"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

La barzelletta sulla classe media che stanno raccontando a Davos

Secondo il Barometro 2017 sulla fiducia di Edelman, la gente crede che “il sistema si è rotto”. Non risulta strano, quando le elites prendono in considerazione lo strato della classe media.

di  Esteban  Hernandez

Fino ad ora, Davos era un piccolo teatro in cui si mettevono in scena discorsi appresi, dove c’era gente con ancora più alto status ed il potere economico”. e che era. pertanto una forma per ampliare la propria rete sociale. I leaders globalisti, inoltre, avevano l’opportunità di diffondere le proprie idee, di farsi vedere come persone intellettualmente capaci e come esempi di percorsi di carriere di successo. Quest’anno è tutto diverso: per quanto si conservi questo elemento di celebrazione del sistema, ci sono elementi oscuri all’orizzonte.

In primo luogo  la elite globalista sta iniziando ad essere meno globale che mai. In altre occasioni, le loro tematiche centrale, come la quarta rivoluzione industriale, cercavano di disegnare il futuro, di riorganizzare gli orizzonti economici ed umani edirigerli verso le trasformazioni sostanziali. Oggi, i cambiamenti sembra che stiano avvenendo non fuori, ma dentro delle elites. Le elites iniziano a essere preoccupate per loro stesse.

Con l’arrivo di Trump al Governo statunitense, il loro avvicinamento alla Russia e l’incremento delle tensioni con la Cina, la pressione del presidente sulla Germania e il suo atteggiamento favorevole a che la UE si rompa, oltre al ritorno del protezionismo e l’aumento dei populismi, presuppongono una crescente incertezza per le elites di Davos.
I grandi assenti sono stati quei leaders che, come Trump, Marine Le Pen o Beppe Grillo stanno trionfando elettoralmente.

La edizione del 2017 non si celebra, come d’abitudine, l’ultima settimana di gennaio, ma si è anticipata per la richiesta espressa dal presidente cinese, Xi Jinping. Tuttavia visto che si svolge nelle stesse date dell’ inaugurazione della presidenza degli Stati Uniti, non ci saranno membri significativi del gabinetto del Donald Trump a Davos. Il presidente del foro, Klaus Schwab, si era recato visitare la Trump Tower, forse per rendere omaggio e per non far scorgere il foro come un attacco personale.

Meglio la Cina che Trump.

Forse per una coincidenza, o forse sia perchè il presidente cinese, difensore di questo peculiare processo di globalizzazione che ha arricchito enormemente il suo paese, scaricandone i costi sulle classi popolari e classi medie europee e statunitensi, non avrebbe visto con buoni occhi che la gente di Trump dovesse avere una maggiore presenza nel foro, o forse lo stesso WEF capiva che le politiche che il nuovo presidente è arrivato a sostenere distano molto da quelle che il foro promuove e per questo preferisce serrare le sue file con i fedeli alla sua impostazione globalista.
Quello che non si dice è che Davos sta disfacendo le nazioni, i popoli e le democrazie per lasciare campo aperto al libero mercato.

In ogni caso, i grandi assenti sono stati quelli che, come Trump, Marine Le Pen e Beppe Grillo, stanno trionfando elettoralmente, forse sarebbe stato logico che, nel foro di dibattito delle tendenze future, e del grande spazio di riflessione delle elites, quelli o i loro rappresentanti avrebbero avuto uno spazio aperto per esporre le loro idee. Tuttavia questo è uno spazio chiuso, ed ha anche la sua logica. Gente come Le Pen viene vista come il principale nemico. Non invano, la leader del Front National ha lasciato scritto nelle reti web che “Davos sta disfacendo le nazioni, i popoli e le democrazie per lasciare il campo aperto al libero mercato, ai finanzieri senza scrupoli ed al multiculturalismo obbligatorio”.

Il sistema si è rotto

Non è strano che questo si rivolti contro. Secondo il Barómetro Edelman sulla fiducia,che si andava pubblicando dal 2001, e che analizza le opinioni dei 33.000 persone di 28 paesi (raccolti dal 13 ottobre fino al 16 di Novembre del 2016), la maggior parte della gente pensa che il mondo della politica e dell’economia stanno fallendo. la percezione è chiara: “Credono che il sistema si sia rotto”, ha assicurato a Reuters Richard Edelman, direttore dell’impresa che ha realizzato lo studio.
La metà di quelli che contano con alte entrate e che possiedono educazione universitaria, anche loro credono che il sistema non funziona.

La cosa più significativa del barometro è che “la metà delle persone che dispongano di alte entrate, che possiedono educazione universitaria e che sono bene informate sono anche quelle che credono che il sistema non funzioni”. Forse potrebbero aspettarsi che le persone con meno risorse , che non hanno una carriera e che non dimostrano particolare interesse nelle notizie, siano rimaste sconcertate, perchè in questi strati di popolo sono stati inseriti coloro che sarebbero credenti nella post verità. Tuttavia non è così: lo scontento presente in tutti gli strati popolari (specialmente in quelli medi, perdenti nel processo di globalizzazione, visto che avevano maggiori aspettative). Non poteva essere di altro modo quando l’epoca ha portato deterioramento economico, discesa generalizzata del livello di vita, corruzione e pratiche poco democratiche da parte di quelle istituzioni che dovevano difenderle.

Le classi cosmopolite

Fino adesso, Davos era una sorta di celebrazione del capitalismo contemporaneo organizzata per coloro che stavano accumulando alti redditi. Adesso è ancora così: la differenza si trova nel fatto che i suoi partecipanti iniziano ad essere visti non come modelli da seguire , ma piuttosto come la causa del problema. Trump e il Brexit hanno trionfato, e la Le Pen stá aumentando il suo consenso, precisamente perchè li segnalano come i principali nemici , queste classi cosmopolite causanti della crisi, gente che disprezzava lo stile di vita della gente comune e che non hanno alcun attaccamento alle radici. Questo tipo di argomenti sono quelli che sono stati presenti nelle ultime campagne e continueranno ad esserlo nel discorso populista di destra. E precisamente per quello avranno successo, e sempre di più se la elite continuerà a chiudere gli occhi sulla realtà.

Fonte: El Confidencial

Traduzione di Juan Manuel De Silva

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  1. Idea3online 6 mesi fa

    Con l’arrivo di Trump al Governo statunitense le elites di Davos presuppongono una crescente incertezza, in quanto la stessa Elite userà Trump contro il rafforzamento della Russia nel Mediterraneo, contro la Cina nel mar Cinese meridionale, a favore della Germania e il suo atteggiamento favorevole a che la UE non si rompa, contro il ritorno del protezionismo e l’aumento dei populismi. L’Elite ha una macchina da guerra di nome TRUMP contro l’Oriente. Ma l’Oriente ha una macchina da guerra di nome PUTIN. Da ieri è iniziato il duello che durerà mesi ed anni tra Putin e Trump. L’Elite teme Putin perchè spinto ad Occidente dal vento della Storia.

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