"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Intervista esclusiva a Marine le Pen

Marine Le Pen con Bandiere

da L’Italiano

I sondaggi in Francia indicano il Front National come primo partito. Il merito è senza dubbio di Marine Le Pen, che ha idee chiare sia per quanto riguarda la politica interna francese che per quanto riguarda l’Europa. Con lei abbiamo parlato proprio di quest’ultimo aspetto
Quali sono gli aspetti positivi e gli aspetti negativi della costruzione europea?
Aspetti positivi ce ne sono solo se distinguiamo la costruzione europea dall’Unione Europea. Penso a progetti come Airbus e Marianne che sono stati esempi di cooperazione fra Nazioni europee ma non progetti dell’Unione Europea. A interscambi di studenti, come Erasmus, un concetto che funziona correttamente ed è molto positivo, ma anche questo organizzato fra Nazioni sovrane.

Per contro gli aspetti negativi sono innumerevoli. L’Unione Europea è stata costruita contro la sovranità dei popoli, contro la libertà. In realtà ci vengono imposte regole, direttive che vanno contro gli interessi dei nostri popoli e dei nostri Paesi.
La moneta unica, l’Euro, rappresenta in pratica l’ ostacolo principale alla competitività, ci impedisce di adattare la nostra politica monetaria alla nostra economia e sta lasciando dietro di sé un vero e proprio campo di rovine sul piano dell’agricoltura, sul piano dell’industria. E’ un aspetto terribilmente negativo.
Il prevalere del diritto europeo sul diritto nazionale. Siamo o non siamo delle democrazie? Sono i popoli che decidono per se stessi. Altrimenti non siamo più in una democrazia , bensì in un’oligarchia dove c’è un’èlite che decide per i popoli e talvolta, bisogna dirlo, l’Unione Europea decide CONTRO il popolo, cosa, a mio modo di vedere, totalmente inammissibile.
Il rifiuto del protezionismo che permetterebbe di evitare la concorrenza internazionale illegale dei Paesi emergenti. Ecco un aspetto MOLTO negativo dell’Unione Europea.
Come il voler limitare –  così dicono – le frontiere. Se siamo dei popoli liberi, allora abbiamo delle frontiere, allora abbiamo il controllo delle nostre frontiere. L’Unione Europea ci ha venduto una protezione di frontiera e non l’ha mai messa in opera. Oggi siamo vittime di un’immigrazione selvaggia, di un’immigrazione massiccia. L’Europa è un vero e proprio colabrodo e noi non abbiamo più la libertà di decidere chi entra e chi si stabilisce sul nostro territorio. Con tutte le conseguenze finanziarie, ma anche sociali, di questa situazione.

Intervista italiano a Marine Le Pen

L’Europa può pesare politicamente sulla scena mondiale senza perdita di sovranità delle nazioni europee?
E’ evidente che ogni passo in avanti dell’ Unione Europea è una perdita di libertà e di sovranità per i popoli europei.
Sono solita affermare che per me l’ Unione Europea è l’Unione Sovietica Europea. Quando di dice che si vuole un ministro dell’economia o che si vuole si vuole un ministro degli affari esteri europei, ciò è a detrimento della libertà dei Paesi che appartengono all’Unione Europea. Abbiamo visto in passato che in materia di politica internazionale ci sono state forti divergenze tra Paesi dell’Unione Europea. Di quale visone unica si può parlare? Salvo, ancora una volta, vedersi imporre una posizione unica.
Io sono il difensore delle libertà in fondo. Io difendo la sovranità del popolo. Di conseguenza combatto tutto ciò che contribuisce a sottrarre al popolo francese un’oncia di sovranità per trasferirla a dei tecnocrati, perché di questo si tratta. A – come dire? – degli ex stipendiati di Goldman Sachs.
Ebbene tutti coloro che contribuiranno a questo, mi troveranno sul loro cammino.

Le esigenze dei Paesi dell’Europa del Nord e dell’Europa del Sud sono compatibili?
No. Semplicemente tutti i Paesi hanno interessi divergenti. E  – quando non si ammette che i Paesi abbiano interessi divergenti e possano impostare la politica in funzione dei propri interessi – allora vuol dire che c’è una parte che impone la propria volontà ad altri che sono obbligati a subirla. E ciò è ancora una volta inammissibile.
Se ci fossero dei buoni risultati, si potrebbe dire che dopo tutto i popoli potrebbero decidere di sacrificare la loro libertà per avere più lavoro, più sicurezza…ma non è così.
Obiettivamente  l’ Unione Europea non ha portato altro che inconvenienti ai nostri Paesi, ha distrutto le nostre economie, ha distrutto la nostra sovranità, ci ha procurato un’immigrazione massiccia, ci impone il suo sistema di valori che possono essere in forte contraddizione formale con i valori sui quali si sono costruiti i nostri popoli.
Smettiamola con la costruzione dell’Unione Europea, della quale il minimo che si possa dire è che non ha passato la prova ma ha dato prova della sua inefficacia e della sua nocività.

