"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La discesa distopica nella dittatura militare dell’Ucraina

Ucraina dittatura

di  Andrew Korybko

Continua il lento collasso dello Stato ucraino, questa volta con Poroshenko che cerca di assestare un colpo mortale ai resti della Rada, accusando “metà della Verkhovna Rada” di essere “una ‘quinta colonna’ eterodiretta, fazioni intere” dopo che non ha approvato una legge che definisce i governi di Donetsk e Lugansk organismi terroristici.

Una tale azione avrebbe concesso una pseudo-legittimità agli Stati Uniti nel fare lo stesso, con l’intento ultimo di collegare il presunto supporto russo a questi soggetti con lo status di “Stato sponsor del terrorismo”. Con tali minacce, Poroshenko cerca volutamente di legarsi agli elettori nazionalisti ed intimidire gli ultimi politici pragmatici, nel tentativo di avere il controllo totale sullo Stato, proprio come il potere assoluto che detiene da oligarca sulla sua compagnia. In concomitanza, l’occidente appoggia appieno militarmente l’Ucraina, anche se è sull’orlo dell’implosione. Il risultato instabile di queste due tendenze è la discesa distopica dell’Ucraina verso la dittatura militare, il tutto con l’appoggio entusiastico dell’occidente nella sua ultima crociata antirussa.


Quinta colonna e politica sporca

Poroshenko gioca una sporca politica accusando metà della Rada di essere la “quinta colonna” dell’influenza russa. In realtà, la maggior parte del governo ucraino è una quinta colonna, dell’occidente, ma non è questo l’argomento qui. L’obiettivo di Poroshenko è intimidire i politici che hanno votato contro il disegno di legge “anti-terrorista” e che potrebbero subire lo stesso destino del recentemente bandito Partito Comunista, perseguitato a causa di presunte posizioni “pro-russe”. Non solo, ma l’Ucraina post-golpe è oggetto di ampi abusi dei diritti umani ed oppressione politica, quindi c’è già una netta indicazione di ciò che può accadere a coloro in disaccordo con il regime. Un’altra delle attività di Poroshenko è dividere la società dalla Rada e attizzare il nazionalismo in vista delle elezioni anticipate, con la speranza che gli elettori usino i processi democratici per la rimozione politica degli avversari con la scusa del ‘patriottismo’. Anche se ciò aggrava i tumulti politici nel Paese, allontana comodamente l’attenzione dalla crisi imminente della FMI (per cui la Rada è soprattutto collassata) con fuorvianti accuse ai nemici interni per i problemi del Paese.

Poroshenko s’impegna in una mossa rischiosa per centralizzare il controllo sullo Stato, proprio come un oligarca con la sua azienda, ma pericolosamente dovrà affrontare un Comma-22. Vuole aumentare il potere ai danni dei nazionalisti, ma i loro potere ed ambizioni avanzeranno insieme ai suoi solo se potranno, in un probabile futuro, farne un loro burattino (e se anche gli consentiranno di rimanere al potere). L’occidente lo sa e quindi scommette sul suo sostegno militare come misura di sicurezza per mantenere la propria influenza in Ucraina, nel caso ciò succeda.

Piano B: teppa militare

Al fine di pianificare la contingenza nel caso Poroshenko perda il potere, contrariamente alla volontà occidentale, darà pieno appoggio ai militari dell’Ucraina. Naturalmente, ciò allo scopo di schiacciare i federalisti dell’est, ma lo scopo recondito di tale duplice supporto deve essere ulteriormente esaminato. Gli Stati Uniti hanno già speso 53 milioni di dollari (5 e 48 rispettivamente) per i militari ucraini, e se l’American Aggression Enabling Act passasse, il Paese diverrebbe il maggiore alleato non-NATO. Anche se non accadesse, gli Stati Uniti ancora avvierebbero i piani della Guardia Nazionale della California per addestrare la Guardia Nazionale ucraina il prossimo anno, e consiglieri militari saranno inviati nel Paese a fine mese.

L’UE ha compiuto un voltafaccia avendo inaspettatamente tolto il divieto di vendere armi all’Ucraina, aprendo la porta all’inondazione di armi nel Paese preda del conflitto. L’ironia suprema è che l’UE originariamente impose il divieto al governo Janukovich, a febbraio, per impedire la “repressione interna”, mentre l’attuale governo golpista ha ucciso oltre 1000 persone nella recente operazione “anti-terrorismo”. Il golpista Kyiv Post ammette che 90 persone morirono nel rovesciamento di Janukovich, il che significa che l’attuale autorità viene premiata per aver ucciso 10 volte tanto, accedendo alle moderne armi che l’Europa ha da offrire. La logica di tale sostegno è la necessità di salvaguardare l’integrazione economica e politica dell’Ucraina con l’occidente tramite l’accordo di associazione UE. Se Poroshenko viene eliminato, i militari concettualmente potrebbero continuare l’integrazione dell’Ucraina all’occidente, o almeno così si pensa.

