"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Israele preferisce la presenza del Daesh in Siria che non la sopravvivenza di Al Assad

Mentre in Occidente ci si è preoccupati per le azioni criminali messe in pratica dal gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo), il regime israeliano  dichiara di preferire la presenza del Daesh in Siria che non la permanenza al potere del presidente siriano Bashar al-Assad.
In un articolo pubblicato il Giovedì, il giornale statunitense “The Wall Street Journal”  ha indicato che, per le autorità israeliane, la priorità numero uno è quella di “impedire il sorgere dell’Iran come una potenza regionale dopo l’accordo sul nucleare dell’anno scorso” e vedere il rovesciamento del regime siriano del presidente Bashar al-Assad, alleato numero uno  di Teheran.

“Se dovessimo scegliere tra l’ISIS ed Al-Assad, avremmo scelto di sicuro lISIS. Questo gruppo dispone soltanto di camions e mitragliatori, mentre Al.-Assad rappresenta una arco strategico che va da Teheran fino a Beirut”, segnala Michael Oren, legislatore del regime israeliano ed ex ambasciatore di questo regime negli USA, secondo quanto citato dal media statunitense.

Le dichiarazioni di Oren seguono quelle già avutesi dell’attuale ministro della Difesa israeliano Moshe Yaalon il quale ha dichiarato poco tempo fa che Israele non considera l’ISIS un reale pericolo per la propria sicurezza ma piuttosto preferisce che sia questa organizzazione al governo di Damasco piuttosto che non Al-Assad. Vedi: “L’Iran è il nemico e non l’ISIS”

Le autorità israeliane neppure considerano una buona opzione la possibilità che i negoziati di pace in corso (da Lunedì) a Ginevra risultino ottenere il successo di una uscita politica dal conflitto siriano, questo perchè tutti i belligeranti e le forze governative puntano contro il Daesh e contro il Fronte Al-Nusra, ramo siriano di Al Qaeda, visto che di conseguenza l’Esercito siriano ne uscirà rafforzato.

Una impostazione di prospettiva questa che ha allineato sempre di più il regime di Tel Aviv con una campagna araba anti iraniana, diretta dall’Arabia Saudita, ha sottolineato la fonte.
Il giornale ha aggiunto che l’atteggiamento israeliano si trova in contrasto con quello degli USA e di altri paesi occidentali, la cui priorità dichiarata in Siria è quella di annientare la minaccia dell’ISIS e di altri gruppi radicali che stanno commettendo un genocidio ed ogni tipo di crimini nella regione.

Secondo l’ex contrattista dell’intelligence statunitense Edward Snowden, il Daesh è nato dallo sforzo congiunto dell’agenzia di sicurezza degli Stati Uniti e del regime israeliano e può contare con migliaia di componenti provenienti da vari paesi del mondo, molti dei quali europei e nord americani.

Il coinvolgimento del regime di Tel Aviv nella crerazione della banda ultraradicale jihadista era stata rivelata anche dallo stesso giornale israeliano Maarv, i quale aveva  informato che le autorità israeliane facilitarono la creazione di questo gruppo con l’obiettivo di “cambiare la geografia” del Medio Oriente (il vecchio piano di balcanizzazione del Medio Oriente che risale allo stratega israeliano Yaalon).

Vedi anche: Israele getta la maschera: per noi l’ISIS non è un nemico

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Brasile domenico 1 anno fa

    Sei milioni di inceneriti non gli sono bastati.
    Ipocriti guerrafondai. Dal giusto si stanno
    assimilato al marciume umano. Bravi

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    1. shalom 1 anno fa

      Bisogna comprenderli, con Al Assad, Hezbollah e gli iraniani messi insieme, hanno paura di ritrovarsi infornati o gasati come i loro avi.

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