"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Iran e Venezuela sfidano il cyberimperialismo occidentale

di  Stefano Zecchinelli

Per mantenere la loro egemonia su scala mondiale, l’imperialismo americano punta su una pluralità di mezzi: la finanziarizzazione della economia capitalistica globale; (b) i finanziamenti, nemmeno tanto nascosti, ai movimenti reazionari, dalla riorganizzazione del dissenso tramite la “Sinistra Imperiale” alle squadracce pseudofasciste; (c) l’aggressione militare contro gli stati e le nazioni indipendenti e i movimenti di liberazione nazionale anticolonialisti e antimperialisti. L’egemonia informativa, di Usa, Gran Bretagna ed Israele, resta un problema estremamente complesso che non può essere eluso.

Lo scrittore Roberto Quagliavha posto il problema della unipolarizzazione dell’informazione ( ovviamente a vantaggio degli Usa ) citando la testimonianza del giornalista tedesco Udo Ulkfotte ‘’ che ha lavorato per la Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei principali quotidiani tedeschi, nel suo libro bestseller Gekaufte Journalisten [“Giornalisti venduti”] ha recentemente confessato di essere stato pagato per anni dalla CIA per manipolare le notizie, e che questo è del tutto normale nei media tedeschi’’.

1. Non dobbiamo avere timore nel dire che, tutto questo, avviene nella maggior parte dei paesi occidentali ( e non solo ). Continua Quaglia: ‘’Questo controllo globale sui mezzi d’informazione permette agli Stati Uniti di dominare la guerra della percezione in tale misura da rendergli possibile trasformare facilmente il bianco in nero agli occhi del pubblico. È incredibile come i media europei sotto il controllo americano abbiano potuto distorcere i fatti durante le recenti crisi in Ucraina: la giunta filonazista di Kiev, salita al potere con un colpo di Stato, è stata capace di bombardare e uccidere i propri cittadini per mesi, mentre i media occidentali la raffigurano sempre come la parte buona e Putin è descritto come il nuovo Hitler senza nessun motivo realmente fondato’’. Le rivelazioni di Ulkfotte sono un campanello d’allarme per la borghesia imperialista: gli Usa stanno perdendo l’egemonia informativa grazie ala lavoro di coraggiosi analisti – dal francese Thierry Meyssan ad Eva Golinger, dal russo Israel Shamir all’israeliano Gideon Levy – i quali, svolgendo il loro lavoro di giornalisti, mettono in risalto le grossolane menzogne dei – li chiama giustamente Quaglia – ‘’giornalisti venduti’’. La fine della unipolarizzazione dell’informazione è, almeno dal mio punto di vista, una garanzia democratica per il mondo del lavoro.

Netanyahu con la Clinton
Netanyahu con la Clinton

Una notizia importante è che il canale YouTube di Russia Today ha superato, nel numero delle visite, BBC e CNN surclassando anche l’ “imperialismo mediatico” britannico: ‘’Le visite che può vantare RT nel suo insieme sommano oltre 2.000 milioni di utenti, numero molto maggiore rispetto ai principali competitors televisivi. In concreto RT ha superato, di 3,1 volte la CNN ed in 3,6 volte Euronews e in 2,5 volte Al Jazeera’’ 2. Una versione alternativa dei fatti, per la prima volta dopo il 1991, viene resa non solo possibile ma doverosa. Si sta concretizzando sotto i nostri occhi.

La reazione della Triade Imperiale – Usa, Gran Bretagna e Israele – è scomposta: qualche settimana fa è stata oscurata la pagina facebook di HispanTV per avere pubblicato un documentario sulla condizione delle donne in Arabia Saudita. E’ di qualche ora fa la notizia della disabilitazione di alcune pubblicazioni online palestinesi. Apprendiamo dal sito InvictaPalestina >che:

Gli amministratori delle pagine Facebook di Quds, con più di cinque milioni di “likes”, e Shehab News Agency, con più di sei milioni, venerdì si sono ritrovati a non poter accedere ai loro account.

Ezz al-Din al-Akhras, un supervisore di Quds, ha detto a The Electronic Intifada che verso le 14:00 tre degli editor della pubblicazione hanno trovato i loro account disabilitati.

La stessa cosa è successa a cinque editor della Shehab News Agency, ha riferito a The Electronic Intifada un editor di news della applicazione.

Entrambe le organizzazioni stanno ancora pubblicando su Facebook, così come alcuni editor possono ancora accedere ai loro account.

