"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Jihadistan: Putin aveva ragione sulla Siria

Jihadistan

Jihadistan: Putin aveva ragione sulla Siria, lo ammette (tardivamente) il Washington Post.

di Alfredo Jalife-Rahme

Con le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dalla UE- che hanno fratturato bipolarmente la geo economia globale in Ucraina ,si è creato il nuovo Muro di Berlino dell’inizio del secolo XXI, tra due blocchi meta regionali: il G-7, di taglio finanziarista spumeggiante, in accelerata decadenza (inclusa la nazione asiatica orientale,il Giappone, anche quello in declino) ;  il BRICS, di taglio economicista in ascesa irresistibile.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin, marginalizzato dall’Occidente in modo esilarante, ha ottenuto la ragione storica rispetto agli avvenimenti sanguinari della Siria che hanno contagiato anche l’Iraq  ed hanno avuto come sbocco la creazione artificiale dello Stato Islamico (EI) ed il suo infausto Jihadistan medioevale, che ancora nessuno si azzarda a riconoscere nel mondo, uno stato canaglia che si distingue per essere “politicamente non corretto”.

Il vero ventriloquo dell’EI, il supremo califfo, senatore John Mc Cain, svelato come il vero primo califfo, mediante la sua marionetta, Abu Bakr Al-Baghdadi, il secondo califfo, ruba il cuore del mondo arabo nella sua super strategica regione del Levante, ben  fornita di risorse petrolifere e zona strategica di ammortamento (buffer zone) del RIC (Russia, India e Cina): tre potenze nucleari colme di popolazione islamica sunnita.

Da una prospettiva umanistica universale- non settaria, di ghetto mentale fondato su miti etno-tecnologici, molto rispettabili ma molto deboli, che non resistono all’analisi scientifica rigorosa-, le atrocità del Jihadistan sono ad immagine e barbarica e somiglianza fondamentalista con l’Israelistan/Sionistan ed il suo ennesimo infanticidio deliberato dei palestinesi a Gaza.

Una strage che procura periodicamente e generosamente il partito israeliano dell’ultra destra Likud, che gode di una esclusiva ed eccezionale licenza ottenuta dagli Stati Uniti per assassinare bambini, che si sono indignati in forma ipocrita -nella loro  classica applicazione politica dei due pesi e delle due misure- per la reprovevole barbarie dei sunniti dell’EI che, apparentemente , loro  stessi hanno  creato e lasciato crescere con il proposito di destabilizzazione geopolitica per promuovere i loro sinistri disegni contro i loro avversari geopolitici nel triangolo euroasiatico del RIC ,che ospita la dottrina Primakov dell’ex premier russo.

Sotto il pretesto dell’utilizzo delle armi chimiche da parte del regime di Bashar Assad contro la sua stessa popolazione,- azione questa che mai è stata evidenziata da terze parti e, al contrario, uscirono in mala parata i ribelli siriani i quali si presume che utilizzarono una provocazione di ” false flag”,-  Obama stette sul punto di iniziare una guerra contro la Siria.

Esiste una enorme somiglianza coreografica tra le armi chimiche della Siria con il montaggio hollywodiano dell’aereo della Malaysia Airlines, apparentemente abbattuto per ordine del multimilionario oligarca ucraino-israelian-cipriota Igor Kolomoiski, il quale possiede varie compagnie aeree ucraine e “finanzia i servizi di controllo dei voli di Dnepropetrovsk, che erano responsabili del controllo aereo sulla rotta del tragico volo”.
Certamente ha scosso la notizia del fatto che l’Olanda non è disposta a relazionare il contenuto delle scatole nere dell’areo sinistrato, cosa che provocherà problemi con la Malesia, la cui stampa apertamente accusa il governo dell’Ucraina di aver abbattuto il suo aereo, in base alle rivelazioni del’insigne investigatore statunitense Rebert Parry.

