"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

ISLAM, JIHAD, INTEGRAZIONE: FATTORI PSICOLOGICI DI UNA PROBABILE VITTORIA

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di Marco Della Luna

I fatti, politicamente non sempre corretti, oggi impongono di trattare pubblicamente il problema dei musulmani immigrati, di prima, seconda e terza generazione, all’apparenza perfettamente integrati nelle società occidentali, anzi assimilati, che partono per combattere nel jihad e commettere ogni atrocità, uccidono se capita loro concittadini occidentali. poi rientrano in “patria” per qualche tempo, si riorganizzano, ripartono e tornano a combattere la Guerra Santa. Anche prima di questo jihad del Califfato, avevamo avuto molti casi, anche in Italia, di improvviso viraggio terroristico (o simile) da parte di islamici comportamentalmente integrati.

Come è possibile che si lancino in queste mostruosità, se, a tutti gli effetti pratici, erano perfettamente integrati in un paese come la Francia o il Regno Unito, e addirittura nati là? Se si comportavano secondo i valori di questi paesi? Se avavno legami sociali importanti in essi?

Evidentemente l’integrazione comportamentale, l’inserimento sociale, l’assunzione di ruoli anche pubblici, non sono indicatori affidabili.

Ma se l’integrazione socio-culturale occidentale non esclude la pericolosità, allora questa da che fattori è determinata? Certamente non da un fattore biologico, etno-ereditario, perché i soggetti in questione sono di etnie diverse, da quelle maghrebine a quelle afghane. Evidentemente, il fattore determinante di questo pericolo è proprio la religione islamica, il denominatore comune a tutti questi soggetti. In effetti, come è noto, il Corano contiene comandi espliciti a sterminare senza pietà chi non accetta il Corano stesso (Sura 27, ad esempio), sotto minaccia di punizione divina. A ciò fa riscontro il fatto che la quasi totalità delle uccisioni, soprattutto delle stragi, compiute per motivo religioso, sono di matrice islamica. I mussulmani, uccidono annualmente nel mondo circa 100.000 fedeli di altre religioni a motivo della loro fede non-mussulmana o non sunnita. E lo fanno in modo organizzato e metodico, da Boko Haram all’Isis agli islamici nelle Filippine. Dunque non è vero ciò che molti islamici e filo-islamici sostengono, ossia che è vero che vi sono islamici assassini, ma che si tratta di crimini dipendenti dalle caratteristiche individuali di chi le commette, e non da qualcosa che accomuna gli islamici in quanto tali.

ISIL islamic terrorists

Chiediamoci: perché mai, tra tutte le religioni, solo l’islam combatte e ammazza in modo tanto massiccio e organizzato, facendo vere e proprie guerre di religione e islamizzazione, con eliminazione degli infedeli che non si convertono? Che cosa ha di diverso dalle altre religioni?

Non credo sia solo perché il Corano prescrive di fare ciò e perché l’islam ha una gloriosa storia di guerre di conquista a base religiosa. Ravviso la specificità dell’islam, quel fattore che lo rende religione militante, matrice dei comportamenti aggressivi organizzati (di massa) in questione, in una caratteristica che pure il cristianesimo aveva, quando era analogamente aggressivo, violento e intollerante.

Questa caratteristica è che l’islam dà una risposta semplice al perché le cose vanno male nel mondo, cioè spiega che vanno male non perché tu, fedele, abbia qualche colpa, ma perché ci sono persone che rifiutano l’islam stesso (il Corano, la volontà di Allà); e dà anche una soluzione altrettanto semplice: islamizzare il mondo, convertire tutti, eliminare chi non si converte. Ogni mezzo è lecito. Anzi, se segui questo programma e poche regole di condotta (ortoprassi), puoi fare tutto ciò che ti aggrada, specialmente con gli infedeli, le loro terre, donne, sostanze. Così l’islam canalizza e sfoga l’insoddisfazione, la frustrazione esistenziale e pratica, verso l’esterno, verso i diversi, in forma di aggressività, conquista, coercizione. Ti insegna a colpevolizzare i diversi, e a sentire te giusto e libero da colpa e dubbi anche se uccidi innocenti, e che non hai alcun bisogno di introspezione e autocritica: una cuccagna, un’invenzione psicologicamente vincente e socialmente aggregante. Una base perfetta per l’espansionismo religioso.