Israele alza il tiro contro i diritti del popolo palestinese – proprio oggi ( 25 settembre 2016 ) Netanyahu si è incontrato con Donald Trump – e, quasi per vergogna del suo Sion-Fascismo, censura i giornalisti palestinesi. Un regime razzista può essere rispettoso del diritto internazionale? Israele, anche in ciò, resta un buco della ‘’giustizia internazionale’’.

La Repubblica Islamica dell’Iran, nel 2013, grazie al presidente Ahmadinejad diede vita al canale HispanTV in lingua spagnola. Ahmadinejad pronunciò le parole “Viva la Spagna, Viva l’America Latina”, mettendosi al fianco degli analisti venezuelani di TeleSur;l’imperialismo si contrasta anche sul piano culturale ed informativo. Gli Usa considerano l’informazione un ramo dell’industria capitalista; Iran e Venezuela – nel caso specifico Ahmadinejad e Chavez ( ora Maduro ) – credono che i media debbano educare i popoli ad essere cittadinanza attiva spingendoli a prendere parte, in modo consapevole, ai processi democratici con una chiara prospettiva anticolonialista. Che cosa ha portato il colonialismo culturale nord-americano?

Ci risponde il sociologo marxista James Petras:‘’La cultura che glorifica il “provvisorio” riflette lo sradicamento del capitalismo nordamericano. Il suo potere di contrattare e licenziare, di muovere capitali senza considerazione alcuna per le comunità. Il mito della “libertà di movimento” riflette l’incapacità della popolazione di stabilire e consolidare le proprie radici comunitarie prima dei cambiamenti che esige il capitale. La cultura nordamericana glorifica le relazioni fugaci e impersonali come “libertà”, quando in realtà quelle condizioni riflettono l’anomia e la subordinazione di una massa di individui al potere del capitale transnazionale’’ 4. I disvalori della borghesia Usa hanno distrutto le comunità umane, i legami sociali da cui è necessario ripartire per opporsi alle ingiustizie delle classi dominanti, relegando masse di giovani nella solitudine, nell’apatia e nella ‘’non partecipazione’’, tipica delle metropoli occidentali.

L’Iran ha da poco lanciato la rete Pars Today per fronteggiare la guerra mediatica degli Stati Uniti e della lobby sionista. Il presidente dell’>IRIB, Abdolali Ali Asgari, ha dichiarato che “Irán se enfrenta a una amplia guerra blanda de los medios y la IRIB está a la vanguardia de esta guerra” 5. Come dargli torto? Israele si allea con l’Arabia Saudita ed Al Qaedacontro il popolo palestinese; gli Usa sostengono i neonazisti di Pravy Sektor contro la Russia mentre in Venezuela appoggiano gruppi di narcotrafficanti. La controinformazione – iraniana e venezuelana – diventa un baluardo del libero dibattito. Una democrazia plurale necessita della ‘’multipolarizzazione dell’informazione’’ quindi Quaglia conclude il suo articolo esprimendo una posizione corretta: Non c’è e non ci sarà mai un mondo realmente multipolare senza una gamma veramente multipolare di punti di vista sulla scena. Un impero postmoderno è più che altro una condizione mentale: se questa condizione rimarrà unipolare, il mondo resterà tale’’.

Gli Usa, Israele e l’UE deridono i giornalisti che fanno il loro lavoro per passione civile, senza doppi fini ( in Francia è emblematica la sorte riservata al valido Thierry Meyssan con la sua Rete Voltaire ), dando ampio spazio a pennivendoli privi di ogni moralità e dignità professionale. Israele paga bene e si sa. La costruzione di una rete giornalistica antimperialista è un obiettivo da raggiungere quanto prima per rompere il muro di silenzio che le oligarchie al potere vorrebbero imporci. Un impegno civile che coinvolge ognuno di noi. Ben disse Michel Collon: siamo tutti pubblicisti ! Ciascuno di noi può, e deve fare, molto.

Note:
http://www.voltairenet.org/article186807.html”>http://www.voltairenet.org/article186807.html

http://www.controinformazione.info/la-bbc-e-la-cnn-superati-da-russia-today/”>http://www.controinformazione.info/la-bbc-e-la-cnn-superati-da-russia-today/

https://invictapalestina.wordpress.com/2016/09/24/disabilita-gli-account-di-editor-palestinesi/”>https://invictapalestina.wordpress.com/2016/09/24/disabilita-gli-account-di-editor-palestinesi/
http://www.resistenze.org/sito/te/cu/li/culicc26-010729.htm”>http://www.resistenze.org/sito/te/cu/li/culicc26-010729.htm