E’ stato giustamente saggio l’intervento di Valdimir Putin che aveva salvato tanto il suo alleato Bashar Al Assad- obbligato a distruggere il suo arsenale chimico, senza che fosse toccata, un altra volta eccezionalmente, la pletorica dotazione di armi di distruzione di massa di Israele: biologiche, chimiche ed un massimo di 400 ogive atomiche- come anche il suo alleato Obama,salvato  da una avventura che, vista in retrospettiva, sarebbe stata un disastro, se non l’inizio della terza guerra mondiale.

Nel suo già storico editoriale di circa un anno fa sul New York Times, Vladimir Putin previde che l’inizio di una guerra di Obama in Siria avrebbe incrementato la violenza e avrebbe scatenato una nuova ondata di terrorismo. Un intervento militare USA avrebbe potuto neutralizzare gli sforzi multilaterali per risolvere il problema nucleare iraniano ed il conflitto israel -palestinese e destabilizzare ancora di più il Medio Oriente e l’Africa del nord. Avrebbe potuto abbattere l’intero sistema dell’ordine e della legge internazionale fuori di ogni equilibrio.

Mc Caine con califo

Circa l’ascesa irresistibile del Jihadistan, riempito di nuovi condottieri (mercenari) del outsourcing della transnazionale terroristica islamica della globalizzazione bellica israeliana- anglosassone, Vladimir Putin ha avvisato, con inuguagliabile esperienza delle guerre etno- tecnologiche della Russia in Cecenia ed altre nel trans Caucaso: mercenari dei paesi arabi che combattono (in Siria) e centinaia di militanti dei paesi occidentali e perfino dalla Russia (Cecenia e Daguestan), sono una questione di nostra profonda preoccupazione. Non potrebbero forse questi rientrare nei nostri paesi con la loro esperienza acquisita in Siria?

Thierry Meyssan, temerario direttore della Red Voltaire, che va superattivo lanciando letali missili di demistificazione, afferma che gli Stati Uniti hanno un piano di utilizzare un’ altra carta a Settembre, a San Pietroburgo, per destabilizzare la Russia. Gli USA stanno forse cercando una guerra mondiale?

Quello che sconvolge è che i mercenari al soldo dell’EI hanno talmente pullulato a tale livello che il giornalista USA, James Foley, indipendentemente dalle gravi accuse di un montaggio hollywoodiano proferite dal portale Moon of Alabama, è stato decapitato da un presunto devoto incappucciato vendicatore occidentale dall’accento britannico convertito all’Islam.

Dopo lo scenario dell’11 Settembre e della sua “guerra civilizzatrice” contro il terrorismo islamico globale, come sono arrivati migliaia di convertiti europei occidentali a combattere nelle file dell’EI?
Como che qualche cosa non quadra nella massiccia migrazione sregolata di migliaia di mercenari occidentali incappucciati  e convertiti all’Islam, nell’epoca del maggior controllo e del ciberspionaggio globale che controlla la anglosfera dal celebre schema Echelon della guerra fredda.
Dopo dei milioni di morti avutisi in Iraq – nel mezzo di pulizie etno- teologiche di cattolici- caldei yyazidisi curdi, cosa che ha scatenato la sua balcanizzazione Kurdocentrica a beneficio petroliero per Israele-, e quasi 200 mila morti in Siria, adesso, un anno dopo della coreografia delle armi chimiche di Bashar, in una spettacolare giravolta di 180 gradi con triple salto acrobatico della morte e senza rete di protezione di un circo, le potenze mondiali contemplano Assad come possibile baluardo contro l’EI, secondo il giornale israeliano Haaretz.

Adesso risulta che i funzionari degli Stati Uniti e della UE- che raccolgono le tempeste terroristiche islamiche dei venti geopolitici che hanno seminato- si dicono “allarmati”  per la presenza considerevole di europei nelle forze dell’EI.

Secondo il “The Washington Post,” che si pone  tardivamente  l’interrogativo: “forse che Putin aveva visto correttamente circa la Siria?

Naturalmente la risposta è si!

Fonte: Pagina Transversal

Traduzione: Luciano Lago

Nella foto al centro: il senatore Mc Cain con i capi dell’EI in Siria

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