Al contrario, il cristianesimo soprattutto moderno, l’induismo, il buddhismo (che però propriamente non è una religione) la canalizzano verso l’interno, la introvertiscono, in quanto ti insegnano a sentire te stesso responsabile della morte, dell’ingiustizia, della sofferenza, attraverso le dottrine del peccato (soprattutto il peccato originale, che ha reso l’uomo mortale), del karma, dell’avidya – vizi che sono imputabili all’uomo, e da cui l’uomo deve emendarsi lavorando su se stesso col pentimento, il ravvedimento, l’espiazione, la mortificazione, la rinuncia, la conversione. Agli altri devi dare amore, anche ai nemici. E a chi ti colpisce devi porgere la guancia. Alla violenza devi rinunciare a priori. Al perdono devi essere sempre pronto.

Questa penso sia la differenza tra la religione militante e le altre, la radice della sua attrattiva e della sua inclinazione alla violenza e alla intolleranza.

Se così è, non esiste un islam moderato: la cultura, la fede islamica è una matrice di determinate tendenze violente e intolleranti per effetto della sua stessa struttura, del tipo di interpretazione e soluzione ai conflitti esistenziali, psichici e sociali che essa trasmette, anche se singoli soggetti formalmente islamici possono restare estranei ad essi per tutta la vita.

Se è così, per un paese occidentale tenere sul proprio territorio comunità islamiche comporta automaticamente certe inevitabili conseguenze, un crescente terrorismo e un crescente rischio di jihad in casa, mentre il principio politicamente corretto di “integrazione” semplicemente non può funzionare, come in effetti non funziona.

Se è così è, bisogna anche calcolare che cosa succederà in proiezione futura sul piano demografico, data la molto più alta prolificità degli islamici: ricorderete che il premio Nobel per la Pace Yasser Arafat diceva: noi vi conquisteremo con gli uteri delle nostre donne, sono quelli le nostre armi. La sorte di paesi che, nella storia, hanno ricevuto una significativa immigrazione islamica sarà di grande ausilio.

Se è così come penso, infine, operazioni quali Mare Nostrum, in cui entra di tutto, sono un atto distruttivo e forse mortale per il Paese, anche se fruttano profitti a molte organizzazioni legate ai partiti e alla Chiesa che prendono soldi pubblici per l’assistenza; e anche se donano braccia a buon mercato, spesso in nero, a un’economia in difficoltà per il costo del lavoro; e anche se forniscono mano d’opera per spaccio, prostituzione e altro alla criminalità organizzata, da cui dipende buona parte del consenso politico, anche parlamentare.

Non è un caso che l’Italia sia diventata “campione del mondo di accoglienza”, per dirla con le parole del nostro ministro degli Interni. Sappiamo che molti paesi petroliferi islamici finanziano, con le loro immense risorse, il jihad del Califfato e di altre organizzazioni mussulmane in una strategia di espansionismo islamico. E’ logico quindi che offrano finanziamenti anche alle forze politiche e mediatiche che possono aiutare, mediante politiche di apertura delle frontiere, l’estensione in Europa di questo espansionismo. L’Italia si presta molto a questo approccio, perché la sua classe politica è tradizionalmente molto corruttibile e la sua popolazione è altrettanto suggestionabile da slogan etici.