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  1. Anna 10 mesi fa

    Concordo pienamente con le opinioni dell’articolo in questione.
    La domanda però è: come dobbiamo fare con le persone che NON vogliono sapere? Quelle persone che si sentono talmente impotenti riguardo alle sorti del mondo che preferiscono non sapere? Quali leve bisogna trovare con loro? (Almeno qui in Italia, paese, purtroppo, largamente menefreghista)
    Ieri sera ho cercato di spiegare la situazione attuale in Siria e di quale deriva diabolica abbia preso a mio marito, che mi ha risposto “apprezzo come sei e le cose che sai, ma io so che noi non ci possiamo fare niente, quindi per me vale lo stesso tra sapere e non sapere”.
    A me non piace fare “proseliti” e cercare di convincere altri d’aver “la verità” in tasca, cerco solo di stimolare il senso critico, ma quando qualcuno ti risponde in questa maniera spiazzante, come bisogna rispondere? Non attecchisce la considerazione che se tutti i membri di un popolo sapessero, si potrebbe cambiare rotta alla deriva…
    “Noi persone informate, con senso critico” cosa dobbiamo fare?
    Perché io sono cosciente che siamo tutti importanti e possiamo fare qualcosa, ma in questi casi cosa si fa??

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    1. Walter 10 mesi fa

      Mi trovo in una situazione simile alla tua e sono arrivato alla conclusione che dobbiamo accettare anche il “chissenefrega”: chi non ne vuol sapere, ha diritto a non sapere. E’ una scelta che possiamo non condividere ma che dobbiamo comunque rispettare. Del resto, quale potrebbe essere l’alternativa? Un contro-indottrinamento forzato? Suona un pò come un ossimoro.

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    2. Umberto 10 mesi fa

      Tutti, prima o dopo, parteciperanno, perché costretti dalle contingenze. Chi non vuole – o non può perché rimbambito – sapere e agire di conseguenza, dovrà farlo, o morirà di fame e di stenti. Chi si prepara prima ha più possibilità e non deve fermarsi. Convincere a capire, o meglio, far comprendere a quanti più possibile, come stanno le cose, è un dovere, ma tutti, al momento opportuno, saranno costretti a capire, se non vorranno diventare totalmente delle macchine. Anche quelli che adesso lo sembrano, in fondo non lo sono ancora e c’è la possibilità che qualcuno o qualcosa risvegli l’ anima intorpidita da anni e anni di diabolico lavoro volto all’ annichilimento, all’ annientamento, dello spirito. Ma lo spirito, proprio perché tale, non può essere del tutto spento. Non allo stato attuale, almeno.

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      1. mimmo 10 mesi fa

        quelli che non vogliono sapere sono coloro che più di tutti sono sensibili della presenza di una dimensione occulta
        della realtà, e ne hanno paura.Dobbiamo comunque informarli, loro malgrado, anche se appare che non condividano o che
        ci trattino come “fuori di testa”.L’importante è che la coscienza collettiva raggiunga una dimensione “importante”.
        Loro, a dispetto di un atteggiamento “menefreghista” sanno in ogni caso.

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  2. Sergio 10 mesi fa

    Anna non sei sola, e già questo è positivo. Come dice Walter non si possono indottrinare le persone, ma si può comunque inviare agli amici gli articoli come questo, nella speranza che qualcuno li legga.

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  3. Vittoriano 10 mesi fa

    Alcune segnalazioni e, ‘riflessioni’, sul ‘cosa possiamo fare’ …

    Comunicazione: quarto potere costituzionale e sovranità popolare
    http://www.pickline.it › Blog
    10 giu 2012 – Comunicazione quarto potere costituzionale e strumento di esercizio della sovranità popolare.
    Il Diritto a Comunicare è principio universale.

    [PDF]Le COMUNICAZIONI di MASSA come quarto potere COSTITUZIONALE …
    http://www.forumdac.it/pdf/fdac-gen98-potere-cost.pdf
    Le COMUNICAZIONI di MASSA come quarto potere COSTITUZIONALE: scuola e …
    strumento costituzionale per l’esercizio effettivo della sovranità popolare, . …

    democrazia per azioni e-book – Associazione Democrazia Per Azioni
    http://www.scioperofiscale.it/democrazia-per-azioni-e-book.html
    DEMOCRAZIA PER AZIONI: Manifesto politico scritto da Alessandro Bartoli avente la finalità di migliorare i difetti patologici dell’attuale modello democratico, …

    Fare per Contante Libero (Aiutaci) | ContanteLibero.it
    http://www.contantelibero.it/fare-per-contante-libero-aiutaci/
    Ci sono molti modi per aiutare Contante Libero: a) Firma la Petizione (ok l’hai già fatto. Era solo per sicurezza).
    b) Diffondi Contante Libero su Facebook e su …

