"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Israele inizia a soffrire l’isolamento per causa della sua politica criminale

Impegnato attivamente nella campagna di boicottaggio BDS (Boicottare, Disinvestire e Sanzioni) ai prodotti  e servizi israeliani,  senza fronzoli per denunciare che Israele è uno “Stato criminale”, l’israeliano Ilan Pappè ha ribadito la sua visione pessimista sulla possibiltà di un accordo di pace basato sull’esistenza dei due Stati, tuttavia ha intravisto che l’opinione pubblica mondiale – specialmente dei giovani – sta cambiando verso la comprensione del genocidioo dei palestinesi.

di  Ilan Pappè
“Sono ottimista perchè oggi esiste una cambiamento importante, in particolare fra i giovani negli Stati Uniti , dove Israele ha perso i campus ed ha smesso di essere considerato “l’unico Stato democratico del Medio Oriente, come è stato propagandato per decenni”, ha segnalato Ilan Pappè (intellettuale ebreo antisionista) nel corso della sua conferenza nell’Ambasciata di Palestina, dove ha presentato il suo libro: ” Genocidio progressivo in Palestina e il BDS” edito dall’editoriale Canaan.


Pappè sta commettendo il peggiore dei peccati per la destra del suo paese: alimenta la campagna mondiale di boicottaggio ad Israele (BDS), che viene sospinto come “un movimento della società civile che chiede ai suoi governi azioni più dure contro Israele”. per questo gli addossano le accuse come “traditore” e “rinnegato”, inoltre le minacce di morte che lo hanno obbligato a cercare l’autoesilio.
Lo storico con l’occasione ha difeso coloro che criticano il sionismo ed ha negato che questa campagna si possa assimilare come una attitudine “antisemita” come sono soliti replicare dalle organizzazione ebraiche di destra e ortodosse.

Ilan Pappè, libro sul genocidio palestinese

“Oggi il peggiore razzismo nel mondo non è quello contro gli ebrei ma quello contro i mussulmani”, ha enfatizzato nel corso della sua conferenza nell’Ambasciata di Palestina, sotto un cielo stellato ed accattivando con la sua analisi un nutrito uditorio che aveva riempito l’ampio cortile della sede diplomatica.
“Siamo uno Stato razzista ed antietico”, ha enfatizzato Pappè circa la situazione di Israele, affermando che l’apartheid che viene praticata di fatto in Israele contro i palestinesi “risulta molto più crudele di quella che praticarono i governi bianchi sudafricani”.
“Nel caso sudafricano nessuno poteva dire che si boicottava un governo democratico, come accade adesso con Israele. E neppure venne applicata in Sud Africa una politica di pulizia etnica come quella che sta praticando Israele nei territori occupati”, ha spiegato.
Pappè ha espresso il suo pessimismo sull’interminabile processo di pace, che ha indicato come una strategia adottata da Israele dopo aver occupato i territori della Cisgiordania e di Gaza nel 1967.
“I protocolli israeliani già dicevano nel 1967 che bisognava estendere indefinitivamente il processo mentre questo continuava ad avanzare sul terreno. Inclusa l’occupazione della Cisgiordania e di Gaza era stata pianificata da prima del 1967 e soltanto dovevano aspettare il momento opportuno per attuarla”, ha ricordato.

Ilan Pappè

Pappè ha voluto anche demolire il “mito” del Fiume Giordano che dovrebbe essere la frontiera naturale di Israele verso l’Oriente, “perchè è un fiume che si può attraversare a piedi o con le stampelle, motivo per cui non ha un valore strategico. Israele ha inventato questo mito per il suo processo di pace da presentare al mondo. Con successo, al punto che è quello che si insegna nelle Accademie militari degli stati Uniti.
Il Governo di Israele “non ha mai avuto vere intenzioni di far progredire il processo di pace ” e persiste “in un dibattito tattico circa come annettersi i territori che sono stati sottratti alla popolazione palestinese”, ha affermato.

La “pulizia etnica” è iniziata già nel 1948, per quanto lo storico Pappè assicura che ” i coloni sionisti erano arrivati tre anni prima, con l’idea già programmata di espellere la popolazione nativa”. “Alcuni palestinesi ancora oggi ritengono di aver commesso un errore nel non aver accettato la ripartizione proposta nel 1947. Tuttavia non sbagliarono, ritiene Pappè, perchè non avrebbero mai dovuto esistere due Stati “, ha affermato lo storico.

In questo senso ha ricordato che, nel formarsi gli accordi di Oslo nel 1993, “Israele parlò di concessioni ai palestinesi, ma in realtà fu il popolo palestinese a fare concessioni nel permettere di sostenere la tesi della possibile convivenza dei due Stati “.

La narrazione sionista inizia già dalle scuole primarie “dove si insegna ai bambini ch furono i coloni quelli che fecero fiorire il deserto. Questo è un’altro mito. Non è questa la verità storica visto che i palestinesi avevano già ottenuto un livello importante di urbanizzazione ed i coloni arrivarono in una terra che già era popolata”, ha sottolineato Pappè.

