"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La BCE ha inventato ancora un altro strumento per tenere in ostaggio l’Europa contro la Russia

Draghi ed altro

Di Peter Koenig*

La BCE ha appena lanciato (in vigore dal 4 novembre 2014) un nuovo sistema per controllare e regolare il sistema bancario europeo. Si chiama “Meccanismo Unico di Supervisione” (SSM) e dovrebbe monitorare e disciplinare le banche europee che non si “comportano bene” in termini di investimenti troppo rischiosi in confronto al loro capitale di base.

Di fatto, il SSM è uno dei tre pilastri del sistema di “sicurezza” posto in essere dalla BCE e dalla Commissione Europea (CE).
Il Meccanismo Unico di Soluzione (SRM) è il braccio forte della BCE per salvare o liquidare le banche “nei guai”. In altre parole, somministrerà alle banche “troppo grandi per fallire” in difficoltà il cosiddetto “salvataggio dall’interno” (bail-in), il che significa che le banche troppo indebitate si salveranno con il denaro dei correntisti o degli azionisti.

Questa pratica è stata testata a Cipro nel 2013. Come riportato da Reuters il 30 luglio 2013, secondo la Banca Centrale Cipriota “il 47,5% dei depositi eccedenti i 100.000 Euro sarebbero stati convertiti in azioni per ricapitalizzare il prestatore in difficoltà, come parte di un salvataggio finanziario internazionale dell’isola.”

Questa confisca o furto dei fondi dei correntisti, chiamato anche “taglio di capelli” nel gergo denigratorio dell’Occidente, è meglio conosciuto come “salvataggio interno”, perché risparmia i contribuenti, ovvero coloro che avevano fatto le spese dei precedenti “salvataggi esterni” (bail-out) statunitensi ed europei.
Questa predatoria, brutale e palesemente criminale imposizione da parte della famigerata troika (BCE, CE, FMI), priva di qualsiasi base legale, è passata largamente senza proteste nel resto d’Europa ed è stata presto accettata dalla CE come la nuova norma.

In una delle sue ultime fiere esternazioni prima di cedere la carica di commissario europeo a Jean-Claude Juncker, Manuel Barroso ha esclamato: “L’Unione Europea intende spezzare il legame infausto tra le nazioni e le loro banche. In futuro, le perdite dei banchieri non dovranno più diventare il debito dei popoli, mettendo in forse la stabilità finanziaria di interi paesi.”

Come volevasi dimostrare: la ratifica della nuova norma “salvataggio interno”. E’ sorprendente che non si stia verificando alcuna corsa agli sportelli delle banche europee, perché molte di loro sono meno stabili oggi di quanto lo fossero nel 2008, all’inizio della “crisi” (creata dall’uomo). I salvataggi interni potrebbero essere imminenti.

Il terzo pilastro sarà il Fondo Unico di Soluzione (SRF), un meccanismo di stabilizzazione e salvataggio per le banche minacciate dalla bancarotta. Dovrebbe entrare in funzione il primo gennaio 2016, se (e si sottilinea il se) i fondi necessari saranno forniti dai paesi membri.

Il primo e il secondo pilastro sono obbligatori per i paesi dell’Eurozona e per le banche, circa 6.000, che non sono poche da supervisionare. La BCE ha prontamente dichiarato che il SSM monitorerà direttamente le 150 più importanti; le altre continueranno ad essere controllate da meccanismi nazionali, qualsiasi essi siano. Il SSM fornirà loro norme severe con relative sanzioni in caso di non adempimento. Per i paesi non membri dell’Eurozona l’adesione è volontaria. Interessante notare che il Regno Unito non ha ancora aderito.

Questa è la più grande espansione del potere della BCE da quando è stata istituita 16 anni fa. Ora la BCE stabilisce in tutta Europa gli standard bancari secondo cui una banca può fallire o prosperare. Ciò è una palese violazione della sovranità dei paesi dell’Eurozona, ovvero di uno dei principii chiave che secondo il Trattato di Lisbona dovrebbero essere mantenuti. Nelle regole della BCE non c’è nessun accordo che le conferisca un tale potere di ricatto. E’ un arbitrio fatto a suo vantaggio, che i leader neoliberali dei paesi membri assecondano a scapito dei loro elettori. E non dimentichiamoci che la BCE è intimamente legata a Wall Street, alla FED e al FMI (Mario Draghi, presidente della BCE, era un dirigente della Goldman Sachs).

Il SSM è un flagrante conflitto di interessi, e pare che gli zar finanziari di questa “economia dell’avidità” occidentale la stiano passando liscia, almeno per ora.
Un’ispezione indipendente di tutte le banche europee, soprattutto di quelle 100 o 150 considerate “troppo grandi per fallire”, compresa la stessa BCE, sarebbe davvero opportuna. “Indipendente” significa che gli ispettori riporterebbero a un consiglio speciale dei paesi dell’Eurozona, indipendente dalla Commissione Europea.