Questa Europa in panne è un handicap per rispondere alle sfide che ci pongono oggi le Nazioni?
E’ comprovato. E’ evidente che è un handicap, una minaccia perché proibisce di portare avanti le politiche che ci permetterebbero di rilanciare la nostra economia, di lottare contro la disoccupazione, di ripristinare il nostro sistema di valori, di proteggere le nostre frontiere. Cosa che, sia sul piano economico e sia sul piano dell’immigrazione, è un ostacolo permanente.
Di conseguenza io penso che occorra fare crollare questa Unione Europea per costruire l’Europa delle Nazioni libere e sovrane, l’Europa della vera cooperazione volontaria. E’ come l’Unione Sovietica l’ Unione Europea, dicevo prima. Ciò significa che non è migliorabile. Non si può migliorare perché costruita su una ideologia che è un’ideologia elitista, anti-sovranità nazionale e ultraliberale.
Con la conseguenza che è la legge della giungla che viene applicata: i più deboli muoiono e i più forti sopravvivono.
Non è certo la mia filosofia.

Dobbiamo rimpiangere gli accordi bilaterali che univano, prima dell’ Unione Europea, i Paesi europei?
Certamente. E ti do un esempio. Quando c’è stato un afflusso di immigrati a Lampedusa, mi sono recata sul posto, tu eri con me. Evidentemente di fronte all’immigrazione di ieri, ma può darsi anche di domani, perché gli sconvolgimenti nei Paesi del Magreb, ma anche in Libia e in Siria, possono provocare un arrivo massiccio… E’ chiaro che in queste condizioni un accordo bilaterale o trilaterale (Francia, Spagna, Italia) sarebbe perfettamente in grado di proteggere le nostre frontiere marittime.
Non crederai davvero che i Paesi del Nord dell’Unione Europea si siano preoccupati per l’afflusso di immigrati a Lampedusa? Macchè!
Non solo non si sono preoccupati ma neppure si sognano di prendere delle decisioni. Non solo, ma impediscono a noi di prendere delle decisioni per preservare i nostri interessi.

Quale sarebbe il tuo primo provvedimento se diventassi Presidente della Commissione dell’Unione Europea?
Non c’è il rischio che succeda in quanto io credo che la Commissione dell’Unione Europea sia il culmine della costruzione tecnocratica che io combatto. Penso che il solo sovrano in ciascuno dei Paesi sia il popolo. Quindi è lui che si deve esprimere attraverso chi ha eletto per dirigere il Paese.
La Commissione europea è la struttura – bisogna rendersene conto – di cui si deve prevedere la scomparsa immediata perché non ha alcuna legittimità.
Allora il tuo primo provvedimento potrebbe essere la sparizione della Commissione…
Beh, un presidente da solo non può decidere la dissoluzione della Commissione dell’Unione Europea. Ma io credo che l’Unione Europea crollerà con fracasso. Sarebbe più ragionevole – come d’altronde l’Euro – ricostruirla in maniera ragionata , in maniera organizzata, in maniera concertata tenendo conto del suo bilancio assolutamente negativo. Abbattiamo ciò che non funziona e poi ricostruiamo un’Europa delle Nazioni, un’Europa della cooperazione, un’Europa della discussione, un’Europa che permetta a ciascun Paese di difendere i suoi interessi nazionali.

Bisogna rafforzare la collaborazione di Francia e Italia?
Certamente. Io tengo molto alla cooperazione fra la Francia e l’Italia.
Mi sei buon testimone che sono stata forse la prima, credo, ancora prima che le misure d’austerità colpissero l’Italia, a mettere in guardia l’Italia di quanto si stava preparando ai suoi danni nell’ambito dell’Unione Europea.
Gli italiani soffrono molto. I francesi soffrono molto. Ed è tempo che riprendiamo in mano i nostri destini perché i popoli sono ben più saggi e hanno molto più buon senso dell’élite che li dirige.

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