L’altro dei miti per sostenere l’occupazione è il “mito del ritorno”, che “gli ebrei sono tornati a casa dopo duemila anni” ma questa suona come una barzelletta poichè “nessuno torna dopo duemila anni e ritrova la terra vuota”, ha enfatizzato lo storico.

Secondo Pappè, ben lontano dal condividere questi miti “funzionali”, Israele è di fatto l’ultimo enclave europeo in Medio Oriente ed uno Stato militare segregazionista”.

“Se la lotta dei palestinesi è indicata come “terrorista”, questo avviene perchè il sionismo non viene riconosciuto come una forma di colonialismo”, ha completato lo storico.

Durante la conferenza di Pappè  è stata presentata anche la rivista di Al Zeytun, che porta il nome di una popolazione palestinese e che si propone come materiale per il dibattito.

Il consiglio accademico della pubblicazione è integrato da Luz Gomez dell’Università Autonoma di Madrid, Silvana Rabinovich, dell’Università Autonoma del Messico ed Elena Arigita Maza dell’Università di Granada.

(Intervista di Alberto Ferrari)

Fonte:  Rebellion

Traduzione: Juan Manuel de Silva

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  1. Paolo 3 mesi fa

    Pappé…quando i più critici anti-Israele sono israeliani stessi. Per fortuna che al mondo ci sono eroi che da soli fanno più di quel che fa un’intera comunità…pochi uomini che cercano di risvegliare la massa addormentata e drogata dalla propaganda. Grande questo uomo, un esempio per tutti noi.

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  2. Silvia 3 mesi fa

    Un conto e’ criticare la politica israeliana riguardo al conflitto in Siria, pero’ vorrei che si portassero delle prove quando si parla di genocidio dei Palestinesi.

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    1. Mardunolbo 3 mesi fa

      Silvia, informati ! poi torna a battere i tasti!

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    2. Renè 3 mesi fa

      Silvia (o Silvio o Troll…) prova a cercare, invece di aspettare che qualche paggetto ti porti le prove, comunque, cerca “massacro di Deir Yassin” ci sono prove a bizzeffe, tra cui la testimonianza del presidente della croce rossa svizzera: tutti gli abitanti furono massacrati, le donne ed i bambini furono uccisi dall’IRGUN a bastonate (le munizioni costano) poi i cadaveri furono gettati in una cisterna, che però fu ritrovata dalla croce rossa, una ragazzina era ancora viva, sepolta tra i morti…
      TUTTI i componenti dell’IRGUN fecero carriera: M.Begin divenne Primo Ministro d’Israele ma c’è da aggiungere che Begin fu tra i terroristi, sotto falsa bandiera, travestiti da arabi che mise la bomba all’Hotel King David rendendosi responsabile dell’uccisione a tradimento, di più di 90 civili, (questo è considerato il PRIMO atto di TERRORISMO nella storia) per questi omicidi gli fu conferito il Premio Nobel per la Pace (eterna). Infine una curiosità, per chi ama le ipocrisie, il “museo dell’olocausto” il “Yad Vashem ” fu edificato a poca distanza dalle rovine di Deir Yassin, questo da l’idea di come il vittimismo sionista, travalichi il grottesco.
      Ma senza andare alle origini dell’entità sionista, pochi anni fa quando Netanjahu doveva farsi rieleggere, non aveva molte speranze, così decise di organizzare un massacro di palestinesi a scopo elettorale: a fronte di qualche razzo che i palestinesi, ma molto più probabilmente il Mossad, i servizi israeliani spararono verso Israele, con un bilancio di zero morti, zero feriti, 4 tegole rotte, l’aspirante Primo Ministro Netanjau organizzò un massacro di 4400 palestinesi, tra cui più di 400 bambini molti bruciati vivi con le bombe al fosforo… la popolazione israeliana era entusiasta del massacro, molti si “godevano” il panorama dalle colline sopra a Gaza, brindando e ballando, (cercati le foto ed i filmati) mentre 4400 civili inermi, venivano massacrati dall’esercito più vigliacco del mondo.
      A riprova di tutto ciò Netanjahu vinse le elezioni.
      PS
      …non ti farò più da paggetto, d’ora innanzi prima di scrivere cose… informati.

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      1. Giorgio 3 mesi fa

        “La donna è mobile. qual piuma al vento, muta d’accento e di pensier.”

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      2. Silvia 3 mesi fa

        Pero’ non dovete neppure parlare dei razzi lanciati dai Palestinesi come se fossero petardi di Capodanno

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  3. Mardunolbo 3 mesi fa

    Ilan Pappè non lo conoscevo….un altro ebreo onesto,quindi antisionista, che si comporta da eroe !
    A persone come lui andrebbero i riconoscimenti, ceduti ad ogni genere di mentitori, di”giusto d’Israele”.

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