"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Kissinger vuole la disruzione dell’Iran

henry-kissinger

Nonostante l’età avanzata “il grande vecchio” Kissinger, già consigliere di molti presidenti USA, sforna un nuovo libro, rivelando di essere solo marginalmente preoccupato per l’avanzata dell’ISIL, bensì il suo vero cruccio rimane l’Iran, da bombardare il prima possibile, e la Russia, da controllare strettamente in base a Paesi-ponte come l’Ucraina.
In altre interviste si era anche detto frustrato per l’immobilismo militare di Obama, ma a guardare bene lo scacchiere mondiale è notevole la quantità di Paesi destabilizzati e governi sostituiti dallo zio Sam. Senza dimenticare i terroristi del Califfato che sono meramente un’organizzazione “Made in CIA”, per questo Henry non ne è preoccupato.
Il pericolo è sempre quello per lo Zio Sam: l’autonomia e la sovranità (politica e spirituale) di Teheran. Non sia mai che a qualche altro popolo venga in mente di percorrere la stessa via.

di Scott Simon

(repubblica.it) – Kissinger, lei dice che in tutte le crisi che sconvolgono il mondo, gli Stati Uniti non devono smettere di concentrarsi sull’Iran. Perché?
“Si è creata una sorta di cintura sciita che va da Teheran a Beirut passando per Bagdad. E questo dà all’Iran l’opportunità di ricostruire l’antico impero persiano, stavolta sotto un’etichetta sciita. Da un punto di vista geostrategico, ritengo che l’Iran sia un problema più grande dell’Is. L’Is è un gruppo di avventurieri con un’ideologia molto aggressiva. Ma devono ancora conquistare molto territorio prima di poter diventare una realtà geostrategica permanente. Penso che un conflitto con l’Is – per quanto importante – sia più gestibile di un confronto con l’Iran”.

Che cosa farebbe riguardo all’Is?
“Hanno tagliato la gola a due americani in tv. Questo è un insulto agli Stati Uniti, e ci impone di dimostrare che non può restare impunito. Sarei fortemente favorevole a un immediato duro attacco. Poi, se riusciremo a coinvolgere altri paesi o altri gruppi locali nei combattimenti di terra, potremmo effettivamente riuscire a distruggerli”.

Vorrei sapere che cosa pensa rispetto ad altre aree del mondo. Nel suo libro, ha dedicato una larga parte a quello che definisce l’enigma russo. Secondo lei, che cosa vuole la Russia di Vladimir Putin?

“L’atteggiamento dell’Occidente e della Russia rispetto a una crisi come quella Ucraina è diametralmente diverso. L’Occidente sta cercando di far valere la legittimità dei confini stabiliti. Per la Russia, l’Ucraina fa parte del patrimonio russo. Circa 1.200 anni fa, fu creato uno Stato russo intorno a Kiev. L’Ucraina stessa ha fatto parte della Russia per 500 anni, e credo che la maggior parte dei russi la considerino un patrimonio russo. La soluzione ideale sarebbe quella di avere un’Ucraina come la Finlandia o l’Austria, che possa essere un ponte, piuttosto che un avamposto”.

Kissinger Pinochet

Kissinger, ogni volta che la intervistiamo, ci sono persone che protestano, che dicono di non essere interessate alla sua opinione per via del suo ruolo durante la guerra in Vietnam, in particolare nel bombardamento della Cambogia e del Laos. Lei che cosa risponde?

“Dovrebbero studiare ciò che sta accadendo. Penso che ci renderemmo conto, studiando l’andamento delle guerre di guerriglia, che l’amministrazione Obama ha colpito più obiettivi e su più ampia scala di quanto non abbia mai fatto l’Amministrazione Nixon”.

Una domanda sul futuro: crede che Hillary Clinton sarebbe un buon presidente?
“Conosco Hillary come persona. E come suo amico personale, direi sì, sarebbe un buon presidente. Ma mi metterebbe in un grande conflitto di interessi se si candidasse, perché ho intenzione di appoggiare i repubblicani”.

Non era una domanda di parte, volevo solo sapere: se lei si candidasse e fosse eletta, si sentirebbe a suo agio con lei come presidente degli Stati Uniti?
“Sì, mi sentirei a mio agio con quel presidente”.

Tratto da Azione Tradizionale

Nella foto in basso: Kissinger ai tempi del suo appoggio al governo di Pinochet in Cile

 

 

 

 

*

code

  1. leo 2 anni fa

    Interessante. Tirate le somme, al giornalista che gli rammenta la sua politica criminale nei confronti di Laos e Cambogia, questo vecchio rimbambito, cosí deplorevolmente longevo, si giustifica rispondendogli che il negro attuale della casa bianca, premiato col nobel per la pace, ne sta combinando di peggio.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Werner 2 anni fa

    Quando si dice “l’erba cattiva non muore mai”: ecco, si parla certamente di Kissinger, questo satanasso giudeo guerrafondaio imperialista.

    Rispondi Mi piace Non mi piace