"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Jobs Act, misero imbroglio fallito: peggior legge di sempre

Renzi con Marchionne

Il Jobs Act? E’ la peggior legge varata nel dopoguerra, tale da provocare un salto indietro di cinquant’anni. Consiste in una sistematica distruzione dei diritti che assicuravano dignità ai lavoratori italiani. Con la pratica abolizione dell’articolo 18 dello Statuto, i lavoratori sono ormai privi di difesa contro ogni tipo di sopraffazione.

Si tratta di un’operazione reazionaria molto articolata. Un attacco scientifico della finanza speculativa. Per ottenere quale risultato? E’ evidente: l’abbassamento del costo del lavoro e la spoliazione dei diritti finalizzati all’umiliazione dei lavoratori. Meno diritti, e anche meno lavoro – e di minor qualità. Il risultato è un fallimento.

Il governo Renzi ha pensato di ricorrere a un costosissimo trucco che gli avrebbe consentito poi di propagandare dei risultati: dotare i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato, privi però della garanzia dell’articolo 18, di un incentivo economico davvero poderoso, drogando in questo modo le assunzioni nel periodo subito successivo al Jobs Act, nell’anno 2015. Contratti instabili, senza tutele, che possono essere sciolti con un avviso e un risarcimento. Da qui i licenziamenti cresciuti. Operazione direi criminale, per avere un risultato drogato e limitato nel tempo, con contratti privi di articolo 18.

Operazione costosissima: 8.000 euro l’anno per tre anni vuol dire 24.000 euro di decontribuzione a contratto. Si chiama furto di denaro pubblico. Solo che, prima, gli ispettorati Inps vigilavano e controllavano. Ora hanno smesso di farlo.

Praticamente abbiamo regalato 10 miliardi agli evasori. Ecco perché sono cresciuti i contratti senza articolo 18. L’unica condizione era che il lavoratore da assumere non avesse già avuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato negli ultimi sei mesi precedenti, perché altrimenti tutti sarebbero ricorsi a licenziamenti, immediatamente seguiti dalle assunzioni con l’incentivo. La decontribuzione veniva invece concessa se il lavoratore avesse prima lavorato con contratto precario, perché queste trasformazioni sarebbero state utilizzate dalla propaganda e diventate il fiore all’occhiello del governo Renzi come grande protagonista della lotta al precariato. E i contratti infatti ora diminuiscono.

Nel corso del 2015 si sono registrati 1,4 milioni di nuovi rapporti a tempo indeterminato incentivati, ma con quasi 500.000 trasformazioni di contratti a termine e quasi 100.00 di contratti di apprendistato, oltre alle trasformazioni di centinaia di migliaia di “co.co.pro.”, figura giuridica abrogata dal gennaio di quest’anno.

Prof. Piergiovanni Alleva
Prof. Piergiovanni Alleva

Ma c’è dell’altro. Nel 2016, la decontribuzione è stata ridotta per i contratti di quest’ultimo anno da 8.060 a 3.250 e la sua durata decurtata da 36 a 24 mesi. Allora l’imbroglio è stato svelato. L’Inps, infatti, nei primi quattro mesi del 2016 ha accertato una diminuzione del 78% dei contratti a tempo indeterminato, sostituiti da contratti precari e a termine e addirittura voucher, forma di mercificazione inaudita del lavoro umano. Possiamo parlare di bluff, e anche di reato. Le diverse centinaia di migliaia di trasformazioni dei contratti precari nascondevano una circostanza: erano quasi sempre irregolari. Mancava una causale precisa o l’insegnamento, come nell’apprendistato o il progetto, con la conseguenza che, per legge, quei rapporti dovevano essere considerati già tutti a tempo indeterminato fin dal loro inizio. E dunque l’Inps non poteva concedere la decontribuzione legata alla apparente trasformazione nei nuovi contratti a tutele crescenti. La stessa legge 190/2014 vietava di concedere la decontribuzione ai lavoratori che già fossero in realtà a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti.