Il consiglio speciale dovrebbe includere rappresentanti dei parlamenti dei paesi membri, dei settori bancario, industriale e dei servizi, così come della società civile. Ovviamente sarà molto improbabile che ciò venga fatto, come lo è un’ispezione indipendente della FED. Ciò significherebbe trasferire il potere alla gente, ai proprietari del denaro in gioco, quelli veramente interessati a un sistema bancario che funzioni bene, non predatorio come quello che conosciamo oggi.

Secondo il Guardian, un recente stress test compiuto dallla BCE su di un centinaio fra le maggiori banche europee, questo non è stato superato da 24 banche, ovvero da una su cinque (tra cui 9 italiane e 3 greche), lasciando nel capitale bancario un buco di 25 miliardi di Euro, buco che forse alla fine dovrà essere riempito con i salvataggi interni, se non ci saranno salvataggi esterni e il SRF non sarà ancora entrato in funzione.

L’implementazione del SSM sarà un punto di non ritorno per le banche europee, comprese le banche centrali dei singoli paesi. Fino ad ora, esse erano formalmente libere di stampare il proprio denaro. Per esempio, la Grecia avrebbe potuto salvarsi stampando Euro, invece di sottoporsi alle condizioni draconiane e letteralmente assassine imposte dalla troika. Ma non lo fece, perché la classe dominante in Grecia era ed è tuttora parte del sistema. Ad oggi, non esiste alcuna regola della BCE che proibisca ad una banca centrale nazionale di stampare i propri Euro.

Gli europei saranno alla mercé della BCE e, tramite questa, di Wall Street e della FED, ovvero del defunto e avido sistema monetario basato sul dollaro. E perché la gente non reagisce? Perché viene intenzionalmente disinformata, tenuta all’oscuro dai media. Il nuovo SSM viene presentato come un sistema che la proteggerà dalle future crisi, mentre è vero il contrario.

Tuttavia, almeno altrettanto importante ed estremamente sospetto è il momento scelto per questa nuova delega di potere alla BCE. L’abrogazione della sovranità dei paesi dell’Eurozona e delle loro banche non è una coincidenza. Arriva nel momento in cui Washington e i suoi vassalli europei stanno istigando un nuovo conflitto tra Est e Ovest, una nuova guerra fredda con la Russia.

Il nuovo strumento forte della BCE, il Meccanismo Unico di Supervisione, con i suoi poteri transnazionali e la sua inosservanza delle sovranità nazionali, è mirato a tenere in ostaggio il sistema Euro e i suoi paesi di fronte alla Russia, o meglio alla nuova alleanza russo-cinese. Il nuovo cane da guardia sorveglierà che nessuno di loro devii e si unisca al campo orientale del commercio onesto, del nuovo regno di prosperità economica e uguaglianza dove le banche servono allo sviluppo dei popoli invece che all’accumulo di ricchezza da parte di pochi.

Teniamo presente che Xi Jinping, presidente della Cina, a marzo 2014 ha visitato la Germania per offrire alla signora Merkel di partecipare alla Nuova Via della Seta: una nuova alleanza commerciale estesa dalla Germania a Shanghai, attraverso la Russia, le ex repubbliche sovietiche, la Cina nord-occidentale e centrale. Un incredibile potenziale per il commercio e lo sviluppo, che difficilmente può essere ignorato. Se la Germania, ovvero il paese più forte dell’Eurozona, accetterà, il resto dell’Europa seguirà, cioè seguirà un sentiero di maggiore sicurezza e indipendenza rispetto all’attuale alleanza, che offre minacce e sanzioni da parte di una bellicosa Casa Bianca.

Washington ne è consapevole. Non risparmierà niente per seminare disordini e destabilizzare l’Europa per poi giustificare un intervento statunitense, più NATO, più sorveglianza CIA, più profittevoli armamenti, e per muoversi sempre più vicina a Mosca. Il nuovo meccanismo di controllo bancario è solo uno strumento aggiuntivo, ma estremamente potente, in questa direzione.
Un sistema monetario alternativo, separato da quello predatorio del dollaro, sarà lo strumento benvenuto per constrastare pacificamente questa ennesima aggressione finanziaria.

*Peter Koenig è un economista ed ex impiegato della Banca Mondiale. Ha lavorato in tutto il mondo nel settore ambientale e delle risorse idriche. Scrive regolarmente per Global Research, ICH, la Voce della Russia, ora Ria Novosti, Vineyard of the Saker e altri siti internet. E’ autore di “Implosione: un thriller economico sulla guerra, la distruzione ambientale e l’avidità delle compagnie”, romanzo basato sui fatti e su 30 anni di esperienza internazionale alla Banca Mondiale.

Fonte: Vineyard of the Saker
Traduzione: Anacronista

Nella foto: Mario Draghi (BCE) con Mark Carney (Bank of England)

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