"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Kerbala il vero obiettivo del terrorismo di matrice takfira

Karbala_Imam-Hussein_Shrine

Yusuf Fernandez

Improvvisa e sorprendente. Queste sono alcune delle parole che si sono utilizzate per descrivere la caduta di Mosul, la seconda città dell’Iraq, nelle mani dell’EIIS o Daesh (in lingua araba).
Molti si domandano come sia stato possibile che l’EISS si sia impadronito in un solo giorno della provincia irachena di Ninive e di parti di quella di Salahuddin e di Kirkuk.
Tuttavia l’avanzata rapida dell’EIS in Iraq potrebbe terminare convertendosi, per paradosso, in un errore fatale per i gruppi takfiri per diversi motivi:

In primo luogo, la razione del governo iracheno è stata rapida. Una volta resosi conto del disastro, visto che lo stesso primo ministro iracheno, Nuri al Maliki, ha denunciato questo attacco come un complotto. Maliki ha promesso di castigare i responsabili dello stesso ed i capi militari e civili che sono fuggiti da Mosul lasciando la città in mano dell’EISS. L’Esercito Iracheno ha preso l’iniziativa il giovedì ed ha respinto due attacchi contro Samarra e Baiyi ed ha recuperato Tikrit e la parte nord della provincia di Kirkuk. Maliki ha promesso ugualmente di armare un esercito di volontari per fare fronte all’EIIS.

La reazione internazionale allo stesso modo è stata rapida : Siria ed Iran hanno offerto subito la loro collaborazione all’Iraq. Il segretario generale dell’ONU, Ban Ku-moon, ha richiesto l’aiuto per il governo iracheno. Gli Stati Uniti hanno qualificato di molto seria la situazione in Iraq ed ha dato assicurazioni di voler intervenire in aiuto dell’Iraq con tutti gli aiuti necessari, includendo prioritariamente l’invio di armi.

L’offensiva dell’EIIS porterà probabilmente a limare le differenze tra le forze politiche irachene, in specie tra i gruppi sciiti che potranno adesso unirsi intorno alla figura di Maliki. Questa unione ha ricevuto già l’appoggio della più alta istanza religiosa sciita in Iraq, l’Ayatolà Ali Sistani, il quale ha richiesto esplicitamente un appoggio all’Esercito Iracheno.

Il risultato positivo in relazione a questa escalation può essere quello di decretare un consenso a livello regionale sul pericolo che rappresenta il terrorismo takfiri. Se tale consenso si ottiene, sarà impossibile che la Siria possa rimanere al margine dello stesso. Lo stesso nemico terrorista che invade adesso l’Iraq è il medesimo che lotta contro il governo siriano. In questo senso, risulterebbe stupida e pericolosa la differenziazione che realizzano alcuni paesi occidentali di condannare il terrorismo in Iraq e di appoggiarlo in Siria, soprattutto tenendo in conto che il presidente Bashar al-Assad e l’Esercito siriano sono i principali baluardi che impediscono alla marea terrorista di espandersi per tutta la regione.

Kerbala e Bagdad minacciate

I terroristi dell’EIIS non nascondono che la loro lotta è settaria. I loro obiettivo sono quello di provocare una guerra confessionale nel Medio Oriente attaccando i siti sciiti più sacri le città di Kerbala, Nayaf e Samarra,- dove si trovano i mausolei degli Iman sciiti, oltre alla capitale Bagdad. In questa offensiva partecipano non solo militanti ma anche quello che resta dell’apparato di sicurezza di Saddam Hussein, incluso il vice presidente dell’Iraq di quell’epoca, Izzat al Duri. Inoltre ci sono voci che ufficiali dei Fedayn di Saddam sono tornati dall’esilio in Qatar e dallo Yemen per prendere parte all’offensiva dei takfiri.

La minaccia contro i luoghi sacri porterà anche ad una mobilitazione degli sciiti in Iraq, che ricorda l’invasione di Karbala da parte dei seguaci di Muhammad ibn Abdul Wahhab, il fondatore della corrente wahabita , nel 1802 che causò la morte dei suoi abitanti ed il saccheggio della città. Questo inoltre può portare all’incremento del numero degli sciiti iracheni disposti a partecipare alla difesa della Siria, dove varie centinaia di loro hanno combattuto nei mesi scorsi.

L’obiettivo finale dell’offensiva dei wahabiti e dei suoi patrocinatori è la distruzione della scuola sciita ed i suoi principali simboli e luoghi sacri. Tuttavia l’EIIS può aver commesso un passo fatale e svegliato la coscienza del popolo iracheno e dei popoli della regione davanti al pericolo reale del terrorismo dei takfiri, che presuppone una minaccia indistinta per tutti loro. Nonostante questo, senza una azione internazionale ferma e diretta a penalizzare i patrocinatori del terrorismo internazionale , in primo luogo il Qatar ed all’Arabia Saudita, non sarà possibile ritornare alla stabilità della regione e sbaragliare totalmente e definitivamente questo fenomeno.

Fonte: Al Manar

Traduzione: Luciano Lago

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