Il Jobs Act ha aperto anche la strada ai licenziamenti. E’ diventato un’arma di intimidazione individuale e collettiva. In una fabbrica, i lavoratori dopo aver timbrato l’ingresso volevano indossare i vestiti da lavoro necessari alle condizioni di sicurezza per quella fabbrica e poi cominciare. Il padrone invece pretendeva che la vestizione fosse fatta fuori orario. I lavoratori hanno protestato e il padrone ha licenziato subito il primo di loro che si era rifiutato. Gli altri sono stati così intimiditi. Il licenziato al massimo potrà avere 4 mensilità, e che resti a casa.

Queste sono le propagandate tutele crescenti. L’articolo 18 era dunque l’ostacolo da rimuovere, l’architrave da spezzare. Una straordinaria norma anti-ricatto, che consentiva il godimento di altri diritti. Era un diritto-architrave, appunto. Oggi abbiamo lavoratori sotto il regime Fornero e altri con il contratto a tutele crescenti. Un balzo enorme indietro, un peggioramento enorme della disciplina del lavoro.

Certamente i lavoratori hanno subìto un insulto, ma si possono riprendere tutele e diritti. Con i referendum della Cgil. Che, se passassero, cancellerebbero le tutele crescenti e abolirebbero i voucher, reintroducendo i limiti di responsabilità nella catena degli appalti. Dobbiamo sfruttrare questa occasione e farne un uso positivo per eliminare l’inferno che si è creato in Italia: via articolo 18, contratti a termine senza causale, licenziamenti e voucher. Peggio di così… Il sistema dei nuovi ammortizzatori? Sono un netto peggioramento. Abolita l’indennità di mobilità, abolite molte causali della cassa integrazione e ridotte le altre.

Ora c’è il modello americano, della fabbrica a fisarmonica: licenzio e assumo, lavoratori come stracci. La tanto decantata Naspi è esattamente il contrario di ciò che deve essere la sicurezza sociale, basata com’è sul presupposto assicurativo. Perché penalizza chi ha lavorato poco. La Naspi è ridicola. Questo chiude il cerchio: abbiamo la sottrazione di tutele nel posto di lavoro, non c’è cassa integrazione e mobilità, la Naspi penalizza. Vogliono i lavoratori come cagnolini fedeli ai datori di lavoro.

(Piergiovanni Alleva, dichiarazioni rilasciate a Vindice Lecis per l’intervista “Ecco perché il colossale e costoso flop del Jobs Act”, pubblicata su “Fuoripagina” il 21 novembre 2016. Il professor Alleva è uno dei più importanti giuslavoristi italiani: ha insegnato diritto del lavoro nelle università di Bologna e Ancona).

Tratto da Libre Idee

 

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  1. ramo 2 settimane fa

    E come no? L’uso di termini inglesi per nascondere il nome reale, la verità di una legge o idea negativa a danno della società intera è radicato negli italioti al potere. L’importante è che la gente sappia vedere la cosa sotto il nome “furbo”, creato semplicemente per giocare ai bussolotti col popolo bue. Se si capisse che la politica è ormai un volgare gioco di bussolotti e di paroloni per fottere la gente, si vedrebbe la foglia di fico che hanno i farabutti. Anche perché qui si torna al buon senso più elementare e sano, come quello che aveva Renzo quando l’Azzeccagarbugli espettorava paroloni in latino per fotterlo, oppure quando don Abbondio snocciolava altri paroloni per non lasciarlo sposare con Lucia. Così fanno Renzi, Draghi, e via via sino al venditore di polizze per uccellarti o fotterti, e ogni giorno lo fanno quelli della tivvù con i loro talk show cretini che a furia di strilli e parole e idiozie mirano ad addormentarti perché il potere ti fotta al meglio. E’ una vecchia e sporca storia, ma oggi è ancora più pervasiva e allora, gente, dobbiamo essere sempre più numerosi a stracciare questo tendone del circo barnum che comanda sopra l’Italia.

