"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

INTERVISTA A “THE SAKER”: IL MODELLO RUSSO E’ ALTERNATIVO A QUELLO OCCIDENTALE?

Putin nella cattedrale

di Anacronista

“The Saker” (a simboleggiare il falco sacro che veglia sulla vigna) è un analista russo che vive negli Stati Uniti. Il suo blog  vineyardsaker.blogspot.it/, dalla popolarità sempre crescente (oltre alla russa e all’inglese ne sono nate anche la versione francese, tedesca, serba e neozelandese) è uno dei meglio ragionati e informati sulle questioni russe e internazionali, e rappresenta un autorevole punto di riferimento per quanti sono interessati a comprendere la realtà russa aldilà della versione assai distorta fornita dai media occidentali.

Abbiamo pensato di avvalerci del suo aiuto per capire meglio se, e in che cosa, la Russia di Putin rappresenti un’alternativa al moderno “Occidente” al di là della mera rivalità geopolitica. Questa l’intervista:

1) A.- Il contrasto tra la politica estera russa e quella statunitense è oggi stridente: da una parte moderazione, buon senso e rispetto delle sovranità; dall’altra colpi di stato, minacce, sanzioni e menzogne. Tale differenza di comportamento tra le due potenze è dovuta a calcolo politico contingente oppure a una diversa visione di fondo della vita?

S: La prima cosa da sottolineare è che Lavrov e Putin sono uomini dalla cultura estremamente elevata che provengono da istituzioni d’elite: Lavrov dal Ministero degli Affari Esteri e Putin dall’ex direttorato d’intelligence esterna del KGB. Entrambi hanno un’educazione di gran lunga superiore ai moderni diplomatici statunitensi. In passato anche gli USA avevano diplomatici di spessore, come James Baker, ma ora sono: o idioti totali (come Jennifer Psaki) o bugiardi arroganti (come Samantha Powers).

In secondo luogo, gli USA non hanno una vera “diplomazia”. Dopotutto, la “diplomazia” statunitense consiste in una combinazione di pretese, promesse, minacce e bombardamenti che non richiedono alcuna reale capacità diplomatica.
Terzo, la Russia ha sofferto grandemente i costi dell’impero, sia sotto gli zar che nel periodo sovietico. Di conseguenza essa non vuole essere un impero, o una superpotenza, o il poliziotto del mondo o una nazione egemone. La Russia vuole solo essere un paese *normale*, ma, questo è importante, *veramente sovrano*. Per ottenerlo, la Russia ha poche regole fondamentali in cui davvero crede:
1- Trasforma i tuoi nemici in neutrali, i tuoi neutrali in partner, i tuoi partner in amici e i tuoi amici in alleati. Gli USA riescono a concepire solo due categorie: vassalli e nemici.
2- La sicurezza è sempre e necessariamente collettiva. Se il tuo vicino non si sente sicuro, anche tu non sei sicuro. Gli USA si sentono sicuri solo quando possono minacciare tutti, e di conseguenza tutti si sentono minacciati.
3- Il diritto internazionale è davvero importante per i russi. Perché? Perché essi vogliono un mondo multipolare, e ciò a sua volta richiede che vengano fatte valere le “regole del gioco” (il diritto internazionale). Gli USA vogliono un mondo unipolare che perciò non ha bisogno di alcun diritto internazionale.
4- Per la Russia l’uso della forza militare rappresenta l’ultima risorsa e un fallimento della diplomazia. Per gli USA l’uso della forza è una parte integrante di ciò che chiamano “diplomazia”.
Abbiamo quindi a che fare con un profondo conflitto di civiltà. Sono due visioni del mondo fondamentalmente incompatibili, due modelli di civiltà che si escludono a vicenda e che non possono coesistere, tanto meno collaborare.

2) A.-Che differenze fondamentali esistono, se ve ne sono, tra il capitalismo dell’Occidente e quello russo? La Russia è governata dai “mercati”?