Fonte: Marco Della Luna

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  1. Anacronista 2 anni fa

    Sulle caratteristiche intrinseche della religione islamica ci sarebbe da discutere a lungo. Non dimentichiamo però che la radicalizzazione che produce i terroristi e alimenta l’ISIS è incoraggiata, quando non del tutto creata, dai servizi segreti “occidentali”, che così possono preparare il terreno per la cosiddetta “guerra di civiltà”. Che cos’è Guantanamo se non un semenzaio di terroristi? Non si ripeterà mai abbastanza che l’ISIS è guidato dal Mossad. Perciò, che l’immigrazione di massa di popoli tanti diversi dal nostro sia un disastro è ovvio, ma non dobbiamo dimenticare che a favorire l’immigrazione e a scagliare i mussulmani contro l'”occidente” il più delle volte sono proprio le elite “occidentali”.

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  2. Werner 2 anni fa

    L’Islam non é una religione, ma un culto semipagano creato da un comune mortale di nome Maometto, che ha scopiazzato elementi del Giudaismo, del Cristianesimo e di altre dottrine non religiose; esso é fondato principalmente sulla “guerra santa” – di per sé un ossimoro – concetto che solo un comune mortale che si spacciava per profeta di Dio poteva inventare, ma soprattutto sull’oppressione della libertà individuale.
    Pertanto il modello islamico é da ritenersi non compatibile con il modello occidentale, ma ciò nonostante in questi ultimi 40 anni in Europa hanno letteralmente spalancato le porte all’immigrazione islamica, che soprattutto in Nord Europa e in Francia, ha portato alla creazione di numerosi quartieri islamici e alla erezione indiscriminata di moschee e minareti. É un’offesa a chi nel 732 lottò e morì per difendere il Cristianesimo in Europa dall’attacco islamico nella celebre battaglia di Poitiers, vinta dall’esercito cristiano di Carlo Martello, una delle più belle pagine di storia europea mai scritte.

    L’islamico, a prescindere dal luogo in cui nasce, e dal passaporto che possiede, é tale e basta, non lo puoi cambiare, perché viene educato fin dalla nascita dai propri genitori secondo le loro usanze. Quindi, tutti quegli islamici nati belgi, britannici, francesi, olandesi grazie al famigerato ius soli, pur nascendo e crescendo in luoghi diversi da quelli dei genitori, ricevendo un certo tipo di educazione da parte di costoro, sono tali e quali a coloro che nascono e crescono nei paesi d’origine degli stessi.

    Chi dice che sono integrabili e occidentalizzabili, e che per questo é necessario introdurre lo ius soli dove non é previsto, o è cretino o é in malafede, ma personalmente sono più propenso alla seconda ipotesi, visto che politici, giornalisti e intellettuali che fanno cattiva propaganda immigrazionista, altro non fanno che rendersi partecipi di un evidente disegno che mira alla cancellazione delle identità e della storia dei singoli paesi europei, e alla scomparsa del Cristianesimo.

    La ormai massiccia e imponente presenza islamica in Europa, rappresenta uno dei maggiori problemi contemporanei del nostro continente, un vero e proprio CANCRO DA ESTIRPARE il prima possibile, quando finalmente gli europei si sveglieranno.

    @Anacronista
    Le élite occidentali che Lei ha giustamente citato, sono di matrice giudaico-massonica, satanista e che osserva il Talmud, che mirano alla definitiva cancellazione del Cristianesimo in Europa.

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  3. Ares 2 anni fa

    L’Islamè figlia d’ignoranza, basterebbe ragionare con un po del cervello cui siamo dotati che tutte le religioni sono per dominare non per elevare, l’occidente bene o male è riuscito ad allentare la morsa anche del cristianesimo (non dimentichiamo il passato) il popolo tenuto nell’ignoranza è facilmente manovrabile ad uso e consumo di pochi furbi (e criminali) per soddisfare la loro bramosia di potere. Integrazione non sarà mai attuabile perchè impossibile e poi l’Islam vuole la sottomissione dell’occidente altro che coesistere.

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