"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La bufala dell’antibufala

di  Ilaria Bifarini

Sul palco dell’Assemblea del Pd Matteo Renzi arriva con solita sfrontatezza che lo contraddistingue, tanto da lasciar in piedi quello che, a onor di cronaca, dovrebbe essere il nuovo premier. Ma a un’analisi più attenta l’attuale segretario del PD (ma non doveva ritirarsi dalla politica?) qualcosa ha cambiato: il suo vocabolario. Nell’era della post comunicazione, in cui i vocaboli contano molto più dei contenuti, Renzi ha dimostrato di intraprendere una svolta sostanziale: la sua trasformazione da uomo selfie a fustigatore di bufale.

“Abbiamo perso a causa del Sud, dei giovani, delle periferie e delle bufale”. E ancora, sempre dall’Assemblea del PD, lancia stilettate al M5S : “voi la smettete con le bufale e noi smetteremo di dire la verità su di voi”. Insomma, la bufala è assurta a tema cruciale e programmatico della politica, alla stregua della disoccupazione giovanile e dei problemi del Mezzogiorno e come strumento politico per contrastare l’ascesa dell’avversario.

Ma cosa si intende con questo termine, che ha tutte le carte per diventare il nuovo tormentone lessicale? Secondo Wikipedia il termine bufala può indicare in lingua italiana un’affermazione falsa o inverosimile, volta a ingannare il pubblico, presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto.

Il territorio su cui si è aperta la caccia alle bufale è la rete. Quella rete dove i giovani si sono informati sul tema del referendum costituzionale, la stessa che ha portato Trump a spopolare su Twitter e che ha favorito la proliferazione di siti di controinformazione o informazione alternativa. L’emancipazione dei cittadini attraverso l’informazione fruibile a tutti e aperta al confronto fa paura al mainstream.

Ancora una volta, assistiamo all’ennesimo e disperato tentativo di un’èlite, ormai impopolare e sempre più isolata, di aggrapparsi disperatamente al potere. Il controllo del web e dei social media deve esserle sfuggito di mano e la democraticità propria della condivisione di notizie e contenuti ha inflitto un duro colpo al sistema, scoperchiandone il vaso di Pandora.

Sotto mentite spoglie di democrazia si celava un sistema autoreferenziale ed oligarchico, che fa leva su media asserviti e compiacenti. Complice la crisi economica e la minore disponibilità di tempo, i giornali sono diventati un mezzo di informazione superato, mentre la televisione è rimasta la compagna principale solo per la fascia di età più adulta. Giovani e meno giovani hanno scoperto il web, dove, attraverso un’attenta selezione dei siti, è possibile non solo informarsi ma crearsi un’opinione personale e indipendente sugli avvenimenti politici e sulle dinamiche dell’attuale sistema economico (cosa ad esempio difficoltosa leggendo il Sole 24 ore…!).

Come in tutti i mercati aperti, accade che qualcuno se ne approfitti o, in buona o cattiva fede, divulga notizie infondate e false, le cosiddette “bufale” appunto. Per la stessa legge del mercato (o dell’Homo Oeconomicus) si è sviluppato un filone che della caccia alle bufale ha fatto un business: sono i cosiddetti “debunker”, o demistificatori. Da “Bufale.net” a “Bufale tanto al chilo” a “Il Disinformatico” è tutto un fiorire, tanto che già sono disponibili corsi per intraprendere questa nuova professione.

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  1. Citodacal 4 mesi fa

    “Abbiamo perso a causa del Sud, dei giovani, delle periferie e delle bufale”.

    Ormai preoccupante è il fatto che, nella vita politica e sociale, le cause d’una sconfitta, d’un danno o d’una perdita, debbano attribuirsi a fattori esclusivamente endogeni (così come gl’incidenti con la nebbia non dipendono dal fatto che qualche imbecille viaggia egualmente come un treno…). Se mi bagno, la colpa è della pioggia, non del sottoscritto che dimentica l’ombrello. Se mi ubriaco, è responsabilità dell’alcol, non dell’aver alzato esageratamente il gomito. Se vado in galera, la colpa è della Polizia e delle leggi, non del fatto che stavo rapinando una banca. Delirio d’onnipotenza, accompagnato a inesistente senso critico e discernente. Insomma, le intenzioni sono sempre buone, corrette e irreprensibili: poi c’è sempre qualcosa, o qualcuno, a vanificare il tutto (e a cui addossare la colpa).

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    1. Citodacal 4 mesi fa

      Errata corrige: nella precedente mi è scappato un inesatto “endogeni” al posto di un evidente “esogeni”. Gli è che la rottura di scatole è ormai tale che…

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    2. Giorgio 4 mesi fa

      Aveva dichiarato a squilli di trombe di essere il rottamatore non il rottamato e quindi a giusta ragione si è infilato nel solito solco, sono gli altri i responsabili mica lui.
      Il bravo commerciante acquista le persone per quanto valgono nel mercato e le vendono per quanto loro stesse credono di valere.

      Sono oltre cinquant’anni che possiedo la patente di guida e mai mi è stato chiesto al suo rinnovo di allegarle la tessera sanitaria, evidentemente ci sono più Italie o qualcuno ha sbagliato nel leggere la citazione.
      Può succedere!

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      1. Giorgio 4 mesi fa

        Dovevo scrivere: ” e le vende” ed invece ho scritto “le vendono”, scusate.

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  2. Torrido 4 mesi fa

    X Citocal, precisiamo!! Gli eventi da lei enunciati sono riferiti solo a Cittadini Ita/gliani con reddito!Sono esonerati Politici e Immigrati regolari e irregolari qualsiasi sia la provienenza, Sinti compresi.Questo per voti futuri ai Komunisti

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    1. giannetto 4 mesi fa

      -Per gli eventi alcolo-automobilistici vs. immigrati, ci azzecchi in pieno.
      Ma come cz. fanno i nostri “accolti” ad aver la patente, visto che per avercela, da noi, devi accludere fotocopia della tessera sanitaria. E supposto che abbiano anche questa, chi paga per loro? Qualcuno di loro sarà assunto regolarmente, e verserà i contributi. Ma ho il sospetto che la cosa non funzioni così, nella maggioranza dei casi.
      -Per l’evento rapina-in-banca vs. politici credo bisogna interpretare così: le rapine bancarie dei politici non presuppongono mano armata. Sono eseguite nell’ombra delle legge… o di una pseudo-legge. Montepacchi docet!
      Bravo comunque! Il tuo commento mi è piaciuto, perchè ha sollevato curiosità degne di considerazione.
      Ciao.

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