"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Israele ed Arabia Saudita uniti per contrastare la minaccia dell’Iran

Il regime di Israele le prova tutte per convincere Vlady Putin a rompere l’alleanza con l’Iran ed incrinare la fattiva cooperazione militare ed economica fra la Russia e l’ Iran.
Nell’ultima intervista rilasciata al canale 9 di Israele, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha espresso la sua preoccupazione per la collaborazione di Mosca con l’Iran ed ha avvertito che l’espansione dell’influenza iraniana nella regione del Medio Oriente risulta pericolosa, anche per gli stessi interessi russi nella regione, ha detto Netanyahu.

“Diciamo che l’Iran rappresenta un pericolo non soltanto per noi, ma in fin dei conti risulta pericoloso anche per voi stessi”, come ha dichiarato Netanyahu di aver detto direttamente a Vlady Putin.


Per quanto il premier israeliano abbia riconosciuto la validità dell’intenzione di Putin di voler annientare totalmente lo Stato Islamico in Siria, Netanyahu ha espresso “la sua profonda preoccupazione per l’esistenza di un asse Russia-Iran”.

Una volta che la banda terrorista sia eliminata, ha assicurato, il regime israeliano non tollererà che il vuoto lasciato da questa banda “sia sostituito dall’influenza iraniana e dal movimento di Resistenza di Hezbollah del Libano”.

Questo ultimo tentativo di pressione da parte del regime israeliano, avviene dopo che in Marzo, in un incontro con Putin, Netanyahu aveva accusato l’Iran di avere piani per estendere il suo dominio in Siria ed aveva richiesto un intervento di Mosca rispetto a questa situazione.

Occorre ricordare che il regime di Tel Aviv avverte grande inquietudine per la posizione regionale dell’Iran che le autorità israeliane (come hanno ammesso) vedono consolidata per l’avanzata dell’Esercito siriano di fronte ai terroristi, specialmente dopo l’avvenuta liberazione della città di Aleppo che era in parte in mano ai gruppi terroristi (appoggiati da USA, Arabia Saudita e dallo stesso Governo di Tel Aviv).

Dopo la liberazione della città, il presidente russo ha esaltato il ruolo svolto dall’Iran nella avvenuta liberazione. Di fronte a questo, il premier israeliano è arrivato a chiedere al suo alleato USA- tradizionale rivale della Russia a livello internazionale – di creare una equipe di lavoro con Mosca in Siria per fare fronte all’influenza iraniana.

Nel frattempo Teheran ha messo in rilievo in svariate occasioni che la presenza dei suoi consiglieri militari in Siria non viola la sovranità di quel paese ma aderisce ad una richiesta dello stesso Governo di Damasco. A sua volta la Siria ha sempre ringraziato la Repubblica Iraniana per l’appoggio fornito anche nei peggiori momenti della crisi.

Dure minacce dell’Arabia Saudita contro l’Iran

Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salma, ministro della Difesa dell’Arabia Saudita, ha minacciato di “creare battaglie all’interno dell’Iran” ed ha scartato la possibilità di normalizzare i suoi rapporti con l’Iran accusandolo di cospirare per controllare il mondo islamico e condizionare il dialogo con la cessazione degli attacchi aerei contro lo Yemen.

Principe saudita

Queste affermazioni sono state fatte dal principe saudita nel corso di una interivista in cui ha risposto alle precedenti dichiarazioni del cancelliere iraniano Mohammad Javad Zarif, il quale aveva dichiarato che l’Iran è disponibile a normalizzare i rapporti con l’Arabia Saudita se questo paese cesserà di patrocinare i gruppi terroristi in Siria e terminerà i suoi attacchi contro il popolo yemenita.

A seguito di queste dichiarazioni, Mohamad Bin Salman ha assicurato che Rijad potrebbe mettere fine al movimento di resistenza yemenita Ansarollah inviando le proprie truppe al paese vicino, tuttavia ha riconosciuto che questo produrrebbe molte perdite fra i propri militari e fra i civili.
Senza fare riferimento alle migliaia di vittime fra i civili yemeniti causati dai bombardamenti indiscriminati effettuati dall’aviazione saudita (con l’appoggio USA), il principe ha mostrato fiducia di poter risolvere la situazione (dopo già due anni di conflitto) affermando che “il tempo sta dalla nostra parte”.

In effetti, con l’assedio causato dal blocco aeronavale USA-Saudita del paese, una buona parte della popolazione yemenita sta letteralmente morendo per la fame e per la mancanza di medicinali, in questo senso il tempo è a favore dei sauditi. Da notare che nessuna notizia di questo conflitto compare nelle TV e nei media occidentali, solitamente attenti alle violazioni dei “diritti umani” che avvengono  in paesi come l’Iran, la Corea del Nord o il Venezuela. Nel caso del genocidio che avviene nello Yemen, sembra che ci sia una consegna generale del silenzio.

I bombardamenti della coalizione guidata dai sauditi hanno già causato la morte di oltre 13.000 civili nello Yemen e determinato oltre tre milioni di profughi, da quando è iniziato il conflitto nel 2015 ed i sauditi accusano l’Iran di aiutare il movimento degli Houthi che resistono all’aggressione saudita.
Le dichiarazioni del principe saudita possono essere interpretate come una vera dichiarazione di guerra all’Iran e questo non mancherà di produrre conseguenze.

Fonti: Al Mayadeen

Hispan Tv

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Animaligebbia 8 mesi fa

    Il “popolo eletto”(ah ah ah) e’ preoccupato e si arrampica sugli specchi,i “custodi dei luoghi santi” ,dei trogloditi,hanno capito che con tutti i loro foglietti verdi non possono spezzare la resistenza di un popolo, ancorche’ in ciabatte ,che lotta per la sopravvivenza.Se non ci fossero tutti questi morti sarebbe ridicolo.Ma chi semina vento raccoglie tempesta e presto arrivera’ il loro turno

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  2. Daniele Simonazzi 8 mesi fa

    Gli ebrei se vogliono mettono in ginocchio chiunque hanno tutto l’ oro tutte le banche tutte le TV tutti I giornali.Henry Ford ( fondatore del marchio ford)chece li aveva in odio si e’ dovuto tappare il becco altrimenti in 10 giorni falliva.Ormai e’ troppo tardi ,bisognerebbe ( gli ebrei) slogarli ai nastri di partenza per poterli battere di un pelo ma da sta classe di governanti venduti cosa ci si puo ‘ aspettare,il popolo eletto attraverso uomini di paglia possiede tutto

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    1. Animaligebbia 7 mesi fa

      Nell’ultima guerra in Libano hanno preso una solenne bastonata sua schiena e si sono ritirati in fretta e furia lasciandosi dietro centinaia di carri armati distrutti.Hanno sempre mandato avanti il bullo ciccione statunitense,ma anche questo ,ormai,tende all’obesita’ e risulta lento e goffo.Quanto ai media un afgano o uno yemenita o un iraniano se ne sbatte le palle di quello che scrive NYT o Repubblica o la vendutissima gruber,quelli lottano e basta perche’ difendono la loro patria e non hanno alternativa.Cordialmente

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  3. dolphin 8 mesi fa

    Ma sono loro una minaccia per l’Iran !

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