Europe una grande famille

L’errore strategico è che l’esercito collassa quasi quanto lo Stato, il che significa che non è un ascaro affidabile, comunque. Diserzioni, pessime condizioni, rifornimenti e razioni inadeguate e proteste contro le mobilitazioni, tutto indica che l’esercito è assai instabile, al momento. Inviando armi a tale entità, si corre il rischio che finiscano nelle mani degli estremisti, se le forze armate improvvisamente crollassero, come in Libia, e peggio ancora tali agenti verrebbero addestrati dai militari degli Stati Uniti in modo da utilizzarle con la massima letalità. La prospettiva di terroristi neo-nazisti che utilizzano armi statunitensi ed europee per massacrare immigrati e musulmani a Parigi o Berlino, per esempio, improvvisamente diverrebbe una truce realtà.

Dalla ‘democrazia’ alla dittatura

La nominale ‘democrazia’ dell’Ucraina post-golpe (come riconosciuto dall’occidente) si sta rapidamente trasformando in uno Stato militarizzato incentrato su un volenteroso GI Joe. Ciò che resta della Rada è lacerato dal proposito di Poroshenko nella sua pericolosa ricerca del potere.

La strada da una fantomatica democrazia a una dittatura innegabile, ha quattro aspetti evidenziabili:
Politico: Poroshenko vuole paralizzare la già handicappata Rada e trasformarla in un istituto fantoccio nazionalista. É un obiettivo rischioso, ma la ricerca del potere assoluto è ridicolo vederlo come azzardo.
Militare: i militari saranno rafforzati da un ‘Saakashvili capovolto’. Il rinnegato georgiano aumentò la spesa militare del suo Paese di 24,5 volte in quattro anni, prima di lanciare la guerra, ma Poroshenko vuole emulare tale obiettivo durante e dopo la guerra, utilizzando la ‘minaccia russa’ per avere un copioso sostegno occidentale per tale piano.

Tuttavia, l’occidente non potrà sostenerlo tutto, per cui il finanziamento scientifico deve essere tagliato ed imposta una nuova tassa militare dell’1,5%. La militarizzazione si verificherebbe ai vertici delle forze armate ufficiale e alla base civile con minacce, terrorismo, intimidazioni e nazionalismo radicale di Pravij Sektor. La popolazione deve mantenere una mentalità d’assedio, con il governo che usa la minaccia dei nemici interni (“quinta colonna”), dei “terroristi”, la ‘minaccia russa’ e l”occupazione della Crimea.
Informazioni: la guerra al giornalismo non accenna a diminuire, mentre il Paese è il più pericoloso del mondo per tale professione, quest’anno. I giornalisti che non adottano la linea ufficiale del governo saranno perseguitati e cacciati dal Paese, come illustrano i casi di Graham Phillips, Alina Eprimian, la troupe di LIFEnews e altri. Il divieto di scegliere i media russi è anche un segno distintivo per un Paese che cerca di aderire all’UE ‘pro-diritto d’informazione’.
Normativo: riassumendo, Poroshenko vuole mantenere la protezione estera (l’ombra della NATO) e il sigillo di approvazione (‘legittimità’ europea e accordo di associazione UE) per istituzionalizzare la sua presa sul potere. Finora l’occidente sostiene con entusiasmo ogni suo passo.

Vincere la guerra in oriente non è così importante per Poroshenko come consolidare la posizione politica interna sua e della sua cricca. Bisogna sempre ricordare che prima di tutto è un oligarca e le vecchie abitudini sono dure a morire, come dice il proverbio. La peggiore minaccia per Poroshenko sarebbe esser rovesciato dalle stesse forze nazionaliste che vede come sostegno al suo potere, e i militari possono fermare ciò (se non saranno cooptati dai nazionalisti). Ciò che rende il quadro del passaggio a una dittatura militare e a una destabilizzazione nazionalista tanto più distopico, tuttavia, sono i “valori occidentali” auto-promossisi quali valori assoluti, saldamente alla base di un tale incubo nel cuore del continente europeo.

Andrew Korybko è corrispondente de La Voce della Russia, vive e studia a Mosca, per Oriental Review.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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