S: No, la Russia ha un’economia profondamente disfunzionale.
Primo, i tassi di interesse russi sono così alti da inibire completamente gran parte del credito per la creazione di piccole e medie aziende. Di fatto, i tassi di interesse in Russia sono più alti della profittabilità di interi settori dell’economia.
Secondo, ogni anno un’enorme quantità di denaro russo lascia il paese per essere versato in conti offshore e poi tornare in Russia sotto forma di “investimenti stranieri”. Mettete insieme questo con il fatto che gran parte delle aziende russe hanno sede legale all’estero (di solito nel Regno Unito) e concluderete immediatamente che l’intero sistema economico-finanziario russo è studiato per impedire che la Russia diversifichi la sua economia e si svincoli dal bisogno di vendere energia.
La Russia è anche normata male, ha un sistema di tassazione inaffidabile, investimenti governativi molto limitati e tribunali corrotti (da qui l’uso dell’arbitrato).
Il mercato russo mostra chiari segnali di essere un oligopolio, e questo è un grande fattore di inibizione del vero potenziale della società russa. Alcuni economisti affermano che l’economia russa stia girando ai 2 terzi o alla metà del suo autentico potenziale.
Su di un piano completamente diverso, noterei anche che il vero capitalismo non ha mai fatto parte della cultura russa. Questa è molto più collettiva, e il popolo russo non trova ispirazione in visioni del mondo che offrono ben poco aldilà della speranza di auto-arricchimento e della monetizzazione di tutto. La cultura russa è sempre stata sociale e la giustizia sociale è un ideale oggi ancora forte, mentre l’avidità incontrollata viene vista con disapprovazione.

3) A-Negli stati occidentali l’emissione e il controllo del denaro sono in mano a banche private come la FED e la BCE. In Russia come funziona?

S: Anche la Russia ha una Banca Centrale come la FED, che può stampare rubli solo in ammontare corrispondente all’acquisto di dollari. Il che è un’idea folle. Ufficialmente la Banca Centrale ha come missione mantenere il rublo stabile, ma in realtà sembra che si preoccupi solo di inibire l’inflazione, il che è una pessima idea, soprattutto in periodi di recessione e sanzioni come oggi.

4) A-La Russia pianifica di espandere l’industrializzazione e le moderne infrastrutture in tutto il suo territorio?

S: In teoria sì. Esistono piani per ri-industrializzare e ri-sviluppare la Siberia, l’estremo oriente russo, la Crimea e altre regioni. Di nuovo, in teoria si sta lavorando su di un programma per sostituire le importazioni con prodotti sviluppati in loco. Sono stati annunciati grandi programmi di investimento per modernizzare le infrastrutture, specialmente strade, aeroporti, ferrovie ecc. Sulla carta questi programmi sembrano splendidi, ma fintanto che la Banca Centrale Russa continuerà a soffocare l’economia e il governo Medvedev continuerà a sabotare le decisioni presidenziali non sono molto ottimista.

5) A-Qual è la visione della Russia riguardo all’immigrazione e all’integrazione: come gestisce le etnie di cui l’immensa federazione è composta e i nuovi arrivi dall’estero?

S: Su questa questione vi sono molte tensioni e disaccordi. Storicamente la Russia è sempre stata uno stato multi-etnico, grazie alle 180 etnie diverse che vi sono sopravvissute (fate il paragone con gli USA!). Perfino i cosiddetti “russi” (circa l’80% della popolazione) hanno quasi sempre radici etniche molto miste. Essere “russo” non è una questione etnica o razziale. Anche la Chiesa ortodossa tende a categorizzare le persone in base ai loro valori e visione del mondo, piuttosto che alle radici biologiche.
Vi sono tuttavia delle reali differenze culturali e religiose che creano tensioni: minoranze poco istruite e pesantemente criminalizzate provenienti dalle ex repubbliche sovietiche ora indipendenti, e l’islamismo wahabita, strettamente connesso con il terrorismo. In risposta a questi problemi il Cremlino ha introdotto tre politiche principali: supporto per le economie locali delle regioni depresse, supporto delle forze di polizia locali e supporto per l’Islam tradizionale (che nell’ex Unione Sovietica non era mai stato wahabita). Vi sono anche problemi con gli immigrati cinesi, ma sono più che altro problemi locali e non gravi come quelli con gli immigrati dal sud (Caucaso, Asia centrale).

6) A-Droga, crisi della famiglia, dissoluzione sociale: quanto è colpita la Russia dai mali che affliggono il mondo moderno, e come intende curarli?

