"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il referendum costituzionale? Una parata dell’establishment, con tutta l’opposizione fittizia al seguito

Lex pres. Napolitano con Renzi

Intervista a Ireneo Corbacci
di Romolo Artusi

Il ventiseienne Ireneo Corbacci è curatore di un pamphlet sul prossimo referendum costituzionale in uscita in questi giorni presso Zambon Editore. Il titolo, La Costituzione del 2016, rimanda al ritrovamento tra le rovine dell’Expo milanese del 2015 di un manoscritto contenente un testo costituzionale ideato da un qualche circolo o gruppo di potere forse riunitosi informalmente tra i padiglioni.

Di che manoscritto si tratta, signor Corbacci?

Di qualcosa di semplice e terribile allo stesso tempo: c’è scritto quello che né Renzi né Napolitano né D’Alema né nessun altro oppositore fittizio del fronte del No avrebbe il coraggio di raccontare senza fronzoli agli italiani: la sovranità popolare dichiarata nella Costituzione del ’48 non esiste proprio e al suo posto vige la sovranità dei grandi commessi del capitale finanziario, alla quale gli stati e i governi sono sottomessi in qualità di servi attivi, culturalmente derivati e convinti.

Il popolo italiano come viene considerato?

Esattamente come tutti gli altri popoli sotto la dittatura che i media e i manuali di scuola chiamano globalizzazione: un agglomerato di corpi decerebrati e consumanti da far lavorare o anche no, da tenere sotto il ricatto quotidiano e permanente dei capricci assortiti delle elite dominanti, sottoposto al terrore mediatico e psicologico più sottile, indotto al non sense dello spirito competitivo in assenza di vita da vivere, accompagnato da mille e uno stordimenti necessari a scongiurare l’eventualità di un qualche pensiero non conforme…

Chi può avere architettato una Costituzione simile?

Non sta a me fare delle ipotesi di tipo soltanto sociologico, e comunque non è nemmeno così importante, a mio parere. È evidente che ci sono in giro per il mondo alcune migliaia di persone che hanno venduto integralmente la loro anima umana al capitale e per questo hanno scalato posizioni e si trovano all’apice del dominio. Adesso sono in una situazione strana e sono anche attraversati da rilevanti correnti di delirio: qualcuno si rende anche conto che il sistema che hanno creato non può avere futuro e questo fatto non fa che inasprire il loro odio viscerale per se stessi e per tutta l’umanità. In queste condizioni, non c’è da stupirsi che vi sia stato qualcuno fra loro disposto a mettere giù, forse a mo’ di promemoria interno, un testo costituzionale come quello che abbiamo deciso di rendere pubblico.

Come giudica l’evoluzione del dibattito sul prossimo referendum costituzionale?

Quello che viene avanti e che si vede le sembra che assomigli ad un dibattito? È ovvio che dibattito non può esserci, che il fronte del No è pieno fino a scoppiare di traditori professionisti e affossatori decennali della Costituzione che temporaneamente si trovano al di là della falsa barricata creata dal quesito referendario stesso.

Si tratta di un inside job dell’establishment in quanto tale con tutta l’opposizione fittizia al seguito sulla medesima orrenda navicella del politically corrct in salsa italica. Hanno deciso di occupare tutto lo spazio politico immaginabile perché temono che dentro ad una probabile vittoria del No si possano annidare e fare breccia posizioni di dissenso non facilmente addomesticabile, che in un futuro prossimo potrebbero portare alle prime significative sollevazioni contro il potere dei più buoni.

Un po’ come avvenuto in piccolo a Goro e Gorino, ma trascinando dentro il flusso rivendicativo altre e più sostanziali questioni, magari diverse ma ugualmente simili nella forma all’importazione di popolazioni usata come arma di distruzione sociale e di terrore vivo contro tutti gli impoveriti.
L’unica partita vera del referendum è questa e i dominanti italici, ceto politico al gran completo allineato, vogliono inquinarla e dissimularla in tutti i modi possibili.

Secondo lei, dopo la Brexit una vittoria netta del No potrebbe innescare una crisi ad effetto domino all’interno dell’Unione Europea?

L’effetto-domino, se anche venisse innescato, verrebbe pilotato e gestito dalla financial community dominante nello stesso modo in cui è stata fatta avvenire la Brexit: riposizionando le pedine in campo per costruire migliori possibilità di guadagni futuri.
Nel breve termine, la variabile del referendum italiano, magari in parte sfuggendo alla stessa fuffa negli argomenti dei trasformisti cammellati del No, potrebbe certo intralciare non di poco i programmi dei dominanti, ma da sola non avrebbe la forza di impattare seriamente sulle strutture dell’Unione: penso che dovremo comunque attendere l’esito delle elezioni francesi per poter esprimere un giudizio più sensato.

Ha visto che sono persino circolate voci (Alfano, Sacconi, Castagnetti…) circa un ulteriore rinvio del referendum a causa dell’atmosfera venutasi a creare con i terremoti nell’Italia centrale?

Vede, in Italia vi è tutta una sofisticata tradizione di servaggio del ceto politico, mediatico e accademico che sa costruire i suoi frutti per noi avvelenati anche quando tutta la situazione sembrerebbe suggerirgli di desistere e di non procedere… Come crede che simili bassi figuri si accreditino presso coloro che al momento opportuno decidono di nominarli per questo o quell’incarico? Queste mosse fanno parte del loro ruolo dentro la nicchia di governance a loro delegata: e purtroppo nessuno può escludere che al loro interno vi sia anche chi, per intorbidare ulteriormente il clima, punta davvero su nuovi e più distruttivi eventi sismici da qui al 4 dicembre…

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Copertina libro Costituzione del 2016
Copertina libro Costituzione del 2016

La presentazione del libro pamphlet di Corbacci, sarà fatta a Bologna, il prossimo Sabato, 12 di Novembre, presso la Sala Celeste di via Castiglione, 41, ore 16,30.

