"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La commissaria europea rivendica il suo ruolo ai “sudditi” europei

Viviane rending

L’Unione Europea non è e non sarà mai un Europa dei popoli e della democrazia.
Che il progetto europeo fosse  viziato dalle origini, questo lo si sapeva, malgrado tutta la retorica da cui era stato circondato.  L’Unione Europea è stato un processo costruito a tavolino dalle elite finanziarie per privare gli Stati nazionali della loro sovranità e realizzare in Europa un mercato omologato in funzione degli  interessi della elite finanziaria dominante. Lo aveva capito De Gaulle in Francia che si era fermamente opposto ed aveva parlato, in contrapposizione a questo, di ” Europa dei Popoli”.
Siamo arrivati oggi all’Europa delle banche e della finanza dove gli interessi dei popoli europei vengono sacrificati per consentire ai grandi gruppi finanziari ed alle “corporation” internazionali di realizzare profitti ed ottenere un mercato omologato.


Questo risultato è stato ottenuto grazie anche a l’introduzione della moneta unica , l’euro, che ha definitivamente sottratto anche la sovranità monetaria ad ogni Stato nazionale. La BCE, una banca privata, si è posta come decisore supremo delle politiche monetarie al di fuori di ogni controllo da parte degli Stati nazionali.
Nessuna solidarietà fra i popoli, nessun rispetto dei diritti e delle garanzie sociali ma soltanto salvaguardia dei profitti delle banche.
Lo insegna quanto accaduto in  Grecia, lo dimostra l’imposizione di trattati come il Fiscal Compact, il MES/ESM (fondo di stabilità monetaria ) con i quali gli stati vengono obbligati a versare decine di miliardi per salvaguardare le banche mentre si tagliano le spese sociali, le pensioni l’assistenza sanitaria e moltissime famiglie cadono in miseria. Il concetto chiave del sistema è che gli Stati devono indebitarsi rispetto ai detentori della moneta e del credito ed a questi (il cartello bancario sovranazionale) devono corrispondere gli interessi sul debito. Se non sono in grado di ripagarlo, dovranno alienare il patrimonio statale, aziende e beni demaniali, per ripagare i debiti.

Facile capire chi si avvantaggia da questo sistema e chi ci rimette.
Una oligarchia tecno finanziaria (non eletta da nessuno)  si sostituisce ai parlamenti nazionali ed ai governi eletti su base democratica e si arroga tutte le decisioni sulle materie più importanti: il bilancio degli stati, la politica economica,il credito, la concorrenza, l’industria, il commercio, l’agricoltura, la pesca ecc..  Ai parlamenti nazionali non spetta altro che ratificare le decisioni già prese a Bruxelles ed adeguarsi in barba ad ogni principio democratico.
Significativa  è la sfacciataggine con la quale, nel luglio scorso, la lussemburghese Vice Presidente della Commissione europea e Commissaria alla Giustizia, Viviane Reding, ha ricordato al Parlamento francese l’inutilità dell’assemblea elettiva nazionale.
I Parlamenti europei devono mettersi in testa che devono solo obbedire a Bruxelles, non esistono più politiche interne agli Stati”.  Questo quanto testualmente affermato.
La Rending era stata Invitata in commissione bilancio, alla presenza del ministro dell’economia Pierre Moscovici e del ministro per gli affari esteri. La Commissaria europea, ha illustrato ai deputati francesi e al Presidente del Parlamento, Claude Bartolone, i metodi di controllo della Commissione europea sui bilanci statali ed  è stata molto diretta nel ribadire che “le nazioni devono obbedire a Bruxelles: “abbiamo perso tempo, abbiamo perso molto tempo, abbiamo perso 10 anni, durante i quali non abbiamo agito perché non c’era necessità di agire in comune, ora dobbiamo recuperare il tempo perso perché abbiamo visto cosa c’é costato, é venuto il grande momento di mettere in atto gli strumenti necessari. Dovete capire, magari lentamente, ma senza alcuna ombra di dubbio, che non esistono più politiche interne nazionali, ma esiste una sola politica, quella europea, che deve essere ripresa e rispettata in una sovranità comune dagli Stati“.

 

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