"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Israele non accetta e diffida degli accordi di Ginevra con l’Iran

Kerry and iranian

di Luciano Lago

A seguito dell’accordo preliminare raggiunto a Ginevra per la limitazione del processo nucleare in Iran tra le 5 potenze + 1, accordo segnalato come un successo dalla diplomazia iraniana che consentirebbe a questo paese di alleggerire il regime di sanzioni a cui è stato sottoposto, Israele dimostra un certo nervosismo ed anche il timore di rimanere isolato rispetto alla sua posizione di intransigenza verso Tehran.  Il primo ministro di Tel Aviv, Benyamin  Netanyahu ha provveduto immediatamente a denunciare questo accordo come un “uno sbaglio storico della comunità internazionale” ed ha affermato che “Israele avrà il diritto a difendersi”. Subito dopo lo stesso Netanyahu ha iniziato a muovere le sue pedine per sabotare l’accordo.

Si muovono innanzi tutto le organizzazioni ebraiche negli USA, quelle che costituiscono la possente lobby ebraica, delle quali la più importante è l’AIPAC ((American Israel Public Affairs Committee), che dispone di ingenti risorse anche per finanziare la rielezione di molti membri del congresso, altrettanto pronti a muoversi I lobbisti pro Israele della  AFSI (Americans for a Safe Israel),  sull’allerta  quelli della CPMAJO (Conference of Presidents of Major American Jewish Organization) ed altrettanto quelli del  INEP (Institute for Near East Policy). Una vera armata ed un fronte compatto che dispone di propri uomini all’interno del Congresso sia nelle fila dei repubblicani  sia dei democratici. Si tratta di organizzazioni che hanno piazzato nei posti di comando delle istituzioni internazionali dei propri fiduciari e che dispongono di grosse entrature nelle principali banche d’affari e nelle agenzie governative.

Ci si può immaginare quale baccano faranno queste organizzazioni presso il Congresso USA per sabotare l’accordo e chiederne l’annullamento per non legittimare quello che è il principale nemico di Israele: l’Iran.

Netanyahu è stato molto chiaro in proposito ed ha definito non soddisfacenti i termini dell’accordo in quanto consentirebbero a Teheran di arrivare ad un arricchimento controllato dell’uranio che potrebbe facilmente essere riconvertito (secondo Israele) per uso militare. Israele vuole rimanere l’unica potenza nucleare del Medio Oriente e non accetta la concorrenza di altri paesi.

In effetti già in queste ore sono arrivate le prime critiche nei confronti dell’amministrazione Obama per l’accordo sottoscritto: in particolare il senatore Mark Kirk , fermo difensore della decisione di imporre nuove sanzioni all’Iran, ha denunciato i vantaggi che otterrebbe l’Iran in modo unilaterale con lo sblocco di diversi miliardi di dollari (congelati a suo tempo per le sanzioni) che gli consentirebbero di finanziare i lavori per le infrastrutture nucleari in cambio di semplici promesse.  Altrettanto critico il senatore  Lindsey Grham, sostenitore della linea dura, che ha criticato il fatto che l’Iran, in base all’accordo,  non rimanga obbligato a smantellare né le infrastrutture né le centrifughe esistenti, “quindi non si è ottenuto nulla di concreto”, ha detto Grham. Idem il senatore Marco Rubio che, manifestando diffidenza sugli impegni presi da Teheran, ha già ventilato la sua ostinazione a lavorare in Senato per rinsaldare le sanzioni contro l’Iran fino a che questo paese non rinunci totalmente a qualsiasi procedimento di arricchimento dell’uranio.

Un altro senatore,John Cornyn,  ha accusato apertamente Obama di voler utilizzare l’accordo per distrarre dal problema della riforma sanitaria.

Il segretario di stato John  Kerry ha risposto per conto dell’amministrazione respingendo le critiche dei senatori come poco fondate.

A questo punto non si può prevedere se effettivamente ci sarà una ratifica dell’accordo preliminare e se questo troverà forti resistenze per effetto della mobilitazione della lobby pro Israele.

Secondo alcuni analisti, l’accordo potrebbe per paradosso avvicinare la guerra piuttosto che allontanarla. Il governo israeliano, che in questo periodo si avvantaggia di un asse strategico con la monarchia saudita, potrebbe essere tentato di sferrare il primo colpo, con l’appoggio dei sauditi, per annientare, con una rischiosa operazione, le infrastrutture iraniane prima che queste possano essere operative.

Qualcuno ad alto livello ha definito Israele ed i suoi propositi bellicisti come “il cane pazzo “ del Medio Oriente, quello che, una volta libero, si precipita a mordere il primo passante che incontra. L’escalation di attentati che avviene in questo periodo in Libano, vedi quello all’ambasciata iraniana a Beirut (24 morti e 150 feriti ), gli omicidi mirati di scienziati iraniani effettuati da misteriosi sicari, lascia immaginare che ci sia una strategia sotterranea “sporca” del governo di Tel Aviv per raggiungere i suoi obiettivi. Il primo di questi obiettivi è quello di assediare ed isolare l’Iran privandolo del suo collegamento con gli Hezbollah in Libano (altro nemico giurato per Israele). L’accordo di Ginevra che consentirebbe all’Iran di riannodare il dialogo con gli USA e con i paesi europei, viene visto come una iattura dallla parte di Tel Aviv.

Una situazione pericolosa ed un delirio di onnipotenza per Israele che, vistosi isolato, potrebbe giocarsi le sue carte e portare forti turbolenze ed una possibile nuova avventura militare.

Il mondo oggi inizia a domandarsi quale sia il vero “stato canaglia” del Medio Oriente.

 

http://www.washingtonpost.com/world/national-security/after-iran-nuclear-deal-tough-challenges-ahead/2013/11/24/9853518e-552c-11e3-835d-e7173847c7cc_story.html?hpid=z1

http://news.sky.com/story/1172861/iran-nuclear-deal-reached-at-talks-in-geneva

http://www.hispantv.com/detail/2013/11/24/249747/proisraelies-delsenado-deeeuu-contra-elacuerdo-coniran