    Cooperare con i movimenti sovranisti
    ma, anche, interpellare gli stessi
    per ‘ri-assumere e ri-lanciare’
    culturalmente e politicamente
    la lezione fondamentale
    di NORBERTO BOBBIO
    al fine di ‘edificare’
    Una Democrazia Integrale,
    per il rispetto dei diritti dell’ Uomo,

    La Dichiarazione dei Doveri degli Stati
    potrebbe essere la soluzione del
    problema dei problemi del terzo millennio :
    il rispetto dei diritti umani
    ( NORBERTO BOBBIO )

    V. :
    ANALOGAMENTE A QUANTO È STATO FATTO NEL 1948 CON LA …
    http://www.dehoniane.it:9080/komodo/trunk/webapp/web/files/riviste/…/20101008.htm
    08 ott 2010 – ANALOGAMENTE A QUANTO È STATO FATTO NEL 1948 CON LA
    … DELLA “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO”. A quando.
    una …. quanto mai utile porre mano alla stesura di una Carta dei doveri del …

    e :

    DIRITTI (E DOVERI) DELL’ UOMO
    un articolo di Norberto Bobbio
    pubblicato dal quotidiano :
    LA STAMPA Anno 132 N. 333 Venerdì 4 Dicembre 1998
    La Stampa – Consultazione Archivio – Home
    La Stampa – Consultazione Archivio – Home
    Archivio Storico La Stampa di Torino dal 1867

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  4. Salvatore Penzone 10 mesi fa

    La concezione che la civiltà capitalistica moderna ha della natura dell’essere umano si caratterizza per un assoluto individualismo dove è l’interesse personale a primeggiare; dove l’affermazione del proprio io e la sua soddisfazione diventano gli elementi principali del canovaccio del politicamente corretto; dove tutto viene svuotato di senso perché, appunto, “esistono solo gli interessi”. L’idea dell’interesse personale ci ha reso schiavi delle logiche del mercato, ci ha fatto accettare senza resistenze la diffusione di un capitalismo finanziario senza regole e una prassi politica che si muove fuori dalla logica giuridica sia a livello locale che internazionale. Da qui la tendenza generale ad accettare una politica che sappiamo non essere in grado rappresentarci e ad accettare supinamente di essere governati da entità sovranazionali che poco sanno di noi e di ciò che ci serve veramente. Se siamo una società così atomizzata che senso ha combattere e per che cosa? Ecco, quindi, la necessità di “ricompattarsi”, far sì che questi atomi partecipino di nuovo alla formazione dei nuclei che è la ragione per cui esistono. E bisognerà ricominciando dalla famiglia, il primo nucleo preso di mira perché sta a fondamento della società, per passare poi alla comunità cittadina, nazionale, fino ad arrivare poi a pensare a una comunità internazionale che rispetti l’identità e la sovranità di ognuno. C’è un fenomeno naturale, che la scienza oggi chiama “picco emotivo della coscienza collettiva dell’umanità”, che dimostra che c’è qualcosa di molto profondo che ci collega tutti. Tutto quello che la “nostra” civiltà postmoderna ci propone, è contrario e ostacola questo collegamento.

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    1. Umberto 10 mesi fa

      Tutto vero ma per riedificare una casa quando la stessa è intaccata alle fondamenta, occorre prima buttar giù l’ edificio. Poi ripartire dalle basi per innalzare una nuova costruzione. Quella attualmente in piedi è una casa troppo marcia per poterla restaurare.

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      1. Salvatore Penzone 10 mesi fa

        Sono d’accordo con tè, a niente varranno tentativi di recupero e aggiustamenti vari. La crisi di decadenza in cui ci dibattiamo è nata soprattutto dall’influenza che ha avuto sulla coscienza di ognuno l’ideologia postmoderna che ha accompagnato la globalizzazione liberista. Da qui, diventa responsabilità personale rispondere alla “corruzione”, in cui siamo stati indotti, con una presa di coscienza e un lavoro di ripulitura che ognuno deve fare su se stesso. Bisogna partire dal presupposto che se vogliamo veramente che le cose cambino, dobbiamo agire soprattutto su noi stessi. Cambia te stesso e cambierai il mondo, diceva qualcuno. Demandare il cambiamento a una rivoluzione sociale o un movimento di massa orientato “ideologicamente”, dettato cioè dall’alto, non potrà mai garantire una reale trasformazione. I tentativi fatti nella storia, da destra o da sinistra, hanno sempre riprodotto Tutti limiti che quella parte di umanità si portava dietro.

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