Ingresso libero

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  1. mimmo 1 mese fa

    Ha visto che sono persino circolate voci (Alfano, Sacconi, Castagnetti…)
    circa un ulteriore rinvio del referendum a causa dell’atmosfera venutasi a creare con i terremoti nell’Italia centrale?

    Toh! mi sembra di aver letto un un analogo riferimento in un illuminato commento precedente…

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  2. giannetto 1 mese fa

    Ma guarda guarda… a.n-vedi!!! – Compare un’ autorevole voce che conferma la mia equazione pre-tolemaica:
    REFERENDUM = MINCHIONENDUM.
    – Mes compliments, Monsieur!
    – E, grazie alla Sua testimonianza demistificatrice ( che Le riconosco sul serio, senza ironia alcuna), l’incazzuto “fronte del no” perderà in breve tutta la virulenza pseudo-contestatrice, avuta fin qui, degli innamorati della “più bella costituzione del mondo” (Guitto Benigno).
    Ci ha pensato il baffetto-velista a spiazzarli, in compagnia dell’emiliano bleso, del Rigor Mortis e di qualcun altro. Ci hanno fatto capire a tonde lettere che, appunto:
    REFERENDUM = MINCHIONENDUM.
    Sicché, diversamente da ieri, cominceremo a sentire da ogni parte sta novità:
    “tanto… voti sì o no, ‘un cambia-n-nulla”.

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  3. Paolo 1 mese fa

    Il terremoto è stato pianificato per questo motivo e l’uscita di quell’israeliano sulla mano di Dio nell’evento, credo che sia stata una manovra per depistare il vero movente…il referendum. Al prossimo eventuale terremoto dovrà seguire un terremoto popolare e toglierceli definitivamente di torno. Credo che nella storia dei sismi non sia mai avvenuto ciò che accade in Italia, a dimostrazione che sono causati dall’uomo. Bisogna preparare le corde.

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    1. Umberto 1 mese fa

      Anche i maiali non sono male. Non lasciano traccia e poi ci si fanno mortadelle squisite, per non parlare del vantaggio di carattere religioso che quegli illustri animali rappresentano in qualsiasi porcile catto-comunista.

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  4. Alex Ambro 4 settimane fa

    Ormai si scomodano anche gli intellettuali anche se con interventi ridotti come questo di Luciano Canfora che,
    come l’ultimo dei teorici del complotto, si azzarda a parlare di “ENTITÀ’ REMOTE ONNIPOTENTI DALLE QUALI PRENDIAMO ORDINI”,
    “LE DECISIONI CHE CONTANO SONO PRESE ALTROVE”, “LA DEMOCRAZIA SI E’ SPOSTATA DA UN’ALTRA PARTE, E’ STATA CONFISCATA, MESSA IN QUARANTENA, LA DEMOCRAZIA NON E’ TUTTI, MA DI ALCUNI”.
    https://youtu.be/vfWKqYSmfnE

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    1. giannetto 4 settimane fa

      -E’ una storia vecchia come il mondo. E sai il perché? Perché nel pòpppolo, che è un prodotto dell’organizzazione sociale (dunque della cultura) si è concentrata la massa inerziale della psicologia animale umana. Vi si è concentrato cioè il suo aspetto più ventriloquo e istintivo, vale a dire il meno cerebrale e il più facilmente seducibile.
      -Dove e quando mai c’è stata “democrazia”? Forse in qualche assemblea di villaggio, dove però i popolani già soccombevano all’auctoritas di un “primus inter pares” (più vecchio, più saggio, più coraggioso ecc..). Il che magari non era male, visto che il pòpppolo restante, ossia la maggioranza, è, per natura sua, scemo.
      – Dal villaggio a noi tanta se ne è fatta di strada socio-culturale! – L’inerzia psicologica del pòpppolo rimane però immutabile, come deve essere per legge di natura. Necessariamente il pòpppolo fraintende i desideri per realtà (ciò che nella lingua dell’Impero si dice: wishful thinking). Il caso-Trump ne è una verifica PERFETTA.
      Sono stato moooolto difficcile. Lo so. Hai avuto pazienza, se ce l’hai fatta a leggere fino in fondo.

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  5. Eugenio Orso 4 settimane fa

    Fa piacere notare che le tesi sostenute una decina di anni addietro, qui, in Italia, da pochi – fra i quali lo scomparso filosofo Costanzo Preve e il sottoscritto – oggi trovano qualche riscontro anche fra i giovani.
    Oramai è evidente quanto segue:
    1) L’Italia è un paese occupato, privo di sovranità e soggetto al potere della classe dominante global-finanziaria, che governa attraverso i collaborazionisti, presenti anche nelle sedicenti opposizioni.
    2) L’opposizione vera non esiste, o è ridotta all’irrilevanza, mentre il “partito unico della riproduzione neocapitalista” occupa tutti gli spazi politici e sociali disponibili, togliendo “ossigeno” anche alla controinformazione genuina.
    3) La manipolazioni culturale e antropologica delle neoplebi, in atto da un trentennio, ha funzionato a dovere e la sovranità popolare, se mai è esistita, è solo un fantasma del passato.

    Cari saluti

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