"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La Democrazia in teoria

di Pietro Ratto

Uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano questa nostra “democrazia” consiste nella fortissima distanza che separa la teoria dalla pratica.
In teoria siamo liberi. Liberi di scegliere, per esempio, e di partecipare alla vita politica del nostro Paese. Da un punto di vista pratico, però, il più delle volte il nostro voto e la nostra volontà vengono aggirati e messi da parte. Questo meccanismo si riverbera su tutti gli aspetti della nostra quotidianità.

In teoria siamo liberi di difenderci dai soprusi, ma in pratica i costi da sostenere per pagare un avvocato e un processo sono talmente proibitivi (e ciò soprattutto per i più deboli, ossia i più esposti alle ingiustizie), da costringere sistematicamente la vittima a rinunciare ai propri diritti.

In teoria siamo liberi di manifestare il nostro pensiero, ma nella pratica sappiamo bene come questo possa – per esempio – costarci il posto di lavoro.
In teoria possiamo rifiutarci di acconsentire all’utilizzo indiscriminato dei nostri dati personali. In pratica, questo significa non poter accedere alla gran parte dei servizi.

E ancora.. in teoria possiamo professare liberamente la nostra religione o il nostro ateismo, ma in pratica rinunciamo a farlo per paura che i nostri figli vengano discriminati a scuola se non sono battezzati o non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica, o che il tal sindaco ipercattolico non autorizzi la manutenzione della strada in cui abitiamo, o che il tal professore super-baciapile ci bocci all’esame. In teoria possiamo prenotare una visita medica convenzionata col sistema sanitario per il quale paghiamo quintali di tasse. In pratica, però, il primo posto libero è tra un anno. E per ottenere la nostra visita già domattina ci tocca pagarla come da uno specialista privato

E così via, purtroppo. Potremmo lamentarci con la compagnia telefonica che ci ha ingiustificatamente aumentato la bolletta. Ma, disgraziatamente tutti gli operatori sono al momento irraggiungibili. Potremmo certamente metterci in contatto con la signorina del call center la cui smagliante immagine campeggia sul sito web appositamente creato per venire incontro a qualsiasi nostro problema. Peccato, però, che non funzioni il link da utilizzare per mettersi in contatto con lei.

Per provare a cambiare questo orrendo meccanismo, in teoria potremmo scendere in piazza a manifestare.

In pratica, però, anche qualora la nostra protesta venisse autorizzata, sarebbe appena appena tollerata. Verrebbe stigmatizzata dai media come un’azione aggressiva, ingiustificata, contraria agli interessi della brava gente. Dopodiché, scaduto l’orario previsto per lo svolgimento della manifestazione, tutto riprenderebbe a funzionare esattamente come prima.

Perché, va detto. A differenza delle subdole sottigliezze della cosiddetta democrazia, il potere non si basa su alcuna teoria.

Si esercita direttamente: nella pratica.

Pietro Ratto – 22 dicembre 2016

Fonte: Bosco Ceduo

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  1. Giorgio 6 mesi fa

    “In teoria” non vuol dire nulla! Non esiste, essendo immateriale.
    “Pratica” (dal vocabolario Treccani) = attività tesa ad un risultato.
    Ma che risultato? Mi piacerebbe conoscere chi ha ottenuto un risultato, specialmente in politica.
    Ma se s’intende un risultato qualsiasi non vale, vale solo quello per cui ci si è attivati

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  2. Eugenio Orso 6 mesi fa

    Costanzo Preve qualche tempo fa affermò che il nostro nemico sul piano politico è il liberalismo, che si sostanzia, come sappiamo, nella democrazia liberale.
    Questo sistema di governo è oggi uno strumento di dominazione saldamente in mani elitiste, per altri versi un rito da riprodurre per ingannare il popolo.
    Avete notato che le elezioni presidenziali austriache, soggette a brogli e ripetute dopo molti mesi, hanno dato, alla fine, il risultato atteso dalle élite finanziarie occidentali?
    Per quanto riguarda il referendum, residuo di democrazia diretta sopravvissuto in liberaldemocrazia, avete notato che il risultato del referendum costituzionale italiano non ha cambiato minimamente gli assetti governativi e il programma politico?

    Quante prove, quanti eventi negativi ci vorranno ancora per dimostrare che è proprio il sistema della democrazia liberale, occidentale ed elitista, il nostro nemico sul piano politico?

    Cari saluti

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  3. Renè 6 mesi fa

    In teoria potremmo anche definirci non di sinistra, anzi, proprio anti-PD ma poi in pratica, ti puoi ritrovare all’Esame di Stato il professore che ti interrogherà che sembra un clone di Trotzky occhialini compresi. In teoria in un Comune ROSSO tutte le strade dovrebbero essere uguali, ma nei quartieri dove i COMPAGNI non prendono voti, le strade non vengono asfaltate da decenni, per non parlare di un lavoro in Comune… in teoria tutti i cittadini sarebbero uguali, ma in realtà nei comuni dove la mafia di sinistra è al potere, assumono solo chi ha la “tessera” . In teoria potremmo scendere in piazza a manifestare il nostro dissenso, ma in pratica soltanto la MAFIA di SINISTRA può convocare delle manifestazioni “spontanee” o annunciate, ma in pratica i mass media di regime dalla rai alla Stampa della fiat, definirebbebbero “populista” “fascista” o comunque denigrarebbero qualunque manifestazione di piazza e la MAFIA di SINISTRA infiltrerebbe i suoi PICCIOTTI dei centri asociali, per fare teppismo e permettere alla stampa di regime di ricamarci sopra.
    La DITTATURA di Sinistra è la dittatura più ipocrita delle due Galassie: si autoimmaginano un ELITE’ di giusti, onesti, intelligenti, colti.. gli unici esseri perfetti al Mondo, invece sono corrotti marci e chi li vota è anche peggio, è un povero pazzo che avrebbe un disperato bisogno di cure psichiatriche, visto che: o NEGA che al Governo ci sia la (mafia) di Sinistra, oppure la giustifica e tutto ciò mentre infila la testa nel cappio.

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    1. Giorgio 6 mesi fa

      Sono titolare ti tre c.c.: uno nella banca popolare di vicenza, un altro in veneto banca ed uno alla banca antoniana del gruppo monte paschi, indovinate?

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