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  2. Eugenio Orso 1 settimana fa

    L’uso indiscriminato e la diffusione dei voucher rappresentano l’ultima frontiera della flessibilizzazione del lavoro.
    Nessuno ne parla, con l’attenzione assorbita dal referendum, da eventi internazionali (esempio, morte di Fidel Castro), o da casi di cronaca ad arte pubblicizzati (esempio, gli amanti diabolici in corsia).
    Dopo le fallaci ed effimere “tutele crescenti” c’è soltanto il buono lavoro: ti pago poco, solo per le ore lavorate quando lo decido io …
    Le false opposizioni – grullini cinque stalle, sinistroidi extra-piddì, etc. – non ne parlano proprio, si tengono alla larga da queste pericolose (ma determinanti) questioni.
    Il gioco è fatto …

    Cari saluti

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  3. Mardunolbo 1 settimana fa

    Tanti anni fa ci si lamentava giustamente dello strapotere dei sindacati dei lavoratori che imponevano un sistema a “strozzinaggio” per l’imprenditore che non poteva MAI licenziare l’impiegato nullafacente. Ora l’Italiuzza del piddì è riuscita a far digerire alle masse ormai amorfe un’ oscenità di contratti di cui ogni cittadino dovrebbe vergognarsi. Perchè questi contratti? Perchè l’intenzione ,neanche tanto coperta della grande finanza speculativa (gestita dai soliti noti banchieri) è di ridurre sempre meno guadagno alle masse in modo da costringere ad accettare qualunque lavoro a qualunque prezzo pena la morte per indigenza e fame. E’ il sistema già provato ampiamente in Africa e nei paesi colonizzati da Usraele. Non riuscendo a fare ciò in Europa si è dovuto ricorrere a governi farsa con politici corrotti ideologicamente (comunismo di ritorno)o con nutrite buste di denaro per far convincere i popoli quanto fosse necessario ridurre i diritti dei lavoratori “per la salvezza della nazione” Gli sporchi venduti ,o traditori della nazione, non hanno però detto mai che il denaro gestito dalla banca Europea(privata essa ed il suo sanguinoso Euro) viene in realtà “prestato allo Stato e ritornato con fior di interessi che lo Stato non dovrebbe mai dare essendo lui stesso garante di quel denaro !Questa è l’origine della frode colossale che costringe le nazioni ad “indebitarsi” in modo fasullo e quindi a costringere ogni lavoratore a diminuire i suoi introiti ed in ultima istanza ad impedirgli di accumulare una riserva di denaro o di beni per far fronte alle sue necessità della vecchiaia o dei suoi figli o generazioni a venire. Ridurre ciascuno alla povertà e costringere ad elemosinare ogni aiuto, impedendo l’acquisto di beni incorruttibili come casa o terreni,è la manovra assassina e criminale, gestita dai nostri attuali politici per soddisfare le richieste pervenute dalla commissione europea gestita ideologicamente dalla massoneria internazionale (finanza internazionale). Il cittadino spogliato di ogni bene durevole ed alla mercè del “mercato del lavoro” , rimbambito con la TV , è il prossimo futuro schiavo dei padroni che spingono per un governo mondiale. Con Trump e con le prossime elezioni in Austria, Francia, Germania ed Italia vi sarà probabilmente una spinta contraria a questo obiettivo mondialista che farà digrignare i denti ai principali propugnatori del governo mondiale. Non è un caso se proprio dalla sinistra arrivi il pieno appoggio a queste dinamiche, poichè la sinistra di origine comunista e socialista è proprio per natura mondialista e globalista.
    Il “feroce” nemico, ma apparente di sempre, cioè il capitale, si è alleato in maniera egregia con i servi sinistri per far arrivare a questi obiettivi descritti prima. Si spera che i popoli si sveglino dal torpore e, riconosciuto l’inganno, si allontanino dalle due ideologie perverse (capitalismo e marxismo) che hanno devastato due secoli dell’umanità intera, per ritornare infine a quella visione più umana e più cristiana della dignità dell’uomo e del suo lavoro !

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