S: Anche la Russia ha tutti i problemi che Lei elenca, compresa la droga, le famiglie disfunzionali e la dissoluzione sociale. La differenza principale con l’Occidente è che questi mali hanno raggiunto l’apice negli orribili anni ’90, quando, come recita una battuta locale, ogni ragazzo voleva essere un criminale e ogni ragazza una prostituta (ovviamente non era letteralmente così, ma c’era comunque del vero). Da quando Putin è andato al potere questi problemi hanno cominciato lentamente e costantemente a migliorare, mentre in Occidente stanno ancora peggiorando ad ogni giorno che passa.
Il fattore principale è che la società russa, che negli anni ’90 voleva imitare l’Occidente, ora è diventata disillusa e perfino disgustata dall’Occidente; di conseguenza sta venendo rigettato l’intero modello di civiltà occidentale. Molti russi stanno tornando alle loro radici storiche e religiose (Chiesa ortodossa e Islam), mentre altri stanno guardando a un originale modello “russo” di società e civiltà. Se da una parte c’è sicuramente ancora una classe di persone che vuole essere come gli europei, lo slogan ucraino de “L’Ucraina è Europa” non avrebbe il minimo seguito in Russia. Come minimo, l’ostilità e l’ipocrisia occidentali verso la Russia hanno convinto la grande maggioranza dei russi che l’Occidente non ha nulla di buono da promettere. La mia stima è che la popolazione filo-occidentale in Russia sia non più del 5% del totale.

7) A-L’educazione classica viene sempre più trascurata nelle scuole occidentali, alienando così i giovani dalle loro radici e tradizioni. Qual è il rapporto in Russia tra passato, presente e futuro?

S: Domanda molto interessante ma anche molto penosa. Il passato russo è stato molto tragico, specialmente nel 20° secolo. Ma anche prima. Ci sono dei russi, come Alexander Solzhenitsyn, che affermano che le radici profonde della Rivoluzione Russa risalgono alle riforme di Pietro I nel 18° secolo. Tendo ad essere d’accordo. La civiltà russa è stata più o meno oppressa per non meno di 300 anni. Eppure, la Russia non può semplicemente rigettare 300 anni di storia, prendere una macchina del tempo e tornare alla Russia di Alexei Mikhailovich. Ma non può nemmeno appoggiare tutto quanto è stato fatto negli ultimi 3 secoli. Esiste un piccolo movimento di nazional-bolscevichi i quali in pratica dicono che tutti gli zar erano buoni, e anche Lenin, e anche Stalin, e che più o meno qualsiasi cosa russa è splendida. Ma ciò non ha senso e tale ideologia non ha futuro. Tuttavia, i russi sono profondamente attaccati alle loro radici e credono che le persone senza passato non hanno né presente né alcun vero futuro.
Perciò è in corso la ricerca di un criterio, una visione del mondo, un’ideologia unificante che permetta ai russi di distinguere il bene dal male e, se tutto va bene, tenere la parte buona. Credo che nessuno in Russia voglia un’ennesima rivoluzione o una “maidan russa”. Perciò, piuttosto che una rivoluzione, all’ordine del giorno c’è un’evoluzione. Ma la Russia ha bisogno di un’evoluzione verso ideali più elevati rispetto ad avidità, profitto, ricchezza e comfort. Finora, al problema non è stata trovata alcuna vera soluzione. Se si leggono con attenzione le dichiarazioni programmatiche di Putin, egli offre una visione supportata da circa l’80% dei russi: rispetto per la tradizione, rispetto per la libertà individuale, solidarietà sociale, sovranità nazionale, rispetto per la famiglia e la collettività sociale, ricerca della giustizia sociale ed economica e appoggio generale alle religioni tradizionali (Chiesa ortodossa, Islam, Giudaismo, Buddismo). Ciò è ovviamente solo l’inizio, ma personalmente lo trovo un inizio ragionevole e salutare.

Ringraziamo The Saker per la disponibilità, la chiarezza e l’obiettività con cui espone le sue conoscenze.

Intervista condotta da Anacronista per   Controinformazione.info

N.B. E’ possibile riprodurre l’intervista a condizione di citarne  la fonte.

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