo  i grandi media occidentali parlano e scrivono  tutti concordemente degli  efferati  crimini degli jihadisti dello Stato Islamico (ISIS) (per quanto in alcuni casi i video delle decapitazioni sembrano un montaggio con effetti speciali).

Fino a poco tempo prima  questi media erano rimasti assolutamente in silenzio davanti ai feroci e reali crimini commessi da questi mercenari contro la popolazione della Libia e della Siria, quando allora arrivarono persino a esaltare  il loro “lavoro” parlando di quegli stessi mercenari come di “combattenti per la libertà”.

In definitiva adesso la verità viene a galla e si rende evidente che tutti che questi fanatici jihadisti non sono altro che mercenari , sia quelli dello “Stato Islamico”, sia quelli dell’Esercito siriano libero o di Al Nusra e degli altri gruppi che combattono in Siria e che  sempre e comunque hanno svolto il loro lavoro di carnefici per conto del potere economico occidentale.

Questa la loro caratteristica  già dalle loro origini, da quando furono creati, utilizzati e foraggiati.

Il pubblico occidentale, quelli almeno che non hanno pigrizia mentale e quelle persone  a cui la memoria non difetta, ancora si ricorderanno di come da parte di tutti i media occidentali, da parte delle Organizzazioni dette “umanitarie”, come sono ad esempio “Amnesty International”, “Human Rights Watch” o Medici senza Frontiere, e da parte dei settori  politici denominati “progressisti”, ci si scagliava con una contundente e sfacciata violenza contro il Governo siriano, nella guerra scatenata contro la Siria dopo l’invasione di questo paese da parte di alcune migliaia di mercenari islamisti.

Mercenari che erano stati addestrati, armati e finanziati dal potere anglosassone , dall’Arabia Saudita, dal Qatar, dalla Turchia e da Israele, oltre che da altri appoggi ricevuti dai soci della NATO.

Nello stesso tempo, tutte queste organizzazioni, i media, i commentatori di professione mettevano sotto silenzio le atrocità commesse da questi fanatici, non soltanto questo ma arrivavano anche ad esaltare tali energumeni come se fossero dei “liberatori”,” rivoluzionari” o “combattenti della libertà”, ingannando l’opinione pubblica occidentale perchè si fornisse a questi un appoggio incondizionato. A loro volta  queste organizzazioni istigavano   i governi di Europa e Stati Uniti ad intervenire in Siria.

Adesso già si è capito quale tipo di intervento era questo, lo abbiamo potuto constatare in Libia, dalle condizioni in cui hanno lasciato quel disgraziato paese.

Le rivolte in Siria non sono state mai una ribellione popolare e pacifica come i media occidentali volevano far credere

Vedi: las revueltas en Siria no son ni fueron una rebelion popular ni pacifica

In questi giorni, quando già non è più possibile occultare per più tempo i fatti veri e gli avvenimenti che sono accaduti e che accadono in Siria e che il suo demonizzato presidente, Bashar al Assad ed il suo governo, già conosciuto con il dispregiativo termine di “regime”(fino a quando si sappia dimostrare perchè viene denominato in questo modo quando si è visto che gode dell’appoggio maggioritario della popolazione siriana), si scopre che non era il governo di Assad che massacrava la popolazione siriana ma, al contrario, erano loro assieme all’Esercito siriano quelli che la difendevano realmente contro i mercenari jihadisti  che l’Occidente aveva esaltato fino ad oggi come” ribelli o liberatori”, mentre si rende evidente che si tratta di fanatici assassini prezzolati dall’estero.

Adesso si guarda altrove ma i media “progressisti” non fanno autocritica e si sostiene che è necessario combattere contro questi terroristi sanguinari. Tuttavia tutta questa copertura di legittimità e di carattere giustificativo dato in precedenza gratuitamente ai fanatici islamici ha permesso a questi di operare impunemente : sparando proiettili di mortaio contro le abitazioni e mettendo bombe indiscriminatamente contro la popolazione civile, colpendo scuole, abitazioni, ospedali, Moschee e Chiese cristiane, oltre a tagliare teste e violentare donne in una foga di tanta barbarie che si ricorda in  altre epoche della Storia.

Viviamo in epoca di eccessiva ipocrisia e di spietata crudeltà, segnata dalla nostra , per la verità, decadente società occidentale.

In questa eccessiva ipocrisia appare il governo degli Stati Uniti, dichiarando in modo solenne, per bocca del suo presidente, che “vuole combattere con determinazione il terrorismo”, che “vuole fermare gli jihadisti”, quelli  che adesso stanno attaccando l’Iraq.  Sotto l’impulso del governo USA si forma una grande coalizione per la “lotta al terrorismo dell’ISIS” nella quale entrano anche gli Stati ,come Arabia Saudita e Qatar ,che sono quelli hanno  direttamente sostenuto e reclutato i terroristi dell’ l’ISIS per i loro interessi geopolitici.

Gli stessi jihadisti che furono  stati costituiti come “squadroni della morte” dopo l’invasione americana del paese del Tigri e dell’Eufrate, nell’anno 2003. Un paese dove non esisteva Al Quaeda e dove mai sarebbe esistita se non fosse arrivato il potere statunitense ad impadronirsi di questa regione. Sarà bene che ci ricordiamo di questa storia, la storia di come gli Stati Uniti hanno introdotto Al Quaeda in Iraq, per dopo da quel paese  lanciarla verso la Libia e successivamente verso la Siria.

Vedi: Al Quaeda : al servicio del poder economico occidental

Bisogna anche ricordare l’incarico dato a Negroponte, ambasciatore degli USA in Iraq, assieme a Robert S. Ford, che si incaricò di fornire appoggio occulto agli “squadroni della morte”ed a gruppi paramilitari in Iraq con l’obiettivo di fomentare la violenza settaria e debilitare il movimento di resistenza contro l’occupazione americana.
Negroponte aveva una precedente esperienza e sinistra esperienza per aver creato gli “squadroni della morte” in America Centrale negli anni ’80. Robert S. Ford sarà ambasciatore USA in Siria nel 2011 ed immediatamente in quell’anno iniziarono ad apparire anche in Siria gli “squadroni della morte”.

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Trattoda: Es Posible la paz

Traduzione di Luciano Lago

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